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Ho trovato questo film diretto da Sergio Rubini ricco di spunti psicologici tutt´altro che banali, molti dei quali inquadrabili in contesti quali la psicologia culturale e l´etnopsichiatria.

Vi ho trovato anche dei delicati accenni all´universo dei cosiddetti “differentemente abili”, una dimensione poco conosciuta, con la quale in genere ci si incontra/scontra soltanto quando la vita ci conduce in quelle regioni della sofferenza.

Credo che “differentemente abile” definisca perfettamente la natura di questi “diversi”, molti dei quali capaci di esprimere livelli di affettività (talvolta di genialità) impensabili per molti dei cosiddetti “normodotati”..

“La terra” inizia un po´ come Denti di Salvatores. Le prime immagini sono evanescenti, surreali e probabilmente piuttosto ricorrenti in ogni parte del mondo: in una cucina, durante il pasto, un uomo sta litigando furiosamente con una donna davanti ad uno dei figli (le immagini si spostano su di una brocca quasi colma di vino rosso-sangue).

Subito dopo ci troviamo di fronte a Fabrizio Bentivoglio (evidentemente lo spettatore della lite divenuto ormai adulto), che in questo film non è il mitico “zio Nino” (vedi “Denti”), ma Luigi Di Santo, un professore universitario di origini pugliesi che vive a Milano e che sta scendendo dal treno alla stazione di quello che scopriamo essere il suo paese di origine (Mesagne).

Nessuno lo sta aspettando e quindi si incammina a piedi verso il paese. Un´automobile di lusso si ferma e da essa scende Sergio Rubini, trasformato per l´occasione in Tonino, un viscido e invadente signorotto di provincia che gli offre un passaggio.

Luigi scende in piazza proprio durante il funerale di Ugo – uno dei differentemente abili dell´associazione gestita dal fratello di Luigi (Mario) – morto perché “caduto dalle scale”.

Luigi si reca nella casa che la famiglia possiede in paese. I ricordi sembrano occludere l´uomo. Di lì a poco scopriamo che Luigi, ormai esausto per i continui litigi dei genitori, quella famosa brocca di vino l´aveva frantumata sulla testa del padre! Per questo evento era stato trasferito in collegio nel nord, dove aveva potuto studiare e costruirsi una vita.

“Qui è la follia totale.. come al solito!” dice al telefono alla fidanza Laura. Le immagini si spostano sul pranzo presso la famiglia del fratello Michele, che, tra i quattro fratelli (il quarto è il fratellastro Aldo), sembra il più interessato alla vendita della masseria di famiglia (motivo per il quale Luigi è sceso da Milano).

“E Aldo?” chiede Luigi a Michele. Aldo non va d´accordo con Michele e inoltre non intende in nessun modo vendere la masseria (che versa in condizioni di semi-abbandono). Michele chiede a Luigi di fungere da mediatore perché Aldo possa cambiare idea.

Luigi si reca quindi alla masseria, dove si incontra/scontra col fratellastro senza ottenere alcunché (senza la firma di Aldo il bene non è cedibile..).

Intanto scopriamo che Michele è così interessato alla vendita della masseria perché si è messo nei guai con Tonino, che gli ha prestato molti denari “a strozzo”. Si viene anche a sapere che Tonino aveva dato molti soldi alla famiglia di Ugo (il ragazzo caduto dalle scale) per ottenere che il giovane contraesse matrimonio per motivi di cittadinanza con la sua amante (Tania).

Luigi trascorre del tempo col fratello Mario. Scopre che il fratello è sinceramente votato all´ideale di un mondo migliore. Mario condivide col fratello alcuni dei frutti delle sue letture: “l´uomo non è che un fuscello, il più debole della natura, ma è un fuscello che pensa (…) sforziamoci dunque di pensare correttamente (Pascal)”.

