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Mente

Lo Psicologo e l’Arte

  • Laura Miccio
  • Giugno 26, 2007
  • 12:00 am
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Quando si pensa allo psicologo, generalmente vengono in mente immagini ormai stereotipate di persone sdraiate su un lettino che parlano ad un’altra persona, lo psicologo appunto, che ascolta senza aprire bocca. Lo abbiamo visto nei film, ne abbiamo sentito parlare. E ci siamo fatti un’idea sbagliata. Per fare un po’ di chiarezza, la persona che vediamo seduta nelle nostre fantasie è in realtà uno psicoterapeuta, o uno psicoanalista, o comunque attualmente un medico, o uno psicologo che ha ricevuto un’ulteriore formazione per poter operare quella che viene comunemente definita psicoterapia. Allora, il compito della persona che sta sulla sedia è quello di aiutare chi sta sul lettino, che non necessariamente starà su un lettino, a mettere in  ordine nel proprio intimo quel disordine che compromette il suo normale funzionamento nella vita di ogni giorno. Ma se dunque questa figura che credevamo essere lo psicologo è in realtà lo psicoterapeuta, lo psicologo chi è? Lo psicologo, riducendo ai termini minimi che l’etimologia della parola ci consente, è colui che studia la psiche, nonostante tra gli altri suoi compiti vi siano anche quelli del supporto e della riabilitazione psicologica, che al profano possono apparire simili alla sopra citata psicoterapia.
Ora, la domanda che ci sorge spontanea è: cosa ha a che fare la Psicologia con l’Arte? Se partiamo dal presupposto che l’oggetto di studio della Psicologia è la mente, la psiche, essendo ogni opera d’arte il prodotto di una mente umana, ed essendo infine la stessa opera d’arte in grado di suscitare nel fruitore dei vissuti particolari, quindi di generare in lui emozioni e sensazioni particolari, o comunque di modificare il proprio stato d’animo, allora capiamo bene che entrambi gli aspetti del fenomeno artistico (produzione e fruizione dell’opera d’arte) possono essere oggetto di studio della Psicologia. Questa branca della psicologia prende appunto il nome di Psicologia dell’Arte e si occupa di studiare i molteplici aspetti del fenomeno artistico. Viene studiato dunque come l’occhio o l’orecchio si siano rivolti all’apprezzamento di particolari immagini o sequenze sonore, o quale possa essere il significato evolutivo delle arti nella filogenesi dell’essere umano, o ancora quale possa essere il significato della cosiddetta esperienza estetica.  E ciascuno di questi aspetti, che sono soltanto alcuni degli oggetti di studio della Psicologia dell’Arte, può essere indagato a livelli diversi. Possiamo studiare dunque cosa avvenga all’interno del cervello nel momento in cui guardiamo, o ascoltiamo un’opera d’arte, oppure possiamo indagare il vissuto dello spettatore facendoci raccontare cosa quell’opera d’arte gli ha fatto provare, o ancora possiamo riportare la nostra attenzione a quel particolare punto immaginario in cui l’inconscio dell’artista e del fruitore dell’opera si incontrano. È per questo che capire l’arte equivale a capire l’essere umano.

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