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“La tigre e il dragone” è un film che per le sue peculiarità potrebbe essere inquadrabile nel contesto psicologico transpersonale.

Secondo uno dei tre fondatori della psicologia transpersonale – Roberto Assagioli; gli altri due sono Maslow e Jung – in questa psicologia “inclusiva” può confluire tutta quanta la psicologia occidentale più le teorie e le tecniche in uso nelle tradizioni occidentali e orientali (advaita vedanta; taoismo; buddismo; misticismo cristiano, ebraico e musulmano, ecc.).

Le pratiche in uso nelle scuole psicologiche occidentali vengono così potenziate da acquisizioni metodologiche che le diverse culture hanno prodotto in millenni di evoluzione nei diversi piani di esistenza: il piano cosiddetto “materiale”, quello dell´anima e quello spirituale.

Il maestro Li Mu Bai è un monaco-guerriero taoista che decide di cambiare vita e di regalare la sua mitica e antichissima spada (il Destino Verde) al nobile Signor Tie, un saggio che contribuisce alle questioni politiche nella Pechino di qualche centinaio (forse migliaio) di anni fa.

Il Signor Tie riceve la spada da Shulien (un guerriero errante taoista donna) ed invita la donna a manifestare il suo amore nei confronti del maestro Li Mu Bai, un amore mai consumato per motivi d’onore (il marito di Shulien è morto in battaglia mentre difendeva Li Mu Bai e questo ha congelato la passione dei due): “non essere timida (…) non si torna indietro nei sentieri del tempo speso inutilmente..”.

La donna obietta con molta delicatezza e il Signor Tie incalza esprimendo un pensiero attuale ancora oggi: “davanti ai sentimenti spesso anche i più grandi eroi possono sperimentare la paura..”.

Mentre Shulien consegna la spada al Signor Tie, il governatore Li e sua figlia Yen vedono la bellissima e antichissima spada e ne rimangono meravigliati. La bella Yen è molto affascinata dalla vita dei guerrieri erranti e non sembra molto interessata alla vita matrimoniale che i genitori hanno scelto per lei.

Shulien dialoga con Yen circa il rovescio della medaglia di una vita fatta anche di disagi e di rinunce e soprattutto le comunica i valori che sono il bene inalienabile di questa pratica: rispetto, onestà, integrità morale, “altrimenti qualsiasi virtù scivolerebbe nel vizio..”.

Il Destino Verde è una spada di grande valore: è molto antica, leggerissima e molto potente. “Il potere di una spada è nella abilità delle mani che l’impugnano..” dice il Signor Tie al novello governatore impressionato dalle qualità della lama.

Si scopre che Volpe di Giada, colei che incarna il male e la direzione errata che possono prendere le passioni, si nasconde proprio nella casa del governatore (è la governante di Yen). La donna è ricercata dalle forze dell’ordine e anche dal Maestro Li Mu Bai, che uccidendola desidera così vendicare la morte del suo maestro.

Yen, ancora molto giovane e forse influenzata dai malefici umori di Volpe di Giada, è una guerriera piuttosto promettente, ma priva di una guida sufficientemente buona che le consenta di giungere all’eccellenza e soprattutto di gestire “i lati oscuri della forza” (vedi la serie “Guerre Stellari”).

La giovane figlia del governatore Li sceglie di rubare il Destino Verde e questo la conduce ad un combattimento molto particolare contro Shulien: durante il combattimento tra le due donne le forze cosiddette “fisiche” si alternano a veri propri flussi energetici altrettanto potenti (Yen indossa abiti ninja per nascondere la sua identità).

Shulien inizia ad indagare. Gli indizi conducono tutti quanti nella casa del governatore. Decide quindi di andare a trovare Yen (Volpe di Giada si preoccupa).

Così come avviene nel film “Hero” – nel quale si insiste molto sulle connessioni tra scrittura e arte della spada – Shulien presta molta attenzione all´arte della scrittura di Yen, la quale, spavalda, dimostra la sua destrezza nel tracciare ideogrammi.

Parlano dell’amore tra Shulien e Li Mu Bai. Shulien si esprime con una delicatezza tutta particolare: “l’amore non consumato brucia l’anima (…) (ma) la memoria dei morti (…) esige un rispetto profondo che ci rende quasi prigionieri”.

