Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis, «conoscenza». Volendo darne una definizione approssimativa, la gnosi può essere considerata come la dottrina della salvezza tramite la conoscenza; ovvero, arrivare al sapere tramite una conoscenza quasi intuitiva dei misteri dell´universo. Gli gnostici erano considerati come “persone che sapevano”, e solo il fatto di sapere, li poneva in una classe di livello superiore.
Questa dottrina, ha fatto propri con il passare del tempo, molti assunti di altre religioni e correnti di pensiero.
Non è una ricerca intellettuale o un’accettazione passiva di concetti e dogmi, ma questa corrente filosofica e mistica ha la convinzione che, attraverso la sperimentazione personale delle Leggi Cosmiche, si arrivi alla perfetta conoscenza di sé.
Il metodo che contraddistingue la Gnosi è la sperimentazione o conoscenza oggettiva delle cose. Lo studio parte dall’universo, ovvero tutto quello che esiste, attraverso la meditazione e il risveglio della coscienza per comprendere ed osservare i meccanismi che regolano la “creazione” e i fenomeni in generale.
La Gnosi fornisce il metodo e gli strumenti di lavoro che permettono a tutti gli individui di conoscere se stessi e di sviluppare il potenziale divino che alberga in ogni essere umano. Uno degli assunti più importanti è:
”Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’Universo e gli Dei che in esso dimorano”.
L’obiettivo ultimo della Gnosi è formare uomini e donne “vere”.
La Gnosi parte dal presupposto che l’essere umano è pieno di infinite contraddizioni psicologiche.
Solo attraverso un percorso di auto-osservazione, si arriva alla conoscenza di sé.
Ogni volta che ci troviamo ad affrontare i nostri problemi, i difetti, i lati oscuri del nostro carattere, ci sembra di essere il protagonista di un film che recita in continuazione lo stesso spezzone.
I difetti dell’anima, che contraddistinguono in maniera più o meno evidente ogni persona, tendono ad estrinsecare lati diversi del carattere, facendo sì che, ogni volta, appariamo all’esterno come persone diverse.
Non c’è modo di porre un freno al ripetersi degli errori, nonostante tutte le volte ci ripromettiamo di fare in modo diverso, “urliamo al mondo” che sarà l’ultima volta che compiamo questa azione, giuriamo che in futuro faremo meglio.
Ma inevitabilmente ricadiamo in fallo.
Allora, come porre rimedio?
Innanzitutto dobbiamo porci un obiettivo: il cambiamento.
Dobbiamo compiere un’analisi introspettiva di noi stessi, per capire l’origine dei nostri atteggiamenti sbagliati e delle motivazioni a compiere delle scelte, ripetutamente, sbagliate.
Già gli antichi Greci utilizzavano il motto “Conosci te stesso”, frase lapidaria che sta ad indicare la presa di coscienza di sé.
Quindi se decidiamo di intraprendere questo cammino, lo si deve fare con serietà, senza rimandare e senza addurre scuse false che giustifichino i nostri comportamenti.
Il percorso non sarà semplice, né breve e tanto meno privo di sofferenza; ma quando diventiamo consapevoli di continuare scientemente a compiere le stesse azioni nel tempo, che si rivelano,poi, fallaci è bene eliminare la sofferenza che queste comportano e muovere un passo verso il cambiamento.
Prendendo sempre spunto dalla saggezza antica:“Cambia la natura, e troverai quello che cerchi!” dobbiamo essere in grado di combattere i nostri “mostri” e apprezzare giorno dopo giorno, i benefici che questo apporta, ovvero la riflessione sulle conseguenze che le nostre scelte comportano.