Il Cervello Umano è utilizzato al massimo per il 10%, il più dei casi non più del 3% . Fisica, Energia, Atomi e Molecole sono tutte parte di questo meraviglioso ambiente. Pertanto, quando svolgiamo un'analisi dell'informazione e dei suoi impatti, dobbiamo sempre considerare il suo campo macroscopico così come quello microscopico. Ogni particella ha in se un sistema che la rende parte di un sistema più grande c'è sempre uno scambio di energia. La formula coniata dal Prof. Michele Trimarchi : Materia=Energia=Informazione (segui i numerosi lavori del Prof. Michele Trimarchi al BHC – Roma) significa che l'energia, la materia e l'informazione lavorano in perfetta sincronia energetica. Sono la stessa cosa. Dobbiamo pertanto sempre verificare l'informazione, per comprendere il contesto e quindi verificare il collegamento che ha con l'energia.Le caratteristiche dell'informazione sono l'obiettività e l'oggettività. La prima corrisponde allo scopo per cui esiste ed alla funzione che svolge all'interno del sistema, la seconda corrisponde all'aspetto formale alla ricostruzione dell'oggetto. Una parola non ci dice la realtà ma la realtà viene associata alla parola L'informazione attraverso i nostri sensi viene inviata alla parte del cervello preposta a processarla. Quando giunge in quell'area il nostro DNA decodifica l'informazione secondo il processo seguente: Informazione DNA Stimolo Genetico Significato Azione. Lo stimolo delle funzioni genetiche cerebrali è quello che porta alla cosidetta Neuroplasticità e, quindi, a tutto ciò che da essa deriva: Comportamento, Intelligenza, Emozionalità, Creatività,etc…. Ma anche l'inverso può accadere ( vedi Pavlov il cane e la campanella). Ciò significa che ciascuna informazione ha in se alcune caratteristiche fisiche che vengono costantemente processate. Queste informazioni possono essere chiare o ambigue. la natura non produce informazioni ambigue. Gli uomini producono informazioni ambigue. In accordo con molte teorie le aree dell'emisfero destro sono in grado di rilevare tutte le caratteristiche fisiche dell'informazione. Le identifica e, quando ne riconosce l'"utilità" la integra. Identifica ed Integra e non si lascia condizionare in questo processo. L'emisfero sinistro, invece, può essere condizionato. Voi potete forzare ed imporre una informazione. Pensiamo ai nostri bambini quando imponiamo loro di fare qualcosa che loro non vogliono. La nostra energia impone loro qualcosa che non avrebbero mai accettato perchè il loro emisfero destro non avrebbe mai scelto di integrare. Perchè? perchè quella informazione non era riconosciuta come "utile" dal loro sistema neurovegetativo. Scopriamo così che i bambini (e tutti noi) fin dalla nascita hanno i loro meccanismi di difesa e che molti adulti sarebbero potuti essere persone diverse se avessero potuto sempre scegliere le informazioni che volevano integrare L'utilità è stabilita dal sistema genetico ed è processata in primis dal sistema autonomo neurovegetativo che trova le sue radici profonde nel cuore del nostro cervello nella parte definita rettile e identificata come Old Brain dal metodo SalesBrain. (vedi i lavori di Michele Trimarchi, Antonio Damasio, di Leslie A. Hart, Robert Ornstein e di Henri Laborit).Se non c'è "utilità" nell'informazione questa, non viene riconosciuta o integrata in un sistema libero (quale quello della comunicazione pubblicitaria). Da qui si comprende perchè molti prodotti o servizi lanciati nel mercato non si vendono: perchè il sistema neurovegetativo dei consumatori non riceve l'informazione di utilità. Da qui anche la convinzione di molti esperti: se il tuo prodotto o servizio ha un "pulsante" rettile si vende da solo. Ancora una volta dunque l'informazione ha un tremendo impatto sul cervello antico dell'interlocutore. Da qui le domande che ci siamo posti ed hanno contribuito a sviluppare il Neuromarketing di SalesBrain.C'è un modo particolare per comunicare al sistema autonomo del nostro organismo? Possiamo validare, in qualche modo, una comunicazione in termini di "utilità dell'informazione" riconosciuta dall'Old Brain che scatena il processo di integrazione positiva e quindi il processo decisionale di acquisto? Come possiamo sapere se un'idea , un concetto, un prodotto o servizio produce reale e concreta "utilità" tanto da vendersi da solo? Si badi bene che questo succede ogni qualvolta comunichiamo con una persona, ogni qualvolta desideriamo influenzarla con le nostre idee e punti di vista ogni volta desideriamo, in cuor nostro, che accetti il nostro punto di vista. Ogni qualvolta desideriamo "infleunzare" qualcuno o "vendere" qualcosa.
La risposta a queste domande ci permette di scoprire quanti errori commettiamo ogni giorno nella nostra comunicazione e capire che gli attuali criteri convenzionali di misura di impatto sono superabili. Non si misura la comunicazione in base a quanti cervelli abbiamo contattato (indirizzi nella banca dati o conteggio dell'audience e del pubblico radio televisivo) ma quanti Old Brain abbiamo svegliato con la nostra comunicazione.