Luigi, stupito, chiede al fratello da quanto egli si interessi di queste letture e Mario risponde: “cerco solo delle risposte.. non succede anche a te?”. Luigi è un intellettuale navigato e risponde a tono: “sì, certo, bisogna stare attenti a non fare confusione perché la realtà e le idee spesso non coincidono”. Ma Mario non ci sta: “non è come dici tu: le idee se ci credi si realizzano”.

Il clima del film inizia a surriscaldarsi: tornato a casa, Luigi riceve una visita imprevista da parte di Aldo, il quale gli chiede di ospitare per una notte Tania, l´amante di Tonino, con la quale anch´egli ha una relazione sentimentale.

Tonino ha infatti scoperto la cosa e le ha date di santa ragione alla giovane e bella rumena. Tania ha paura perché è consapevole del fatto che Tonino è disposto a tutto, anche al delitto!

Luigi minimizza ma Tania afferma di aver dovuto pulire lei stessa il sangue di un uomo (il socio) che Tonino aveva ucciso durante un litigio. La mattina successiva Tania è costretta a tornare da Tonino, che da lavoro a tutta quanta la sua famiglia e tiene la donna in scacco.

Luigi incontra Aldo, che è furioso per il fatto che Tania abbia scelto di tornare dal viscido Tonino. Dice di voler uccidere Tonino per liberarla e averla finalmente tutta per sé. Queste parole sembrano attivare il temperamento di Luigi, che si arrabbia molto (e giustamente).

La circostanza spinge Aldo a propendere per la vendita della masseria: vuole fuggire insieme a Tania ed ha quindi bisogno di molti soldi per realizzare l´impresa.

Accetta quindi di firmare l´atto di vendita. Giunti alla cessione però scopriamo il motivo per il quale non c´è armonia tra Michele ed Aldo: il fratellastro ha avuto una storia con la moglie di Michele (Loredana) e la cosa ha ovviamente raffreddato la relazione tra i due.

Aldo e Michele adesso litigano furiosamente giungendo alle mani (Aldo frantuma il contratto). Luigi è disperato: ha l´espressione di chi sta vivendo un brutto incubo ad occhi aperti. Il suo solo interesse è risolvere al più presto la questione familiare e tornare a casa..

Durante i preparativi della processione pasquale Luigi va a salutare Mario: “me ne vado.. mi dispiace.. non se n´è fatto di http:\\/\\/psicolab.neta (della vendita) (…) Mario, i tuoi fratelli non ragionano più!”. Mario risponde a Luigi con affetto: “non giudicarli.. seguono più il cuore che la testa..”.

Intanto Tonino minaccia Luigi. Lo ha visto mentre accompagnava Tania e non ha gradito: “sta attento che pure a Milano ti vengo a piglià!”. Inizia la processione ed è divertente vedere che proprio Tonino e i suoi scagnozzi trasportano sulle spalle (e con espressione ieratica) la statua di Gesù morente!

Trascorrono alcuni minuti e avviene un omicidio: qualcuno ha sparato un colpo di fucile e Tonino l´usuraio boss emergente della zona giace ormai senza vita, a terra, in una pozza di sangue.

Luigi osserva Aldo e Michele: entrambi avevano un movente per uccidere Tonino! Aldo festeggia pubblicamente la morte di Tonino e Michele è felice perché pensa che con la morte di Tonino egli possa evitare di restituire il debito.

Anche i carabinieri hanno dei sospetti: hanno saputo che Aldo aveva una relazione con l´amante di Tonino e stanno indagando per conoscere l´identità dell´assassino. Durante l´interrogatorio Aldo mente ai gendarmi: dice che al momento dell´omicidio stava accompagnando Luigi alla stazione.

Ormai coinvolto nella vicenda, Luigi torna a casa e vi trova la compagna, Laura (Claudia Gerini), che lo ha raggiunto da Milano. Ad attendere Luigi ci sono anche i carabinieri, che effettuano sull´uomo un breve interrogatorio incrociato, probabilmente per sapere se la versione di Aldo corrispondeva o meno alla realtà.