Shulien, probabilmente addestrata nel sentire, avverte che nel palazzo del governatore avviene qualcosa di misterioso. Che stia avvertendo la presenza cupa e occludente dei pensieri (e quindi dei campi magnetici) di Volpe di Giada?

Intanto un poliziotto e la figlia, entrambi sulle tracce di Volpe di Giada, riescono a fissare con la perfida befana un incontro e quindi un duello durante il quale potersi vendicare della morte di un loro familiare ucciso dalla furia assassina della donna.

Nella ressa interviene il maestro Li Mu Bai, il quale, durante il combattimento, viene fermato dal Destino Verde, che adesso si trova nelle mani della bella Yen, la figlia del governatore Li!

Per Shulien è ormai chiaro che sotto il travestimento della guerriera che ha difeso Volpe di Giada si trovi in effetti la bella Yen e, durante una visita di cortesia, la bella guerriera taoista fa capire alla ragazza di aver capito chi si nasconde sotto a quegli abiti ninja.

Nella notte Yen decide di restituire la spada. Giunta alla casa del Signor Tie incontra il maestro Li Mu Bai, che, colpito dal talento della ragazza, la stava aspettando per poterle offrire i suoi insegnamenti.

Yen ha forti ritrosie rispetto alle parole di Li Mu Bai, il quale, con armoniosa eleganza, le dice: “cosa significa maestro? Cos’è una guida? Cos’è l’arte della spada? Sono soltanto parole vuote.. La verità è nel silenzio (…) come la verità è nel silenzio, la forza è nella quiete. Non c’è lotta senza pace interiore (…) userai bene la spada quando riuscirai a sentire il movimento anche restando completamente immobile” (ovvero quando praticherai la meditazione).

Volpe di Giada attende Yen. Le due donne litigano per tutto quanto sta succedendo (Yen rischia di essere coinvolta con Volpe di Giada). “Uccidere o essere uccisi.. questa è la vita del guerriero.. fa paura ma è anche eccitante”; Yen non accetta le parole della sua badante e, non prima di averla umiliata, la caccia via dalla sua casa.

Imponente ed elegante Li Mu Bai esegue uno dei Katà della spada (=sequenza di forme simile ad un combattimento immaginario). Dice a Shulien che vorrebbe condurre Yen a Wudan, per impedire che divenga un drago come la sua attuale maestra.

Intanto scopriamo che Yen aveva avuto una relazione con Lo, il pirata del deserto che insieme ai suoi compagni aveva attaccato la carovana del governatore qualche tempo prima. Lo è giunto a Pechino per impedire le nozze di Yen.

Li Mu Bai e Shulien nascondono Lo a Wudan (nel cercare di impedire le nozze Lo si stava mettendo nei guai); Yen fugge ed inizia a girovagare con il Destino Verde, che ha rubato di nuovo (combina molti guai). Li Mu Bai e Shulien sono sulle sue tracce.

Yen incontra Shulien ma trova dei pretesti per litigare e le due donne giungono a duellare tra loro. Combattono ferocemente finché non arriva Li Mu Bai, che pone fine al duello che Yen stava perduto senza onore.

Yen “vola” via e Li Mu Bai le volteggia attorno. Alla nostra mente occidentale occorre un poco di pazienza nel vedere Li Mu Bai e Yen che lottano e volano. Una mente eccessivamente materialista probabilmente si perderebbe l’armonia di quel duello; il maestro Li Mu Bai danza sui bambù poiché la sua mente è serena e niente di esterno lo può turbare.

Malauguratamente giunge Volpe di Giada. Prende e porta via Yen in una grotta. Nella speranza di poter tornare nella vita della ragazza, la droga e organizza una trappola per Li Mu Bai. Ma il monaco capisce tutto e uccide Volpe di Giada.

Purtroppo nell’impresa Li Mu Bai viene colpito da una freccia avvelenata che uccide il valoroso guerriero. Solo adesso Yen comprende il risultato delle sue azioni e accetta di andare sul monte Wudan da Lo per prendere una decisione sul suo futuro.

L’ultimo respiro di Li Mu Bai è un bacio per l’amata Shulien.. esiste amore più alto?

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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