Curarsi danzando è una pratica antica che affonda le sue radici nella dimensione del sacro: lo sciamano danza, il rituale cura, gli strumenti musicali evocano il battito cardiaco.
La danzaterapia ci permette di portar fuori, attraverso il movimento, ciò che a volte rimane troppo chiuso, inespresso, dà voce e corpo alle emozioni più profonde, spesso site nell’inconscio, proiettando disturbi e conflitti. In questo senso è terapeutica.
La danza è inoltre un canale importante per stare vicini agli altri, per sentirsi parte di una comunità più grande, dove ognuno può trovare una propria modalità di espressione, rispettosa dei propri limiti e delle proprie possibilità, una forma personale di movimento che nasce da un vissuto interiore, da un ascolto di sé, senza dover far riferimento a forme esterne a cui magari non è possibile adeguarsi.
La comunicazione attraverso una forma d’arte rappresenta una “scorciatoia” e al tempo stesso una semplificazione nel rapporto fra terapeuta e paziente.
Il presupposto teorico su cui si poggia la danzaterapia è dato dalla bioenergetica, che propone un metodo d’indagine fondato su una logica olistica: l’individuo come totalità inscindibile e non come semplice somma delle parti (fisiche e psichiche) che lo compongono.
La danzaterapia non prevede conoscenze già acquisite nel campo della danza ma è rivolta a tutti poiché ognuno, secondo le sue possibilità e i suoi limiti, ha in sé risorse creative che aspettano di potersi esprimere.