L’iniziatore di questo metodo fu Herns Duplan, danzatore di origini haitiane poi trasferitosi in Francia.
Il termine expression primitive rimanda a tutto ciò che per gli uomini è universale e si riferisce alla preziosa eredità dell’era preistorica. Riguarda, in particolare, le strutture psichiche primarie che si creano nello sviluppo del bambino.
La persona viene considerata in modo globale ed il soggetto lavora mediante movimenti archetipici, gesti e rituali presenti in tutte le culture tradizionali e quindi compie un viaggio nella storia dell’umanità.
Attualmente Duplan opera anche in ambito psichiatrico. Questo approccio ha infatti anche una valenza terapeutica, pedagogica e riabilitativa.
Esso permette un’integrazione tra sciamanismo e psicoanalisi, creando una relazione terapeutica con strumenti simbolici, verbali e non verbali: il danzaterapeuta, come lo sciamano, oltre a essere guaritore è anche musicista e danzatore, e traduce in espressione artistica ciò che il paziente gli trasmette.
L’expression primitive, ispirandosi alle danze tribali, individua gli elementi costantemente presenti nelle diverse culture, li rielabora attualizzandoli e utilizzandoli come strumenti terapeutici.
I principali elementi sono:
il gruppo (contenitore affettivo che assume una funzione materna);
il ritmo (simbolo del battito cardiaco, ponte tra mondo interiore e esterno);
il rapporto con la terra (dato dalla pulsazione ritmica dei piedi);
il minimalismo dei gesti (semplicità e ripetitività);
la voce del conduttore (simbolo di nenie e filastrocche materne);
la trance (effetto di movimenti ripetitivi e continui).
L’insieme di questi elementi deve anche e soprattutto creare un ambiente accogliente e rassicurante in cui condurre un efficace lavoro terapeutico.