Le affermazioni da correggere
Il testo sostiene che studi condotti in area anglosassone dimostrerebbero una maggiore intelligenza femminile dovuta a una maggiore componente di corteccia motoria, e che ragioni filogenetiche renderebbero le donne più rapide nel pensare e nell’agire.
Va detto senza ambiguità: nessuna di queste affermazioni ha fondamento.
La corteccia motoria è coinvolta nel controllo del movimento e non nell’intelligenza. Non esiste alcuna relazione documentata tra la sua estensione e le capacità cognitive.
Quanto alle differenze cognitive tra i sessi, le rassegne disponibili indicano che le differenze all’interno di ciascun gruppo sono enormemente maggiori di quelle tra i due gruppi, che le poche differenze medie rilevate sono piccole e variabili tra culture, e che diverse si sono ridotte nel tempo: un andamento incompatibile con una spiegazione puramente biologica.
Il ciclo mestruale
Il testo deduce da una descrizione fisiologica del ciclo che le donne siano soggette a cambiamenti che ne modificherebbero il funzionamento mentale.
Il salto logico è evidente: la descrizione riguarda l’endometrio, e da essa non discende alcuna conclusione sulle capacità cognitive.
Va aggiunto che questo argomento ha una storia lunga e documentata. Le variazioni fisiologiche femminili sono state usate per secoli per giustificare l’esclusione delle donne dall’istruzione, dal voto e dalle professioni: con l’argomento che le rendessero inaffidabili o instabili.
È un ragionamento che dovrebbe destare sospetto per la sua stessa forma: spiega una condizione sociale con una caratteristica biologica, e lo fa sempre nella direzione che giustifica l’assetto esistente.
Il «maschio cacciatore»
Analogamente priva di fondamento è l’idea di una struttura mentale maschile arcaica, orientata ai bisogni primari, contrapposta a una capacità femminile di previsione.
Sono narrazioni pseudo-evoluzionistiche che non trovano riscontro nell’antropologia: le ricostruzioni delle società di caccia e raccolta indicano una divisione dei compiti molto più variabile e meno rigida di quella immaginata.
E vale la pena notare che il testo, pur presentandosi come favorevole alle donne, riproduce esattamente lo schema che dovrebbe contestare: uomini e donne come due nature, ciascuna con capacità e limiti fissi.
Rovesciare il segno di uno stereotipo non lo smonta: lo conferma.
Il problema reale che il testo intercetta
Al netto di questo, l’articolo tocca una questione seria, e la sua rabbia ha un oggetto legittimo.
Osserva che in Italia esiste una discriminazione permanente, e denuncia che l’accesso a posizioni di responsabilità possa dipendere da disponibilità sessuale anziché dal merito.
La denuncia è fondata. Il dato di partenza è verificabile: il tasso di occupazione femminile italiano è tra i più bassi dell’Unione europea, il divario retributivo persiste, e la presenza nelle posizioni apicali resta minoritaria nonostante le donne siano in maggioranza tra i laureati.
Ma la responsabilità va collocata
Qui il testo compie l’errore più grave, e va corretto con nettezza.
Rivolge il proprio rimprovero alle donne (invitandole a non ricorrere a certi mezzi, con un lessico apertamente offensivo) e non a chi detiene il potere di concedere una posizione in cambio di prestazioni sessuali.
La struttura è chiara: chi ha il potere di assumere, promuovere o escludere è chi determina le regole del gioco. Chi si trova nella posizione debole si adatta a regole che non ha stabilito.
Non è, peraltro, una questione morale: la molestia sessuale e il ricatto sul lavoro sono condotte illecite, sanzionate dall’ordinamento italiano, e la responsabilità è di chi le pone in essere.
Attribuire alle donne la colpa di un sistema che le penalizza è la forma più efficace di conservazione di quel sistema: sposta il conflitto tra chi lo subisce, e lascia intatto chi lo governa.
Il linguaggio
Va detto anche del lessico impiegato. Il testo usa termini fortemente svalutanti verso le donne, e li usa mentre denuncia la svalutazione delle donne.
È una contraddizione che merita di essere nominata, perché ricorrente: la denuncia della discriminazione non protegge automaticamente dal riprodurne il linguaggio.
Va poi respinta la distinzione implicita tra donne rispettabili e donne che non lo sono. Una gerarchia interna di questo tipo indebolisce tutte: la dignità sul lavoro non si conquista dimostrando di essere migliori di altre.
La parte che vale
C’è un’affermazione, nella chiusura del testo, che regge e che vale la pena isolare: essere maschi o femmine è dato dalla natura, essere uomini o donne dipende da altro.
È la distinzione tra sesso biologico e genere, cioè l’insieme di ruoli, aspettative e norme che una cultura associa a ciascuno, ed è oggi una distinzione consolidata nelle scienze sociali.
Il paradosso è che l’intero testo la contraddice: se il genere è una costruzione culturale, non può esistere una «mente femminile» determinata dalla fisiologia.
Quella frase, presa sul serio, smonta tutto ciò che la precede, ed è la parte da conservare.
Domande frequenti
Esistono differenze cognitive tra uomini e donne?
Le differenze all’interno di ciascun gruppo sono molto maggiori di quelle tra i gruppi. Le poche differenze medie rilevate sono piccole, variabili tra culture e in diminuzione nel tempo: un andamento incompatibile con una spiegazione biologica.
Il ciclo mestruale incide sulle capacità cognitive?
Non in modo che giustifichi alcuna conclusione sulle competenze. È un argomento storicamente usato per escludere le donne da istruzione, voto e professioni, e la sua forma dovrebbe già destare sospetto.
Di chi è la responsabilità dello scambio tra carriera e prestazioni sessuali?
Di chi ha il potere di assumere, promuovere o escludere. La molestia e il ricatto sul lavoro sono condotte illecite: la responsabilità è di chi le pone in essere, non di chi le subisce.
Qual è la differenza tra sesso e genere?
Il sesso è la caratteristica biologica; il genere è l’insieme di ruoli, aspettative e norme che una cultura associa a ciascuno. Se il genere è culturale, non può esistere una mente determinata dalla fisiologia.