Laura vuol sapere cosa sta succedendo, ma Luigi vuol tenere la donna fuori dalla vicenda e risponde in modo evasivo. Laura si accorge che in Luigi sta succedendo qualcosa di inaccettabile. E´ preoccupata: “perché non partiamo? (…) cosa c´entri tu con questo posto?”.

“E´ la mia famiglia..” risponde Luigi sconsolato e assorto nei suoi pensieri. La donna cerca di rianimarlo proponendogli di ripartire la mattina seguente (sul momento egli accetta la proposta).

La mattina però Luigi sparisce insieme a Michele e Mario: il mobilificio di Michele è andato a fuoco! Sembra che Michele non abbia niente a che fare con l´omicidio di Tonino, tuttavia si viene a sapere che per uccidere Tonino era stato utilizzato un fucile tale e quale a quello posseduto dalla famiglia Di Santo..

Aldo intanto ha sequestrato Tania e la tiene prigioniera in una delle stanze della masseria. Luigi pensa che ad uccidere Tonino potrebbe essere stato Aldo e i suoi sospetti sono amplificati dal fatto che il fratellastro non vuole saperne di ragionare (tra i due avviene anche una colluttazione). Ma neppure Aldo sembra essere coinvolto..

Luigi resta atterrito dinnanzi alla possibilità che possa essere stato proprio Mario ad uccidere Tonino. E infatti è stato proprio lui.. Ugo, il suo amico differentemente abile, in realtà non era semplicemente caduto dalle scale: si era suicidato dopo che era stato profondamente umiliato da Tonino..

Molto interessante il dialogo tra Laura e Luigi: la donna intercetta il compagno proprio mentre sta raggiungendo il fratello Mario; pretende di venire a conoscenza dei fatti ma l´uomo non intende coinvolgere la fidanzata: “Luigi non puoi sparire così.. tu adesso mi spieghi tutto!”.

Luigi è visibilmente sconvolto e malconcio: “Nossignore.. Non sono faccende che ti riguardano!”. “Eh, certo, io dovrei stare a casa ad aspettare.. è così che si usa da questa parti! (…) Tu da quando sei venuto qua sei un altro.. Io non ti riconosco più!”.

Stavolta Luigi è fuori (ma anche dentro) di sé. Grida alla donna: “Smettila! Guardami bene Laura.. Io sono questo! Prendere o lasciare.. Vai a casa e aspettami lì!”. Laura viene da un´altra cultura e non accetta di dover stare fuori dalla vicenda (sferra l´ultimatum: “o partiamo via insieme o non mi vedi più..”).

Luigi se ne va senza dire una parola (va ad abbracciare il fratello in chiesa). Mario vuole costituirsi, ma Aldo e Luigi non sono d´accordo. Luigi prende le redini della situazione: si reca dalla vedova di Tonino e gli propone un affare (la masseria in cambio di una testimonianza aggiustata). La donna non esita ad accettare perché Luigi sa essere piuttosto convincente..

Intanto tra Luigi e Laura torna il sereno. Il film termina con Laura indomita che chiede ancora una volta a Luigi informazioni sull´accaduto. Luigi evade con garbo alla micidiale stretta.

Vedendo il film ho pensato che il ritorno a Mesagne deve essere stato per Luigi un po´ come tornare in quell´inferno di relazioni familiari difficili da gestire, in quella terra popolata da fantasmi e demoni del passato che vorremmo dimenticare (magari attraverso il processo della rimozione) in uno dei tanti ripostigli della nostra coscienza.

La memoria viene però condizionata da questi fatti “nascosti in noi”. Volenti o nolenti si finisce per subire una qualche influenza (inconscia) e tutto questo a danno della nostra salute psichica.

La terra chiama, così come la famiglia, e ti presenta il conto: “a noi appartieni e con noi ti dovrai misurare comunque e per tutta la vita!” sembrano bisbigliare i demoni evocati dal Rubini.

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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