Psicologia Clinica e Psicopatologia

La Terra

“La Terra” di Sergio Rubini è un film ricco di spunti psicologici, tra psicologia culturale ed etnopsichiatria. Racconta il ritorno di Luigi, professore emigrato al Nord, nel paese pugliese d’origine, dove i vecchi conflitti familiari e i “demoni del passato” tornano a chiedere il conto. Tra un omicidio, un usuraio, la questione di una masseria […]

Psicolab — La Terra
“La Terra” di Sergio Rubini è un film ricco di spunti psicologici, tra psicologia culturale ed etnopsichiatria. Racconta il ritorno di Luigi, professore emigrato al Nord, nel paese pugliese d’origine, dove i vecchi conflitti familiari e i “demoni del passato” tornano a chiedere il conto. Tra un omicidio, un usuraio, la questione di una masseria da vendere e il mondo dei “differentemente abili”, il film mostra come la terra e la famiglia esercitino un richiamo da cui è difficile sottrarsi.

Il ritorno alle radici

“La Terra” inizia un po’ come “Denti” di Salvatores: le prime immagini sono evanescenti e surreali, forse ricorrenti in ogni parte del mondo. In una cucina, durante il pasto, un uomo litiga furiosamente con una donna davanti a uno dei figli, mentre lo sguardo si sposta su una brocca quasi colma di vino rosso sangue. Subito dopo ci troviamo di fronte a Luigi Di Santo, evidentemente quel bambino spettatore della lite divenuto adulto: un professore universitario di origini pugliesi che vive a Milano e sta scendendo dal treno nel suo paese d’origine, Mesagne.

Nessuno lo aspetta, così si incammina a piedi. Un’automobile di lusso si ferma e ne scende Tonino, un viscido e invadente signorotto di provincia, che gli offre un passaggio. Luigi arriva in piazza proprio durante il funerale di Ugo, uno dei “differentemente abili” dell’associazione gestita dal fratello Mario, morto perché “caduto dalle scale”. Recandosi nella casa di famiglia, i ricordi sembrano soffocarlo: scopriamo che Luigi, esausto per i continui litigi dei genitori, quella famosa brocca di vino l’aveva frantumata sulla testa del padre, ed era stato per questo trasferito in collegio al Nord, dove aveva potuto studiare e costruirsi una vita.

La masseria e i conflitti tra fratelli

“Qui è la follia totale, come al solito”, dice al telefono alla fidanzata Laura. Al pranzo con la famiglia emerge che il fratello Michele è il più interessato alla vendita della masseria di famiglia, motivo per cui Luigi è sceso da Milano. Ma c’è anche Aldo, il fratellastro, che non va d’accordo con Michele e non intende in alcun modo vendere la masseria, ormai in semiabbandono. Michele chiede a Luigi di fare da mediatore, ma il confronto con Aldo non porta a nulla: senza la sua firma il bene non è cedibile.

Si scopre che Michele è così interessato alla vendita perché si è indebitato con Tonino, che gli ha prestato molto denaro a usura. Lo stesso Tonino aveva dato soldi alla famiglia di Ugo perché il ragazzo contraesse un matrimonio di comodo, per motivi di cittadinanza, con la sua amante Tania. Intanto Luigi trascorre del tempo con il fratello Mario, sinceramente votato all’ideale di un mondo migliore, che condivide i frutti delle sue letture: l’uomo, come diceva Pascal, è un fuscello, il più debole della natura, ma un fuscello che pensa, e deve dunque sforzarsi di pensare correttamente. Al Luigi intellettuale che avverte “la realtà e le idee spesso non coincidono”, Mario ribatte con fede: “le idee, se ci credi, si realizzano”.

Tania, l’usuraio e la violenza

Il clima si surriscalda: Aldo chiede a Luigi di ospitare per una notte Tania, l’amante di Tonino, con cui anche lui ha una relazione. Tonino ha scoperto la cosa e ha picchiato la giovane, che ha paura, consapevole che l’uomo è disposto a tutto, persino all’omicidio: racconta di aver dovuto ripulire lei stessa il sangue di un socio ucciso da Tonino durante un litigio. La mattina dopo Tania è costretta a tornare da lui, che dà lavoro a tutta la sua famiglia e la tiene in scacco. Aldo, furioso, dichiara di voler uccidere Tonino per liberarla e averla per sé, parole che fanno arrabbiare Luigi.

La circostanza spinge Aldo a propendere per la vendita: vuole fuggire con Tania e ha bisogno di denaro, così accetta di firmare. Ma alla cessione emerge il vero motivo dell’astio tra Michele e Aldo: il fratellastro ha avuto una storia con Loredana, la moglie di Michele. I due litigano furiosamente, arrivano alle mani e Aldo frantuma il contratto. Luigi è disperato, con l’espressione di chi vive un incubo a occhi aperti: il suo solo desiderio è risolvere la questione e tornare a casa.

