Psicoterapia e Psicoanalisi

Lo Psicodramma (Parte I)

Lo psicodramma non nasce in una clinica, ma in un giardino pubblico di Vienna, guardando dei bambini giocare. Jacob Levy Moreno arriva alla psicoterapia dal teatro e dalle questioni sociali, e per tutta la vita resta un corpo estraneo all’ambiente psichiatrico. Questa prima parte ricostruisce il percorso dell’uomo che ha inventato lo psicodramma, la sociometria […]

Psicolab — Lo Psicodramma (Parte I)
Lo psicodramma non nasce in una clinica, ma in un giardino pubblico di Vienna, guardando dei bambini giocare. Jacob Levy Moreno arriva alla psicoterapia dal teatro e dalle questioni sociali, e per tutta la vita resta un corpo estraneo all’ambiente psichiatrico. Questa prima parte ricostruisce il percorso dell’uomo che ha inventato lo psicodramma, la sociometria e la psicoterapia di gruppo, dagli anni viennesi alla morte nel 1974.

Vienna: la formazione di un ribelle

Moreno nacque da una famiglia di origini ebraiche a Bucarest, in Romania, nel maggio del 1889. Ben presto, però, si trasferì con la famiglia a Vienna, ed è qui che trascorse l’adolescenza e la prima giovinezza.

Il contesto socio-culturale viennese di quel periodo era caratterizzato da profonde tensioni interne e da un profondo rinnovamento culturale e artistico. Era il periodo del futurismo e del surrealismo, della crescita industriale e della rivoluzione produttiva, dei conflitti di classe e del movimento antiborghese. Moreno, con il suo carattere ribelle e creativo, incarnò perfettamente la voglia di rinnovamento cui si andava incontro.

Il dettaglio non è biografico soltanto. La Vienna di quegli anni è anche la città di Freud, e proprio questo rende il contrasto istruttivo: mentre la psicoanalisi guarda al passato del singolo, disteso sul lettino, Moreno guarda al presente, al gruppo, al corpo che agisce. Sono due risposte opposte allo stesso clima culturale.

Filosofia, medicina e il richiamo del teatro

Studiò prima filosofia e poi medicina e, contemporaneamente, diede vita a una serie di attività parallele orientate verso gli interessi che gli stavano più a cuore: il teatro, l’espressione e la spontaneità intrinseche alla natura umana, e le problematiche sociali.

Questa doppia formazione spiega molto di ciò che verrà dopo. Lo psicodramma è esattamente il punto in cui quei tre interessi si incontrano: un metodo terapeutico che usa gli strumenti del palcoscenico per lavorare su ciò che accade fra le persone.

Le prime esperienze: l’Augarten, le prostitute, i carcerati

Moreno iniziò l’attività psicodrammatica in maniera quasi inconsapevole, e decisamente poco strutturata, con l’osservazione e la partecipazione a gruppi di bambini che giocavano all’Augarten di Vienna. L’iniziativa portò all’intervento prima dei genitori e poi delle autorità pubbliche, preoccupate per la sua inquieta presenza.

Sempre in quegli anni si impegnò nella creazione di gruppi self-help con le prostitute e i carcerati viennesi, e anche questo progetto fu inizialmente contrastato dalla polizia e dall’opinione pubblica.

Vale la pena fermarsi su questi due episodi, perché contengono già tutto il Moreno successivo. Andare a osservare i bambini che giocano significa cercare la spontaneità dove è ancora intatta, prima che i ruoli sociali la irrigidiscano. Organizzare gruppi di auto-aiuto con prostitute e detenuti, nella Vienna dei primi del Novecento, significa affermare che le persone ai margini hanno risorse proprie e possono aiutarsi a vicenda: un’idea che oggi è patrimonio comune e che allora era abbastanza sovversiva da attirare la polizia. In entrambi i casi Moreno lavora fuori dalle istituzioni, e in entrambi i casi le istituzioni reagiscono.

