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Un raggio di luce illumina la stazione dei treni di Manhattan e un tizio con gli occhiali scuri appare come dal http:\\/\\/psicolab.neta proprio mentre sta avvenendo uno scippo.

Viene fermato dalle guardie e siccome fornisce solo risposte bislacche (“vengo da un altro pianeta.. noi non utilizziamo bagagli..”), viene immediatamente pre-diagnosticato come “individuo mentalmente disturbato” e trasferito allo Psychiatric Institute of Manhattan.

Qui, “l´alieno”, che dice di chiamarsi “Prot”, incontra uno degli psichiatri dell´Istituto (il Dott. Powell). Come vedremo meglio in seguito, tra i due si instaurerà una relazione che condurrà entrambi ad un percorso terapeutico e romantico al tempo stesso, intriso di riflessioni (filosofiche) non banali sulla vita dell´uomo sulla Terra in generale ed (epistemologiche) sulla psichiatria “moderna” in particolare (1).

Poco prima di incontrare il suo nuovo paziente, nella scena del vetro unidirezionale (il Dott. Powell può vedere Prot ma non viceversa) si ha come la sensazione che l´uno (Prot) percepisca l´altro al di la dei cinque sensi. Forse è proprio in questo momento che avviene l´identificazione (e la proiezione) tra i due: visiva per il Dott. Powell (che può vedere Prot) e “sensitiva” per Prot, che sembra “sentire” (2) il Dott. Powell al di la del vetro unidirezionale.

Adesso siamo nello studio del Dott. Powell, che esordisce con un “Si accomodi..”. Prot risponde con un “si accomodi.. curiosa espressione!”, come se invece di essere stato invitato a sedersi avesse ricevuto l´ordine di riparare qualche suo pezzo non funzionante!

“Lei sa perché è qui?”. “Mi credete pazzo..” e continua con argomentazioni piuttosto solide circa il suo pianeta d´origine (K-PAX) e sulle modalità da lui utilizzate per viaggiare fin qua (il Dott. Powell ammette di essere confuso dalle parole di Prot).

Poi vediamo Prot socializzare agevolmente con gli altri “diversi” dell´Ospedale-Ospitale (si ricorda il nome di ognuno).

Subito dopo le immagini scorrono sull´equipe dei professionisti che si occupano del “caso n. 287 – Prot”: “psicosi di livello 1” propone l´etichettatore di turno senza neanche aver incontrato il paziente! Non contento, dimostra tutta quanta la sua ormai mancata sensibilità psichiatrica (3) (sembra infatti un professionista ormai svezzato..) proponendo di utilizzare Prot come cavia per sperimentare un nuovo farmaco (4).

Il Dott. Powell già insieme ai colleghi aveva dimostrato una certa sensibilità psicodinamica; adesso insieme al suo paziente conferma la natura del suo approccio conducendo il dialogo verso il tema “famiglia” e “relazioni familiari”.

“Su K-PAX non ci sono famiglie come qua sulla terra (…) i figli vengono seguiti da tutta quanta la comunità (…) i processi riproduttivi sono dolorosissimi”.

Le immagini scorrono ancora su Prot che socializza coi pazienti dell´Istituto. E´ bello notare che ognuno di loro ha una storia molto interessante da raccontare se si sceglie di ascoltarla davvero (Prot ascolta davvero, loro si aprono e dal cilindro esce la logica sottesa alla loro diversità).

Ascoltare davvero una storia significa avere il coraggio di investire sulla relazione col paziente. Come vedremo meglio in seguito, infatti, il Dott. Powell punta proprio sulla relazione con Prot andando ben oltre “setting” psichiatrico ortodosso (viene anche redarguito dal suo capo per questa sua determinazione-ostinazione).

E´ come se paziente e terapeuta si fossero scelti per vivere una esperienza che va al di la degli schemi, della ragione apparente, per cercare insieme (attraverso il dispositivo tecnico terapeutico, che è la psiche formata conscia e inconscia del Dott. Powell) una parte mancante di noi stessi.

