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Il film inizia nel cimitero che ospita le ossa, appena tolte dalla terra, dei genitori della protagonista del film (Sabina, interpretata dall´incantevole Giovanna Mezzogiorno), che nelle prime immagini è ripresa mentre sta compilando le pratiche burocratiche relative allo spostamento dei resti.

Nel sistemare le fotografie dei genitori (le stesse che erano state tolte dalle lapidi), Sabina esagera nell´adattare l´immagine del padre (gli taglia la testa) e resta sconvolta dall´accaduto (ripone tutto quanto in un cassetto, con la fretta di chi vuole nascondere un cadavere o rimuovere un ricordo..).

Avere a che fare con le foto dei genitori proprio nel periodo nel quale desidera avere un figlio scatena in Sabina una inattesa stagione di ricordi e di sogni inquietanti, che gradualmente divengono incubi veri e propri, capaci di condizionare anche la vita diurna della giovane donna.

Sabina inizia così un percorso che ha come obiettivo la verità circa la propria infanzia. “Mi sono accorta di non avere ricordi..” confesserà ad Emilia – interpretata dalla bellissima Stefania Rocca – l´amica non-vedente delicatamente innamorata della protagonista del film.

Di nuovo sogni e di nuovo incubi: spezzoni di ricordi che palesano qualcosa circa la relazione tra Sabina e il padre. I sogni finiscono per crearle malesseri tali da sconvolgerle tutta quanta la vita.

La giovane donna comprende che è necessario indagare oltre: i primi timidi tentativi di fare luce sulla sua storia familiare consistono nel cercare tra le foto della sua infanzia. Non riesce però a sedare la sua sete di verità e quindi decide di andare a trascorrere il Natale con il fratello Daniele, il quale si è trasferito ed ha costruito una famiglia negli Stati Uniti.

Prima di partire però, Sabina ha il tempo di proiettare sul fidanzato (Franco) rabbie delle quali non riesce ancora a comprendere il motivo. Diventa improvvisamente molto insicura e tende a perdere il controllo di se stessa: Franco la tradirà non appena lei sarà partita? Le succederà come è successo all´amica Maria abbandonata dal marito per una più giovane di 20 anni? Dalla lampada sembra non essere uscito il genio, ma dei fantasmi di cui sembra non poter avere più coscienza.

Sabina giunge in America. E´ felice di incontrare il fratello dopo molto tempo. La donna viene accolta all´interno della famiglia del fratello ed inizia a respirarne il clima; è molto sensibile e coglie nel fratello una certa difficoltà nell´avere contatti fisici col figlio maschio.

Sabina trascorre del tempo con il fratello Daniele col quale condivide le sue inquietudini. Non riesce però a narrare la natura dei sogni che la stanno angosciando. La moglie di Daniele (Anne) intanto dice a Sabina che il marito ha affrontato una analisi molto lunga (non le dice il perché).

Sabina conosce molto bene l´inglese e coglie dialoghi tra Anne e Daniele: Anne crede che sarebbe il caso che Sabina sapesse di alcune questioni riguardanti la sua famiglia, ma Daniele non sembra assolutamente della stessa idea.

Intanto in Italia l´amica di Sabina (Emilia) inizia una profonda amicizia con Maria – la collega di Sabina – e a poco a poco le due donne divengono intime.

In America, intanto, durante la festa di Capodanno, ad Anne scappano di bocca alcune parole (Anne conosce tutta quanta la loro storia familiare) e questo rende Sabina sicura che il fratello le stia nascondendo qualcosa di importante (con una scenata lo obbliga a parlare).

“Per tanto tempo da bambino non mi sono reso conto.. capitava di notte.. a me sembrava quasi normale.. e questa è stata la cosa più difficile da vincere con la terapia (…) la (mia) mansuetudine.. pensavo fosse normale (che mio padre abusasse di me)”.

Di giorno il padre era un genitore come tutti gli altri. Di notte No. Una delle conseguenze di questo fatto è che adesso Daniele – per il terrore di diventare suo padre – non riesce ad entrare adeguatamente in relazione col corpo del figlio maschio.

I due fratelli iniziano un dialogo intenso: riflettono sui traumi subiti e cercano di elaborarli insieme. Il padre gli diceva con voce infantile e supplichevole: “Daniele.. vieni!”. Il tono si fa ancora più inquietante quando Daniele sussurra sgomento: “ai genitori si ubbidisce sempre e comunque..” .

La loro madre sapeva tutto quanto, ma quando il marito si trasformava in colui che ha la bestia nel cuore, continuava a correggere i compiti (i genitori erano entrambi professori di liceo), talvolta agevolando il marito nelle sue pratiche: “E´ un vizio.. non vuole farti male.. è malato.. siamo una famiglia.. non devi dirlo a nessuno!”.

Daniele aveva minacciato il padre: “se la tocchi (Sabina) ti uccido!”. Ma le sue parole non erano state sufficienti: era successo due volte! Poi nel tempo il padre si era ammalato e Daniele lo aveva assistito. Daniele: “(…) pensavo ecco muore esattamente come morirò io.. allora quello che ha fatto (a me) può essere anche in me.. in tutti!”.

Una mattina Daniele disse all´infermiera che il padre aveva sofferto molto tutta la notte (non era vero) e l´infermiera somministrò al padre una dose doppia di morfina.. L´uomo andò subito in coma e non si svegliò più (lo aveva fatto per proteggere la sorella).

Sabina torna a casa e comunica a Franco di essere incinta (probabilmente Sabina era a conoscenza della proprio gravidanza fin dalle prime battute del film).

Sabina all´amica Emilia: “(…) nelle famiglie non si sa mai cosa è vero..”. Sabina al fratello: “(…) forse ognuno di noi ha due voci (…) come si può mischiare un segreto come il nostro alla vita della gente normale.. non si può!”.

Poi, a fine gravidanza, avviene un dialogo con Franco: lui ha capito che c´è qualcosa nell´aria (di latente) tra loro ed ha la brillante idea di confessare a Sabina dell´avventura con l´attrice Anita. Sabina coglie l´occasione e racconta tutta la sua storia a Franco ma poi se ne va, prende un treno e rischia l´aborto (lei e il bimbo si salvano!).

Tutti quanti si ritrovano al capezzale di Sabina. Il datore di lavoro di Franco (il regista Negri) in corsia prende in braccio il bimbo di Sabina e Franco (si chiamerà Daniele), ma l´infermiera lo sgrida e il doppio senso è agghiacciante: “soltanto i genitori possono toccare i bambini!”.

Daniele: “(…) da questo dolore non si guarisce..”. Probabilmente ha ragione.

Tuttavia le immagini scorrono su Daniele che gioca coi figli e che finalmente può abbracciarli con serenità. E´ un messaggio di speranza: da quel dolore forse non si guarisce mai, ma qualcosa di certo la si può fare per aggiungere un poco di serenità alla vita.

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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