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Human Capital: the Ultimate Oxford Handbook

“Human capital is increasingly recognized as the most important factor of production and the most important source of economics wealth and engine of economic growth over time. The term <human capital> is a shorthand name given by economists and other social scientists to the skills, knowledge, and capabilities of the workforce of a firm ,or of the population of a country, as well as the organizational arrangements and networks of relationships those people have formed that enable them to be more innovative and productive. The phrase is meant to evoke two related ideas: that the capabilities of the workers are critical inputs into production, and that resources spent on education, training, team-building, and other forms of <human capital investiment> can be analyzed and understood in a way similar to the way economists and social scientists understand investiments in physical capital, such as factories and equipment.”
Con la formula Capitale Umano, tecnicamente si intende l’insieme delle competenze, delle conoscenze e delle caratteristiche personali che sono utilizzabili per lo svolgimento di attività produttive. Queste attività sono poi analizzabili in base al valore economico prodotto. Si tratta di un insieme che viene sviluppato tramite l’interazione delle caratteristiche individuali con processi di istruzione e formazione. Le più antiche teorie economiche utilizzavano il più superficiale concetto di “forza lavoro”, assumendo che, nella maggioranza dei casi, si trattasse di una risorsa facilmente reperibile ed altrettanto agevolmente sostituibile, Gli studi più recenti hanno invece segnalato la necessità di un cambiamento di paradigma. Le competenze sono strategiche per la nascita e la crescita delle imprese e la reperibilità delle competenze adeguate alle necessità del mercato è spesso tutt’altro che agevole. Le competenze non corrispondono certo ai “titoli di studio” ma alla possibilità concreta che i lavoratori siano in grado di contribuire fattivamente alle esigenze di ricerca, sviluppo e produzione.
La “rivoluzione del capitale umano” si è avviata circa a metà del secolo scorso, accesa dagli studi di Theodore W.Schultz, Jacob Mincer e Gary S.Becker. Deve essere subito evidenziato che non si trattava di autori marginali o esterni al mondo del business (basti ricordare che Schultz è stato presidente della American Economic Association). Piuttosto si è trattato del risultato di una riflessione pragmatica: gli investimenti in istruzione, formazione ed aggiornamento sono cruciali per lo sviluppo di un sistema economico sufficientemente sano.
Ne consegue la necessità di:

  • Valutare l’efficacia degli investimenti nel lungo periodo

  • Monitorare l’efficienza degli interventi di sostegno alle competenze.


Il volume che viene qui presentato è una opera fondamentale ed aggiornata, utile per comprendere realmente ed in maniera sufficientemente approfondita lo stato dell’arte degli studi in merito.



A partire dal 1950 gli studi sono stati numerosi, sia a livello locale, sia a livello internazionale. Con il passare del tempo hanno teso ad una dimensione sempre più specialistica. Recentemente le opere principali sono state quelle di Blair & Kockan (2000) e di Penning & Wezel (2007), focalizzate sul comportamento dei lavoratori e sulle carriera interaziendali.
Burton-Jones & Spender presentano invece un’opera dall’ampio respiro, progettata per permettere anche ai non specialisti di comprendere lo scenario di riferimento in chiave sia scientifica, sia applicativa. I due curati hanno coordinato oltre cinquanta autori, i quali hanno offerto la loro esperienza, derivata da un largo pannel di discipline: filosofia, legge, economia, sociologia, strategia, International business, corporate governante, antropologia, comportamento organizzativo, HR management, relazioni industriali, psicologia.
L’esito finale è un volume che presenta cinque diverse angolature, utili per approcciare il maniera diversificata ma coerente il tema del capitale umano.

La prima, “Nature of Human Capital”, esplora lo sviluppo storico del concetto e lo collega alle diverse altre forme di capitale. La seconda,  “Human Capital and the Firm”, si concentra sul contributo dello HC nelle diverse teorie aziendali, considerando sia le fasi di creazione, sia quelle di consolidamento. La terza, “Human Capital and Organizational Effectiveness”, mantiene ancora l’attenzione sul mondo aziendale ma esplora in particolare il tema dello HC nella sua relazione con l’efficacia organizzativa. La quarta, “Organizational Implications of Human Capital Interdependencies”, riflette sulle interdipendenza tra lo HC, le risorse finanziarie e fisiche e la produttività aziendale. La quinta, “Human Capital in the Future Economy”, ipotizza diversi scenari futuri, cercando di cogliere le diversità territoriali e di mercato.


Il volume presenta dunque una ottima raccolta delle diverse angolature di ricerca attualmente presenti sul tema del capitale umano. I punti di forza dell’opera sono: l’innovazione nell’interpretazione del concetto di HC, l’approccio multidisciplinare, la ricchezza dei riferimenti bibliografici, il costante collegamento dei contributi con la pratica del management, i frequenti richiami all’ HR management ed allo sviluppo organizzativo.