L´indagine di quei misteriosi movimenti (5) che tanto condizionano la nostra vita psichica è una necessità inalienabile per chi desideri davvero mettere mano ad una certa sofferenza mentale.

Intanto Prot insiste che su K-PAX non ci sono famiglie. Non parla volentieri dell´argomento e il Dott. Powell ha compreso molto bene che questo aspetto potrebbe nascondere qualche sorpresa: “su K-PAX (6) niente governo e niente leggi; non ce n´è bisogno poiché lì ognuno si regola da sé”.

E´ ipotizzabile che sia stata proprio la rinuncia ad una certa umanità (forse connessa con l´argomento famiglia) ad aver consentito a Prot di sopravvivere ad un qualche evento traumatico e l´ottimo Dott. Powell sembra determinato a scoprire la natura di questo evento.

Il Dott. Powell ritiene Prot uno degli psicotici più convincenti che abbia mai conosciuto; vuole andare fino in fondo con lui e nel tentativo di scalfire questo che sembra proprio un magnifico muro difensivo, mette alla prova il suo amato paziente.

Con le sue conoscenze formidabili intanto Prot non solo sorprende un gruppo di astro-fisici dimostrando di saperne davvero molto di astronomia, ma inizia anche ad intervenire positivamente sulla vita degli altri pazienti dell´Istituto, dando a tutti quanti lezioni di psichiatria!

Il suo agire ricorda la praticità dello sciamano, del guaritore in uso nelle culture altre a torto considerato da noi occidentali come un cialtrone sul quale non poter contare, se non un primitivo da civilizzare o ridicolizzare.

Si scontra per questo con il Dottor Powell: “va bene interessarsi agli altri pazienti, ma non va convincerli di poterli guarire..”. E Prot “Tutti gli esseri sono capaci di guarire da soli.. su K-PAX tutti lo sappiamo!”.

Prot è perfettamente sicuro del fatto suo ed è disarmante perché gli argomenti che propone hanno una certa coerenza interna. Per questo tutti quanti (pazienti e non) ci credono quando annuncia che il 27 luglio alle 5:51 di mattina tornerà su K-PAX utilizzando un raggio di luce!

Il Dott. Powell ha una intuizione: in base ai dettagli che gli ha fornito Prot egli ritiene che 5 anni prima, proprio il 27 luglio, potrebbe essere successo “qualcosa di terribile” nella vita del suo paziente. Ma siccome non c´è molto tempo per superare questa che gli deve sembrare una possente struttura difensiva (il 27 luglio è molto vicino) è costretto a sfruttare qualsiasi occasione d´indagine.

Quindi decide di organizzare la festa del 4 luglio in famiglia e predispone in modo che possa essere presente anche Prot (vuol vedere che effetto gli fa avere a che fare con una famiglia “normale”, come se ne esistessero davvero..). Accade anche il contrario: Prot indaga sulla vita del Dott. Powell e scopre che il suo terapeuta non dialoga da tempo col figlio di primo letto (dottore cura te stesso!).

Prot dice alla moglie del Dott. Powell: “(suo marito) mi vuole insegnare l´importanza dei legami biologici..”. La moglie chiede: “lei ha una famiglia?” e Prot “noi non abbiamo famiglie su K-PAX..” (e subito si rimette gli occhiali..).
Poi succede qualcosa di imprevisto: dell´acqua improvvisamente schizzata fuori da un diffusore automatico fa scattare qualcosa in Prot, che ha una crisi piuttosto violenta (sembra che voglia proteggere la figlia del Dott. Powell dall´acqua..).

Chiuso il rubinetto dell´acqua Prot si calma e dimentica immediatamente la crisi (rimozione).

Il Dott. Powell dimostra ancora una volta di essere un acuto osservatore: ha notato che Prot spingeva sua figlia sull´altalena come qualcuno che lo aveva già fatto altre volte in vita sua..

Ma il tempo sta per scadere e per fare qualcosa occorre saperne di più (“il 29 luglio potrebbe sì far del male a se stesso o agli altri..”). Il Dott. Powell propone quindi a Prot di farlo regredire sotto ipnosi (è molto convincente con il suo paziente).

