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Il Rapporto Tra il Perito ed il Periziando all’Interno dell’Accertamento Psichiatrico – Forense

Il compito di un perito incaricato da un Magistrato (detto Peritus Peritorum) di rispondere ad un quesito, all’interno di un procedimento penale, è assai arduo e complicato, nonostante sia un lavoro molto interessante.
La perizia è un parere motivato, richiesto ed espresso secondo regole codificate, nei casi in cui occorre svolgere delle indagini e acquisire dei dati che richiedono specifiche competenze tecniche.
L’accertamento tecnico di natura psichiatrica è volto a formulare un giudizio diagnostico- valutativo.
I periziandi possono essere o minori o adulti.
Il perito deve rispettare un rigorismo obiettivo, deve avere una buona conoscenza del rapporto giuridico cui il fatto si riferisce. Il codice deontologico impone: consapevolezza delle proprie responsabilità peritali, dovere di soddisfare le esigenze di giustizia attinenti al caso specifico, rispetto alla verità scientifica, rispetto dei diritti della persona.
Il perito, in un clima di empatia, deve raccogliere i fatti, ma non come semplici fatti ma come se fossero dei veri e propri ricordi della vita di un individuo, con le varie deformazioni che possono aver subito.
I ricordi sono molti e diversi e vanno a formare l’anamnesi di vita di un periziando.
La vita è un racconto che il periziando deve portare a conoscenza del perito.
Nell’osservazione di questo racconto il perito deve prender nota dei problemi presentati dal linguaggio del periziando e dal bisogno di dover effettuare una diagnosi.
Il ruolo dell’esperto è quello di spogliarsi dei panni del clinico ed indossare una veste psichiatrico- forense. Deve andare a creare un rapporto di fiducia e collaborazione con il periziando, in modo tale da riuscire ad estrapolare i vari dati di cui ha bisogno per l’espletamento della relazione peritale.
Cercando di collocare le caratteristiche di personalità del periziando all’interno di una classe.
Il periziando deve essere osservato con neutralità, per cogliere sintomi e segni della sua malattia che possano essere contenuti in una categoria convenzionalmente concordata.
Il perito deve essere molto attento a non farsi influenzare dal contesto e dall’ambiente circostante. Spesso si possono prevenire i vari errori con la formazione di un collegio peritale.
La prima incombenza del perito consiste nella lettura degli atti di causa, che ha come obiettivo la consapevolezza e la conoscenza del reato commesso dal periziando. il perito ha la possibilità di venire a conoscenza degli interrogatori rese dopo l’accaduto per il quale il perito deve procedere.
Fondamentale esaminare la certificazione medica, se presente, all’interno del fascicolo processuale.
Il perito deve portare a conoscenza del periziando il motivo dell’accertamento e lo scopo della perizia.
Spesso il periziando cerca di dare una giustificazione ai fatti, cercando di affermare una sua verità; le dinamiche sottese ad una condotta possono spiegare il perché dell’azione per cui si procede.
Spesso il perito trova utile far somministrare dei test al periziando, iter importante per il giudizio diagnostico finale.

La normativa che riguarda l’attività peritale è regolata dagli artt. 220- 223 del codice di procedura penale.

I test di livello sono: WAIS, Benton, Matrici Progressive di Raven. I test di personalità sono: Test di Rorschach, T. A. T., M. M. P. I. i test grafici sono: La Figura Umana, il Test della Famiglia, Il reattivo dell’albero.
Immagine di Alessia Micoli

Alessia Micoli

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