Human Capital: approfondimenti sull’area disciplinare, curati da uno principali teorici (Gary S.Becker) possono essere repriti nel sito The Concise Encyclopedia of Economics (http://www.econlib.org/library/Enc/HumanCapital.html)


I curatori: Alan Burton-Jones: Docente presso le università New South Wales, Griffit e Bond è fondatore della Burton-Jones & Associates, società di consulenza australiana.  J.-C. Spender: Ha insegnato alla City University of London, alla York University di Toronto, alla UCLA e alla Rutgers University. Ha poi diretto la School of Business and Technology del SUNY/FIT.  Attualmente svolge attività come consulente. E’ stato visiting professor presso Lund University, ESADE, Cranfield University, Leeds Universiy, Open University.


Gli autori: Soon Ang (Nanyang Business School); Margaret Mendenhall Blair (Vanderbilt University); Rocio Bonet (IE Business School); Peter Boxal (University of Auckland); Rhet Brymer (Mays Business School); Alan Burton-Jones (Bond University); Andrew Barton-Jones (Sauder School of Business); Peter Cappelli (Wharton School of Business); Thomas Clarke (Sidney University of Technology); Russ Coff (Emory University); Nicolai J.Foss (Copenhagen Business School); Robert Grant (Università Bocconi); James Guthrie (Università di Bologna); Monika Hamori (IE Business School); James C.Hayton (Newcastle University Business School); Michael Hitt (Texas A&M University); Thomas Kochan (MIT Sloan School of Management); Jeroen Kraaijenbrink (University of Twente); Robin Kramar (Macquaire University); David Lepak ( Rutgers University); Peter Lewin (University of Texas at Dallas); Adam Seth Litwin (Johns Hopkins University); Brian Loasby (University of Stirling); Vijaya Murthy (University of Sidney); Janine Nahapiet (University of Oxford); Kok-Yee Ng (Nanyang Technological University); Ikujiro Nonaka (Hitotsubashi University); David O’Donnel (Capital Research Institute, Ireland); Sean O’Riain (National University of Ireland); Vesa Peltokorpi (HEC School of Management); Mario Sciijven (Texas A&M University); Peter D.Sherer (Haskayne School of Business, University of Calgary); Juani Sward (WERC, Work & Employment Research Centre); Riki Takeuki (Hong Kong University of Science & Technology); Mei Ling Tan (Nanyang Business School); David Teece (Hass School of Business); Ryoko Toyama (Chuo University, Tokio); Jacqueline Vischer (Université de Montréal); Georg von Krogh (ETH Zurich); Martin W.Wallin (ETH, Zurich).


Indice del volume:


Part I – The Nature on the Notion of “Human Capital” (1. An economic perspective on the notion; 2. A social perspective: exploring the links between human capital and social capital; 3. Global culture capital and cosmopolitan human capital: the effects of global mindset and organizational routines on cultural intelligence and international experience; 4. Cognition and human capital: the dynamic interrelationship between knowledge and behavior; 5. A capital-based approach to the firm: reflections on the nature and scope of the concept of capital and its extension to intangibles)


Part II – Human Capital and the Firm (6. Human capital and transaction cost economics; 7. Human capital and agency theory; 8. Human capital in the resource-based view; 9. Human capital, entrepreneurship, and the theory of the firm; 10. The firm, human capital, and knowledge creation)


Part III – Human Capital and Organizational Effectiveness (11. Human capital, HR strategy and organizational effectiveness; 12. How organizations obtains the human capital they need; 13. Aligning human capital with organizational needs; 14. Maximizing value from human capital; 15. Accounting for human capital and organizational effectiveness)


Part IV – Human Capital Interdependencies (16. Interdependencies between people in organizations; 17. Understanding interdependencies between human capital and structural capital: some directions from Kantian Pragmatism; 18. The distributed and dynamic dimensions; 19. Human capital and the organization-accomodation relationship; 20. Interdependencies between people and information systems in organizations)


Part V – Human Capital in the Future Economy (21. Human capital, capabilities, and the firm: literati, numerate and entrepreneurs in the Twenty-First-Century enterprise; 22. Looking to the future: bringing organizations deeper into the human capital theory; 23. Human capital formation regimes: states, markets and human capital in an era of globalization; 24. Human capital in the developing countries: the significance of the asian experience; 25. The future of the human capital: an employment relations perspective)


Titolo: The Oxford Handbook of Human Capital


Curatori: Alan Burton-Jones, J.C.Spender


Casa editrice: Oxford University Press, Oxford, UK


Anno: 2011


N.Pagine 688


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