Cosa sta accadendo
L’aumento è documentato in più paesi e riguarda diverse classi di farmaci, con andamenti differenti a seconda dell’età e del contesto sanitario.
Le spiegazioni proposte non si escludono.
Un riconoscimento maggiore di condizioni prima non identificate, che sarebbe un progresso: molti disturbi in età evolutiva restavano e restano non diagnosticati.
Un aumento reale del disagio, documentato in particolare per ansia e sintomi depressivi negli adolescenti.
E la carenza di alternative: dove i percorsi psicologici e psicoeducativi hanno liste d’attesa lunghe o non sono accessibili, la prescrizione diventa l’unica risposta disponibile in tempi utili. È probabilmente il fattore più rilevante e il meno discusso.
Va aggiunto un elemento organizzativo: una quota crescente di prescrizioni avviene fuori dai servizi specialistici, e questo incide sull’appropriatezza e sul monitoraggio.
Il nodo dell’appropriatezza
Le linee guida internazionali sono più caute di quanto la pratica suggerisca.
Per ansia e depressione in età evolutiva, l’indicazione prevalente è di iniziare con gli interventi psicologici, riservando il farmaco ai quadri più gravi o a chi non risponde.
Per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività il quadro è diverso: i trattamenti farmacologici hanno evidenze consistenti sui sintomi centrali, e le raccomandazioni li includono, in genere all’interno di un intervento più ampio.
Va segnalato il problema dell’uso fuori indicazione: molti psicofarmaci non hanno un’autorizzazione specifica per l’età pediatrica, e vengono usati sulla base di evidenze ricavate dagli adulti. È una pratica legittima e regolata, ma richiede cautela e monitoraggio, e la base di dati specifici resta insufficiente.
E va detto ciò che spesso manca: il monitoraggio nel tempo (degli effetti, degli effetti indesiderati, e della necessità di proseguire) che è la parte più trascurata dell’intero percorso.
Cosa serve sapere
- Il farmaco non è un’alternativa all’intervento psicologico: nelle raccomandazioni sono complementari, e per molti quadri il secondo viene prima.
- Una diagnosi in età evolutiva richiede una valutazione multiprofessionale e la considerazione del contesto: scuola, famiglia, ambiente.
- Prima di attribuire i sintomi a un disturbo vanno escluse cause mediche e considerate condizioni come i disturbi del sonno, che producono quadri simili e sono frequentissimi in questa fascia d’età.
- Le domande legittime da porre al medico: perché questo farmaco, quali alternative esistono, quali effetti attendersi e in quanto tempo, come verrà monitorato, e per quanto è previsto.
- Non modificare né sospendere una terapia autonomamente, perché alcune sospensioni improvvise comportano rischi.
Un’ultima osservazione che riguarda il dibattito pubblico: presentare ogni prescrizione come medicalizzazione indebita produce un danno documentato, cioè il ritardo o il rifiuto di trattamenti utili per bambini che ne hanno bisogno. La cautela sull’appropriatezza e la difesa dell’accesso alle cure non sono in conflitto.
Domande frequenti
Perche le prescrizioni aumentano?
Per maggiore riconoscimento delle condizioni, aumento reale del disagio e carenza di alternative accessibili in tempi utili.
Il farmaco sostituisce la psicoterapia?
No: nelle raccomandazioni sono complementari, e per ansia e depressione in eta evolutiva l’indicazione prevalente e iniziare con gli interventi psicologici.
Cosa significa uso fuori indicazione?
Che il farmaco non ha un’autorizzazione specifica per l’eta pediatrica. E una pratica regolata, ma richiede cautela e monitoraggio.
Cosa chiedere al medico?
Perche questo farmaco, quali alternative esistono, quali effetti attendersi e in quanto tempo, come verra monitorato e per quanto tempo e previsto.
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