I tre punti chiave del suo approccio

Dopo queste prime esperienze cominciò a delineare quelli che furono poi i punti chiave del suo approccio psicoterapeutico:

  • l’importanza del gruppo;
  • la concezione di relazione interpersonale come qualcosa che va al di là del semplice unirsi di due soggettività;
  • la spontaneità come motore primo del progresso umano.

Il secondo punto è il più radicale. Dire che la relazione non è la somma di due soggettività significa affermare che fra due persone nasce qualcosa che non appartiene né all’una né all’altra, e che va studiato per quello che è. È la premessa da cui nascerà la sociometria.

Il Teatro della Spontaneità e la scoperta dello psicodramma

Nasce il Teatro della Spontaneità, con cui Moreno si proponeva di liberare l’attore dalla prigione dei ruoli precostituiti e dai cliché, permettendogli così di essere completamente spontaneo e creativo.

Fu il passo decisivo che spianò la strada allo psicodramma: lasciando l’attore libero di esprimersi, tutto il suo mondo interiore veniva fuori spontaneamente, e Moreno si rese subito conto del valore terapeutico che questo aveva per l’attore stesso, ma anche per il pubblico.

La scoperta è di quelle che capitano lavorando, non ragionando a tavolino. Moreno voleva fare teatro migliore, senza copione e senza maschere; si accorse che togliendo il copione veniva fuori la persona, e che vederla venire fuori faceva bene anche a chi guardava. Da lì in avanti il palcoscenico smette di essere un fine e diventa uno strumento clinico.

1925: l’America

Nel 1925 Moreno partì per gli Stati Uniti spinto

(…) dal sentore di un imminente deterioramento della situazione sociale e politica europea (…). L’Europa non era più quella in cui era cresciuto. L’instabilità politica e il fascismo crescente erano caratteristiche di ogni giorno. (Moreno Z.T., 1979, p. 16)

Pochi sanno che Moreno giunse in America come fisico, e non come medico, per una sua invenzione chiamata “radio film”, un disco che poteva essere collegato alla radio per registrare. Ben presto però si stancò di questo progetto e, una volta adempiuti gli impegni presi in proposito, ottenne l’abilitazione alla professione medica nello stato di New York e vi si stabilì definitivamente.

Un estraneo anche in America

Qui, pur trovando un clima socio-culturale più florido e ricettivo rispetto a quello viennese, fortemente dominato dalla teoria psicoanalitica classica, lavorò comunque al di fuori dell’ambiente psichiatrico.

Egli costituì un problema per l’ambiente psichiatrico; i suoi punti di vista sull’uomo e le sue relazioni interpersonali erano in netto contrasto con tutto ciò che allora veniva insegnato. Egli rappresentò proprio una contraddizione (…): era un anticonformista, un solitario, un leader narcisistico, carismatico ma distaccato, gregario ma selettivo, amabile ma eccentrico, odioso e attraente insieme. (Ibidem, p. 19)

Il ritratto è tanto più significativo perché viene da Zerka Toeman, sua moglie e collaboratrice: non è la stroncatura di un avversario, ma il ricordo di chi gli era più vicino. Restare ai margini fu in parte una scelta e in parte una conseguenza del carattere, e pesò sulla diffusione del suo metodo almeno quanto pesarono le sue idee.

Beacon, le carceri, i congressi: una vita di attività

Per il resto della vita si dedicò a una fervida attività per diffondere ed elaborare ulteriormente le tecniche psicodrammatiche. Nel 1936 fondò a Beacon, nello stato di New York, il Beacon Hill Sanatorium; organizzò gruppi di psicodramma nelle carceri di Sing Sing, con i bambini del Playmouth Hygiene Clinic, e all’interno di un tirocinio presso una scuola per ragazze incriminate. Nel 1942 fondò la Society of Psychodrama and Group Psychotherapy, e tre anni dopo divenne membro dell’American Psychiatric Association.

