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L'Intelligenza come Prodotto per una Campagna Virale

L’intelligenza è virale? Non ne hanno mai parlato a convegni medici, ma è ipotizzabile che l’intelligenza possa essere determinata da un virus e come tale sia contagiosa. Per verificare tale quesito, è stata impostata una campagna di marketing esistenziale con modalità virale, http://www.ombre-elettriche.com/2010/01/intelligenza-prodotto-doc-una-campagna-virale/ prodotta e realizzata dallo studio di comunicazione non convenzionale Ombre Elettriche. La campagna, provocatoriamente e seriamente insieme, ha lo scopo di sensibilizzare alla tutela dell’intelligenza e si avvale della diffusione in Internet di tre video specificamente realizzati. L’idea di una campagna del genere può far suscitare la domanda se l’operazione sia comica o intellettuale. La risposta a questo può essere un’altra domanda: cosa si intende per intelligenza?
I vocabolari la riconducono a capacità di comprensione, di intendere e di formulare concetti. L’intelligenza, in realtà, sfugge alle definizioni totalizzanti. La lingua inglese, ad esempio, adopera due termini per identificarla: cleverness ed intelligence, ciononostante non esistono concordanze assolute sull’utilizzo dei due termini differenti, come si può facilmente verificare da numerose diatribe presenti in internet anche ai giorni nostri.
Anche se la definizione non è certa, certo è che ognuno ha una precisa idea di cosa significhi intelligenza. Da una visione globale, l’intelligenza non è ritenuta a pieno una dote positiva all’unanimità, a dispetto di tutte le definizioni. L’intelligenza è spesso vista di cattivo occhio, per motivi diversi. Perché legata ad un dovere scolastico, ad un impegno, ad una difficoltà di comprensione, oppure ad una libertà di scelta e ad una consapevolezza. Fatto sta che l’intelligenza è un argomento rischioso e pesante.
A scuola se non sei intelligente, e quindi capace, non sei apprezzato dai professori, ma sul lavoro se sei più intelligente del tuo superiore vieni represso od emarginato, comunque frustrato. L’intelligenza è spesso causa di rivalità ed invidia. Questi sono alcuni motivi che rendono la condizione dell’intelligenza spesso paradossale.
L’intelligenza è anche quella cosa che serpeggia, quasi come il serpente che offrì la mela ad Eva, quel serpente che ti istiga a trasgredire. Ed in effetti, forse è proprio così, l’intelligenza è trasgressione, è deviazione dalla norma, per andare oltre i condizionamenti mentali, le convenzioni, per sperimentare, per scoprire ed evolvere, ma anche per liberarsi dalle regole lontane dalla natura originaria.
In relazione alla società attuale, possiamo affermare che la trasgressione è contagiosa. E’ contagiosa la trasgressione che si oppone alle regole imposte, per ottenere una libertà di pensiero ed azione, e quella che si oppone per puro esibizionismo, per senso di protagonismo egocentrico. Se l’intelligenza è anche trasgressione, la trasgressione è anche intelligenza? E qui si può tornare alla domanda di apertura: se la trasgressione è contagiosa e se l’intelligenza presenta forme trasgressive, l’intelligenza è virale?
Uno dei motivi di successo di alcune pratiche su internet è, certamente, da individuare proprio nel carattere trasgressivo dei messaggi e degli stili linguistici. Il fenomeno della comunicazione di tipo “virale”, come viene definita per la sua similitudine con la propagazione di un virus tra le persone, presenta nel suo DNA proprio l’elemento trasgressivo per potersi diffondere tra gli utenti nella rete, anche se questo non costituisce l’unico elemento strutturale e di motivazione a condividere e diffondere spontaneamente messaggi.
L’intelligenza e la trasgressione hanno in comune proprio il fatto di deviare da una norma. Questa azione, di per sé, non significa, comunque, che tutto ciò che viene prodotto sia “a vantaggio dell’umanità”. Caratteristica dell’intelligenza è proprio rendere qualcosa a vantaggio della collettività, oltre che per sé stessi. Un vantaggio può essere, ad esempio, anche il semplice piacere di intrattenimento. Ed ecco che linguaggio virale su internet ed intelligenza possono incontrarsi.
Perché, allora, una campagna virale a tutela dell’intelligenza? Forse perché in una società di prodotti proposti con un linguaggio per prodotti, presentare l’intelligenza come prodotto può costituire un’operazione fuori dalla norma che attrae l’attenzione. O forse perché l’intelligenza è una componente individuale e collettiva che oggi si tende a nascondere. O forse perché l’intelligenza, in quanto coraggio di spingersi oltre il convenzionale, rappresenta una grande forma di libertà. Oppure, semplicemente, perché l’intelligenza è capacità di giocare, di affrontare le situazioni con gioia e di pensare che la tragedia possa essere trasformata in commedia, magari comica e divertente.
Proporre una campagna sull’intelligenza è comico o serio? Quantomeno può essere sentito come provocatorio. Campagne sociali su temi collettivi se ne sono viste molte sui media tradizionali, non ultima quella per stimolare la lettura. Lo stesso, più di recente, su internet, anche di carattere virale, come quella della Regione Toscana sulla responsabilità sociale http://it.youtube.com/watch?v=GNjKBZDOqpc. Una campagna a tutela dell’intelligenza, però, non si focalizza su di un’azione precisa, bensì su di un elemento esistenziale senza il quale anche le azioni virtuose non possono avere effettiva efficacia. Ma proprio perché l’intelligenza sfugge a definizioni precise e può assumere connotati diversi a seconda dei contesti, sfugge anche a comprensioni di carattere logico. I sentimenti, ad esempio, sono intelligenti? Esistono sentimenti stupidi? In questi termini l’intelligenza sembra quasi un paradosso, che in termini etimologici significa “contrario all’opinione corrente” ed in termini più ampi “fenomeno privo di fondamento logico”. In questo senso, per l’antica cultura orientale le leggi cosmiche si basano sul paradosso. Di conseguenza, l’umanità sarebbe costretta a seguire queste leggi paradossali, con cui non si trova in armonia a causa delle regole logiche sviluppate ed imposte.
La deviazione dalla norma è un paradosso, un fenomeno contrario alla logica delle cose. La deviazione dalla norma è una trasgressione, azione contraria alle regole (logiche) stabilite. L’intelligenza è, in molti suoi aspetti, deviazione dalla norma, e quindi trasgressione. Così a buon diritto, l’intelligenza può essere considerata un paradosso, che segue le leggi del Cosmo, secondo la visione orientale, e non solo orientale. In questa catena anche il paradosso può, quindi, significare deviazione dalla norma, trasgressione. Quale norma? Non quella cosmica, visto che è paradossale. Quella umana. Se quindi la trasgressione riscuote attenzione e successo su Internet, può significare che la vera natura umana si senta libera proprio nel paradosso.
Una campagna a tutela dell’intelligenza può essere quindi una campagna a favore del paradosso? Se seguiamo la logica, si. Fatto sta che questa campagna utilizza una prospettiva comica per proporre l’intelligenza. I tre video realizzati presentano situazioni inizialmente comuni e quotidiane che si trasformano in qualcosa d’altro, con elementi o eventi fuori dal contesto. Uno slittamento di campo semantico tipico del procedimento comico, e del paradosso. Un tema serio affrontato con la leggerezza del gioco, perché, come diceva qualcuno:
Il Mondo prende forma da un sorriso. E’ un gioco e la libertà non è più un’utopia“.

Staff

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