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Miglioramento

L’Indovino del mio Destino

Tutte le volte che sono giù, e sento che c’è qualcosa dentro che mi sta logorando, semmai anche una semplice voglia di cambiamento a cui non do ascolto, dedico del tempo ad analizzare tutto quello che è entrato nella mia vita e mi ha emozionato. Questo mi costringe a fermarmi per prendermi cura di me. Inizio con lo scrivere delle brevi riflessioni che mi danno la possibilità non solo di pensare ma di riflettere sulle parole.
Non mi svilisco puntando il dito contro i punti deboli, ma imparo a conoscermi partendo da quelle che sono le mie forze, e così, insieme alla parte forte di me, aiuteremo le debolezze ad emergere pian piano, con timidezza e non con arroganza, ma senza aver paura di mostrarsi al mondo. Non posso pensare di superare le mie debolezze se non le aiuto a camminare per la mano con le mie forze. Per continuare ad arricchirle però ho necessità di continuare a crescere e per continuare a crescere devo continuare a imparare. Sapendo che la mia crescita e cultura non nascono tanto dai libri quanto dalla curiosità per l’ascolto delle altre persone, provo a riflettere sull’argomento in una società dove c’è un rumore pazzesco. Tutti vogliono parlare, essere ascoltati e non ascoltare.
Penso che se una persona trasferisce in me le sue idee, le sue conoscenze e le sue esperienze, avrà senz’altro avuto l’occasione per conoscersi meglio perché si sarà ascoltato. Ma se non ascolti invece, il rischio è di incontrare la tua vita solo attraverso il tuo punto di vista che non ti permette di arricchire il tuo pensiero. E allora ci rifugiamo nell’orgoglio perché non riusciamo ad essere sinceri con noi stessi, siamo troppo spesso indulgenti con la nostra coscienza e poco disposti a guardare attraverso gli occhi dell’altro. In fondo la libertà di una persona traspare anche dal fatto che sappia rimettersi spesso in discussione, dimostrandosi aperta ad ascoltare e condividere con gli altri conoscenza. Certamente l’importanza delle persone che ci circondano è determinante. Personalmente ho la “fortuna” di avere accanto persone che sono in grado di fare stare bene gli altri e condividere conoscenza. Penso che proprio questo sia un vero atto di coraggio perchè vuol dire non alzare muri di presunzione. Questi muri inizialmente tirati su per difenderci, finiranno per diventare la nostra prigione. Solo abbattendoli e quindi mostrandosi vulnerabili ed esponendosi a quelle paure che trovano radici nelle debolezze, potremo essere davvero liberi e superare quel senso di inadeguatezza che altro non è che disarmonia interiore.
Ho letto di uno studio tempo fa, che diceva che noi udiamo metà di ciò che viene detto, ascoltiamo metà di ciò che udiamo, capiamo metà di ciò che ascoltiamo e ricordiamo solo metà di ciò che capiamo. In altre parole, di una giornata di 8 ore, se va bene ne ricordiamo solo mezz’ora.
Insomma per entrare in sintonia in primis con le persone e poi con se stessi, bisogna fare lo sforzo di ascoltare chi parla.
Disse il filosofo Zenone fondatore dello stoicismo, che “ci hanno dato due orecchie, ma una sola bocca, perché potessimo ascoltare di più e parlare di meno” avendo però una giusta misura. Infatti come sostiene Russel, non bisogna poi cadere nella dipendenza nei confronti di quello che diranno gli altri, prima insidia dell’infelicità.
Come dice Fabio Volo, le cose non si vedono per quello che sono ma per quello che sei. Trovo proprio in questo la necessità di ascoltare gli altri perché avere una visione distorta è facilissimo e in fondo le nostre mete sono frutto di come noi definiamo la realtà. Troppo spesso ci scordiamo che il modo migliore per predire il futuro, è l’interpretazione del presente che ci permetterà di determinare dove arriveremo. Il simbolo Taoista di Yin e Yang, è la convinzione che forze diametralmente opposte, come il giorno e la notte, governano alternativamente l’universo. Penso che questo simbolo spieghi molto bene come anche in ognuno di noi convivono due anime: del visionario e del cinico realista. A seconda del periodo della propria vita e delle esperienze fatte, una prova a prendere il sopravvento sull’altra. In me troppe volte ad esempio il visionario fa da fratello maggiore al realista. Non nascondo che l’alta considerazione del valore della persona e la mia incondizionata fiducia nel prossimo mi hanno spesso distorto dalla realtà mettendo a rischio componenti importanti della mia vita. So però per certo, che per stare in equilibrio è necessario essere al tempo stesso visionari e realistici per così riuscire ad essere abbastanza obiettivi da minimizzare le illusioni e sviluppare la personalità al di là delle normali limitazioni. Alle volte può servire anche viaggiare da soli, come intimità con se stessi per vedere la propria vita con maggior distacco dalla realtà e così valutarla con più equilibrio.
Come sostiene Monformoso, se condividiamo con gli altri noi stessi, i nostri saperi, le conoscenze ma anche i problemi e le difficoltà costruiamo delle reti, grazie alle quali possiamo conoscere cose nuove, trovare il conforto per un dolore e imparare nuove soluzioni per risolvere e affrontare le difficoltà.
In fondo tutti quanti abbiamo paura di rimanere feriti dai sentimenti. Anch’io. Ma credo che questo non possa vanificare la nostra voglia di entrare in relazione con gli altri. Perché se anche solo uno dei di dieci rapporti si trasformerà in una rete, riuscirò a non cadere e poi per l’effetto elastico ad essere rilanciato verso l’alto.
Per questo è importante creare reti di relazioni anche per evitare una delle trappole che possono ostacolare i nostri progressi: il desiderio di voler affrontare la realtà e quindi il nostro futuro, non per quella che è, ma per quella che vorremo che fosse.
È vero il futuro è capriccioso, perché si definisce nel presente ma se poi delle volte ti perderai, non ha importanza. Affronta pensando questo come il modo migliore per scoprire luoghi interessanti, e poi in fondo non c’è cosa più bella del perdersi per poi ritrovarsi…

Staff

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