È una traiettoria che merita una nota: l’uomo che a Vienna veniva allontanato dalla polizia mentre lavorava con carcerati e prostitute finisce per portare lo psicodramma dentro Sing Sing e per entrare nell’associazione psichiatrica americana. Il metodo non cambia; cambia il riconoscimento.

Sociometria e psicoterapia di gruppo

A Moreno si deve anche la fondazione della sociometria e del movimento della psicoterapia di gruppo. Nel 1947 fondò la rivista Journal of Group and Inter Group Therapy, attualmente pubblicata come Journal of Group Psychotherapy; negli anni successivi organizzò i primi comitati e congressi internazionali di psicoterapia di gruppo, e un anno prima di morire fu tra i fondatori dell’International Association of Group Psychotherapy.

Questa parte dell’eredità è forse la più sottovalutata, perché è diventata invisibile a forza di essere ovvia. L’idea che si possa fare terapia in gruppo, e che il gruppo stesso sia un fattore curativo e non un ripiego economico, oggi è talmente acquisita che non si sente più il bisogno di attribuirla a qualcuno.

L’eredità

Nel 1974 Moreno morì, lasciando a Zerka Toeman, sua moglie e compagna di produzione, e ad altri suoi collaboratori il compito di proseguire il cammino che egli aveva tracciato.

Quel cammino non si è fermato con lui. La drammatizzazione come tecnica terapeutica è stata ripresa da approcci nati altrove, la Gestalt di Perls fra i primi, e la sedia vuota che oggi molti terapeuti usano senza pensarci arriva da lì. La seconda parte entrerà nel merito del metodo: il palcoscenico, i ruoli, le tecniche e il modo in cui lo psicodramma lavora davvero.

Domande frequenti

Come nasce lo psicodramma?

Nasce in modo quasi inconsapevole e poco strutturato, dall’osservazione e dalla partecipazione di Moreno ai gruppi di bambini che giocavano all’Augarten di Vienna, e dai gruppi self-help che organizzò con prostitute e carcerati viennesi. Il passo decisivo fu il Teatro della Spontaneità: liberando l’attore dai ruoli precostituiti, Moreno si accorse che ne emergeva spontaneamente il mondo interiore, con valore terapeutico per l’attore e per il pubblico.

Quali sono i punti chiave dell’approccio di Moreno?

Tre: l’importanza del gruppo; la concezione della relazione interpersonale come qualcosa che va oltre il semplice unirsi di due soggettività; la spontaneità come motore primo del progresso umano. Il secondo è il più radicale, perché afferma che fra due persone nasce qualcosa che non appartiene a nessuna delle due.

Perché Moreno restò fuori dall’ambiente psichiatrico?

Perché i suoi punti di vista sull’uomo e sulle relazioni interpersonali erano in netto contrasto con quanto veniva insegnato, in un clima dominato dalla psicoanalisi classica. A questo si aggiunse il carattere: Zerka Toeman lo descrive come anticonformista e solitario, carismatico ma distaccato, amabile ma eccentrico, odioso e attraente insieme.

Che cosa dobbiamo a Moreno oltre allo psicodramma?

La fondazione della sociometria e del movimento della psicoterapia di gruppo, la rivista oggi nota come Journal of Group Psychotherapy, i primi congressi internazionali di psicoterapia di gruppo e, un anno prima di morire, la partecipazione alla fondazione dell’International Association of Group Psychotherapy.

Moreno arriva alla psicoterapia dal teatro e dalla questione sociale, non dalla clinica, e questo spiega sia la forza sia l’isolamento del suo lavoro. Il suo intuito decisivo lo ebbe lavorando, non ragionando: togliendo il copione all’attore veniva fuori la persona, e quello faceva bene tanto a chi recitava quanto a chi guardava. Da lì nascono lo psicodramma, la sociometria e la psicoterapia di gruppo. Restò un estraneo per l’ambiente psichiatrico, in Europa come in America, ma le sue idee sono diventate così ovvie da non essere più attribuite a nessuno: che il gruppo curi, che la relazione sia più della somma di due persone, che la spontaneità sia una risorsa e non un difetto.
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