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Lo Psicodramma (Parte IV)

Breve Estratto

Ciascuna sessione di psicodramma è distinta in tre momenti principali: il tempo del gruppo (fase iniziale di riscaldamento), il tempo del singolo (la rappresentazione del protagonista), e il tempo della partecipazione (la risposta del gruppo alla rappresentazione del protagonista).
Il tempo del gruppo
È detta anche fase di riscaldamento, ed è una sorta di rituale di apertura in cui tutti i membri del gruppo sono chiamati a muoversi nello spazio, a toccarsi, a incontrarsi, nel senso prettamente moreniano del termine, ai fini di creare l´atmosfera di intimità e fiducia necessaria ad esprimersi spontaneamente.
Il direttore procede coinvolgendo le persone in attività diverse a seconda del tipo di gruppo e dei bisogni di questo rilevati in quel momento.
È questa la fase in cui emerge il protagonista. Chiunque può candidarsi tale, e se più membri si sono proposti è il gruppo a scegliere, in base ai contenuti esposti, chi sarà il soggetto della rappresentazione.
Il tempo del singolo
È la fase in cui il protagonista, aiutato dal direttore e dagli io ausiliari, mette in scena un evento o una situazione chiave della sua vita, reale o immaginaria.
Anche il tempo del singolo può essere distinto in tre momenti fondamentali.
All´inizio il soggetto è chiamato ad interagire con il direttore attraverso varie forme di comunicazione, che possono essere di tipo verbale, gestuale, mimico, psicomotorio. Anche questa, quindi, può essere vista come una fase di riscaldamento, tesa a rafforzare la relazione telica con il direttore, a preparare il protagonista a liberare spontaneamente tutto il suo mondo interiore durante la rappresentazione, e a far emergere gli io ausiliari.
Successivamente si da inizio alla rappresentazione vera e propria in cui il direttore lascia il soggetto interagire con i propri fantasmi, incarnati dagli io ausiliari, e si limita ad intervenire dall´esterno. Ma la rappresentazione psicodrammatica non si limita a riprodurre il copione del protagonista così come questi lo propone. Attraverso l´azione degli io ausiliari e del direttore, e grazie all´uso delle tecniche psicodrammatiche, si provoca una rottura di tale copione, ponendo i vissuti del soggetto sotto luci diverse e inusuali che, così, assumono nuovi significati.
Tutto questo sconvolgimento, chiamato da Moreno catarsi di abreazione pone le condizioni per una ristrutturazione, alla quale è dedicata la terza ed ultima fase del tempo del singolo. Integrando vecchi e nuovi elementi, riconoscendo e accettando determinati aspetti di sé fin ora disconosciuti, apprendendo e sperimentando nuovi modelli comportamentali, e sostituendoli a quelli inadeguati, il protagonista raggiunge in fine un nuovo equilibrio, più funzionale al proprio benessere psichico. Moreno definisce tale processo catarsi di integrazione.
Il tempo della partecipazione
È la fase conclusiva di una sessione di psicodramma. Al termine della rappresentazione il gruppo originario si ricompone, ed ogni membro è chiamato ad esprimere tutto ciò che questa gli ha evocato, confrontandosi con i vissuti e le emozioni del protagonista.
È un momento importante, non solo per il soggetto, che trova conforto e comprensione, ma per l´intero gruppo, in quanto la sola possibilità di comunicare liberamente e di confrontare i propri vissuti è di per sé terapeutica ed accresce la coesione del gruppo. Anche in questa fase, come in quella precedente, l´efficacia catartica dell´espressione delle emozioni non si esaurisce nello sfogo puro e semplice, ma ha sempre

(…) finalità integrative nei confronti sia del gruppo sia di quel mondo esterno particolare che attende ciascuno alla sua uscita dall´artificiale situazione di terapia. (Ibidem, 1994, p.117).

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