“Perché hai scelto di salvare proprio lui?” dice la direttrice al Dott. Powell col tono di chi è stanco di avere pazienza nei confronti delle stravaganze del “paziente-poco-paziente” Prot. “Non lo so.. forse perché sento che lui ha scelto me..”.

Si inizia con l´ipnosi e si delineano due personalità: Prot, “l´alieno” che secondo necessità va e viene da K-PAX e “l´amico”terrestre, di cui il Dott. Powell fa fatica ad avere informazioni anche sotto ipnosi!

“Come si chiama la moglie del tuo amico?”. Prot stavolta cede con la voce che si spezza “Sara..”. “E la figlia?” ed ottiene di nuovo una risposta come chi non vorrebbe mai pronunciare queste parole “Rebecca..”. E´ molto poco ma qualcosa è (non c´è tempo per la ricerca!).

Altri dettagli si aggiungono ma il tempo scarseggia sempre più e il Dott. Powell è costretto al tentativo di impattare direttamente il ricordo del trauma: “vai al 27 luglio del 2000, cosa succede?”. “Arrivo su Terra mentre il mio amico sta cercando di uccidersi perché è successo qualcosa di terribile (…) (non posso dirtelo perché) sapresti qualcosa che neanche lui vuole sapere!”.

Prot ha una crisi (ricorda) ma non ne esce molto altro. Mentre sta tornando a casa il Dott. Powell trova la tessera mancante e senza esitare prende l´aereo e va ad indagare sul posto. Giunto dallo sceriffo di Santa Rosa scopre il passato dell´amico di Prot (Robert Porter: il nome Prot si potrebbe inventare facendo quasi l´anagramma completo del cognome “Porter”).

Lo sceriffo e il Dott. Powell vanno insieme alla casa di Robert Porter e lì parlano dell´accaduto. E´ una scoperta dai contenuti emotivi micidiali: Robert era tornato a casa proprio nel momento in cui c´era l´assassino della moglie e della figlia.

Dopo aver ucciso il balordo spezzandogli il collo (non è mica facile parlare di perdono in casi come questo..), Robert era andato a morire gettandosi nelle acque gelide del fiume.
La domanda cui ho pensato vedendo questo passaggio della pellicola è stata: come si fa a rimanere tutti interi in casi come questo?

Il Dott. Powell torna a casa tardissimo e aprendo la porta della sua abitazione posa gli occhi su di un mondo nuovo. Insieme alla porta di casa si apre anche il suo cuore: lui è tornato ed ha trovato la sua preziosa famiglia viva e vegeta (Prot ha guarito anche lui?).

La moglie si sveglia e chiede spiegazioni. Il Dott. Powell con la voce spezzata le dice “ho trovato quello che stavo cercando.. era meglio di no!”.

Il tempo sta scadendo e tra il Dott. Powell e Prot. Siamo alla vigilia del viaggio che dovrebbe condurre Prot su K-PAX e i due si stanno salutando. “Invita tuo figlio per Natale..” è il consiglio di Prot per il Dott. Powell. E poi “Mi mancherai Dott. Powell..”.

“Tu e Robert siete la stessa persona..” incalza il Dott. Powell. “Questo è palesemente assurdo.. non sono neanche umano (…) io ammetterò la possibilità di essere Robert Porter se tu ammetti la possibilità che io venga da K-PAX..” (alta reciprocità). E chiude: “Ora che hai trovato Robert per favore abbi cura di lui”.

E infatti il Dott. Powell si occuperà di Robert/Prot: il raggio di luce giunge in perfetto orario e Prot se ne va lasciando Robert catatonico (nessuno dei pazienti dell´ospedale riconosce in Robert il loro Prot).

Le ultime immagini sono dedicate al Dott. Powell che si prende amorevolmente cura del suo paziente (gli parla e se lo coccola.. non a caso adesso si chiamano differentemente abili!).

Sindrome di Personalità Multipla (MPD) o qualcosa di ben più misterioso e irrazionale? Il film è strutturato in modo che entrambe le opzioni possano valere..

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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