Gli studi che frequentemente appaiono nelle riviste specializzate in neuroscienze e tecniche riabilitative dimostrano con sempre maggiore evidenza quanto siano importanti gli approcci multidisciplinari. Questa verità è particolarmente evidente nel caso di una ricerca effettuata da Schneider S., Schonle P.W., Altenmuller E., Munte T.F. del Dipartimento di Neurologia dell’Università Otto von Guericke di Magdeburg, in Germania. Nella ricerca, pubblicata su Journal of Neurology, nel Numero 1 del gennaio 2007, si dimostra come l’utilizzazione di strumenti musicali, migliori le abilità motorie in persone colpite da ictus con emiparesi superiore. Nell’articolo vengono presentati i risultati di un programma riabilitativo in grado di migliorare, con l’aiuto della musica, la rappresentazione sensomotoria ed uditiva e del movimento degli arti superiori. Noi sappiamo che la propriocezione, ossia la percezione del proprio movimento unita alla percezione tattile, è legata anche al sistema uditivo, grazie al quale il nostro cervello elabora dati che possiamo definire telemetrici. Il nostro apparato telemetrico è in effetti il risultato dell’azione neuronale e sinergica del processo acustico e di quello visivo. Entrambi questi processi sono direttamente collegati alla percezione del movimento e quindi al tatto. L’esecuzione con strumenti, anche molto semplici, come possono essere quelli idrofoni, innesca una serie di risposte ed azioni sensomotorie legate appunto alla gestione dello strumento e l’esecuzione di compiti sonoro-musicali. Nel caso enunciato dagli studiosi in questione, l’utilizzazione della musica, come induzione terapeutica della percezione sensomotoria e dell’azione motoria in genere, è stata proposta, a 20 pazienti colpiti da ictus, di cui 10 con emiparesi dell’arto superiore sinistro e 10 dell’arto superiore destro. I pazienti senza alcuna esperienza musicale pregressa hanno partecipato, lentamente ma con un sensibile miglioramento nell’acquisizione di abilità, all’addestramento ed inizialmente con l’estremità paretica, e dopo con tutte e due le estremità. L’addestramento è stato effettuato per un numero di 15 volte nell’arco di 3 settimane, unitamente al classico trattamento fisioterapeutico convenzionale. Sono stati utilizzati un MIDI-piano e uno strumento elettronico a percussione, costitutito da un “tappettino” che percosso produceva un suono assimilabile al classico tamburo. Il gruppo di controllo comprendeva un gruppo di 20 pazienti (10 con emiparesi alla parte superiore sinistra e altri 10 con emiparesi alla parte superiore destra) sottoposti esclusivamente a terapie convenzionali. Prima e dopo il trattamento motorio, le funzioni sono state monitorate con l’ausilio di un sistema computerizzato di analisi del movimento (Zebris) e con un apparato di tests motori come l’Action Research Arm Test e il Box & Block Test. I pazienti hanno mostrato un significativo miglioramento dopo il trattamento, specialmente in riferimento all’acquisizione di abilità motorie legate alla velocità, alla precisione ed alla regolarità nei movimenti, come hanno ben evidenziato le analisi tridimensionali dei movimenti ed i dati emersi dai tests clinico-motori. Inoltre, eseguendo la comparazione con il gruppo di controllo si è notato che il gruppo sperimentale mostrava un significativo miglioramento delle attività motorie quotidiane. In conclusione, nei pazienti colpiti da ictus questa strategia innovativa e terapeutica costituisce o si presenta come un approccio efficace per la neuro-riabilitazione motoria, ed è in grado di ri-qualificare anche l’azione sinergica con le terapie convenzionali.