L’omicidio

Durante i preparativi della processione pasquale, Luigi va a salutare Mario: “me ne vado, non se n’è fatto nulla della vendita, i tuoi fratelli non ragionano più”. Mario risponde con affetto: “non giudicarli, seguono più il cuore che la testa”. Intanto Tonino minaccia Luigi, che ha visto accompagnare Tania: “sta’ attento che pure a Milano ti vengo a pigliare”. Durante la processione, ironicamente, sono proprio Tonino e i suoi uomini a trasportare, con espressione ieratica, la statua di Gesù morente. Poco dopo, uno sparo: Tonino, l’usuraio e boss emergente della zona, giace senza vita in una pozza di sangue.

Luigi osserva i fratelli: entrambi avevano un movente. Aldo festeggia pubblicamente la morte, Michele è felice perché pensa di evitare così di restituire il debito. Anche i carabinieri hanno sospetti: sanno della relazione tra Aldo e l’amante di Tonino e indagano. Aldo mente, dicendo di aver accompagnato Luigi alla stazione al momento dell’omicidio. Coinvolto ormai nella vicenda, Luigi torna a casa e vi trova la compagna Laura, giunta da Milano, e i carabinieri, che lo interrogano per verificare la versione di Aldo.

La verità e la scelta di Luigi

Laura vuole sapere cosa sta succedendo, ma Luigi la tiene fuori dalla vicenda, rispondendo in modo evasivo. Lei si accorge che in lui sta accadendo qualcosa di inaccettabile: “perché non partiamo? Cosa c’entri tu con questo posto?”. “È la mia famiglia”, risponde Luigi, assorto. Il giorno dopo, però, Luigi sparisce con Michele e Mario: il mobilificio di Michele è andato a fuoco, e si scopre che per uccidere Tonino è stato usato un fucile identico a quello della famiglia Di Santo. Aldo, intanto, ha sequestrato Tania. Luigi sospetta di lui, ma neppure il fratellastro è coinvolto.

Resta atterrito di fronte a un’altra possibilità: che a uccidere sia stato Mario. Ed è proprio così. Ugo, l’amico “differentemente abile”, non era caduto dalle scale: si era tolto la vita dopo essere stato profondamente umiliato da Tonino. In un dialogo teso, Laura pretende spiegazioni e Luigi esplode: “guardami bene, Laura, io sono questo, prendere o lasciare, vai a casa e aspettami lì”. Lei, che viene da un’altra cultura, non accetta di restare fuori e lancia un ultimatum. Luigi se ne va senza una parola, ad abbracciare il fratello in chiesa. Mario vuole costituirsi, ma Aldo e Luigi non sono d’accordo; Luigi prende le redini, va dalla vedova di Tonino e le propone un affare: la masseria in cambio di una testimonianza aggiustata. La donna accetta. Tra Luigi e Laura torna il sereno, e il film si chiude con lei che, indomita, chiede ancora informazioni, mentre Luigi evade con garbo la domanda.

Il richiamo della terra e della famiglia

Il ritorno a Mesagne è stato per Luigi come tornare in quell’inferno di relazioni familiari difficili, in una terra popolata dai fantasmi e dai demoni del passato che vorremmo dimenticare, magari attraverso la rimozione, in uno dei tanti ripostigli della coscienza. Ma la memoria resta condizionata da questi fatti “nascosti in noi”: volenti o nolenti, se ne subisce un’influenza inconscia, a danno della salute psichica. La terra chiama, così come la famiglia, e presenta il conto: “a noi appartieni e con noi ti dovrai misurare comunque, per tutta la vita”, sembrano sussurrare i demoni evocati da Rubini.

Domande frequenti

Di cosa parla il film “La Terra” di Sergio Rubini?

Racconta il ritorno di Luigi, professore emigrato a Milano, nel paese pugliese d’origine per vendere la masseria di famiglia. Il viaggio riapre vecchi conflitti familiari e lo coinvolge in una vicenda di usura, violenza e un omicidio, tra i “demoni del passato”.

Che ruolo hanno i “differentemente abili” nel film?

Il fratello Mario gestisce un’associazione per persone “differentemente abili”, capaci, come suggerisce l’autore, di livelli di affettività impensabili per molti “normodotati”. La morte di uno di loro, Ugo, umiliato e spinto al suicidio, è il movente nascosto dell’intera vicenda.

Chi ha ucciso Tonino e perché?

È stato Mario, per vendicare Ugo, il suo amico umiliato da Tonino fino al suicidio. Un colpo di scena che ribalta i sospetti iniziali, che ricadevano su Aldo e Michele, entrambi con un movente legato a debiti e relazioni.

Qual è il significato psicologico del ritorno di Luigi?

Rappresenta il confronto con un passato rimosso e con radici familiari da cui non ci si libera. La memoria dei conflitti “nascosti in noi” continua a influenzarci inconsciamente: la terra e la famiglia, nel film, chiedono di essere riconosciute e affrontate.

“La Terra” mostra come le radici, la famiglia e il passato rimosso esercitino un richiamo ineludibile. Il ritorno di Luigi al paese riattiva conflitti sepolti e lo trascina in una vicenda drammatica, il cui movente nascosto è l’umiliazione di una persona fragile. Il messaggio psicologico è chiaro: ciò che nascondiamo nei “ripostigli della coscienza” continua ad agire su di noi, e prima o poi la terra, come la famiglia, presenta il conto.
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