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Una piuma volteggia nell´aria e percorre lo schermo danzando sullo sventolio della brezza lieve di una giornata primaverile. La piuma disegna arabeschi che incantano lo spettatore.

Il tragitto della piuma finisce proprio tra le scarpe sporche di fango di Forrest Gump, il “differentemente abile” che mi ha incantato per due ore davanti allo schermo, facendomi piangere alcune delle lacrime che non avevo ancora pianto (Gino Paoli).

Ecco la prima perla di questo film sulla diversità: ciò che per noi cosiddetti “normodotati” è quasi immondizia (la piuma è caduta in terra e quindi per l´occidentale igienista è sporca..), per Forrest è un oggetto – si direbbe un segno – da raccogliere e custodire gelosamente!

Che meraviglioso atteggiamento nei confronti della vita: cogliere ogni piuma e farne tesoro!

La piuma poi ha un significato molto forte in molte tradizioni; in quella egizia, per esempio, Osiride pesa i cuori utilizzando come misura una piuma (se il cuore del trapassato pesa più della piuma gli è precluso il passaggio alla landa fertile e ricca di messi..).

Nel caso di Forrest va però rilevato che quella piuma ha un significato particolare: è la piuma che il protagonista raccoglie il giorno in cui finalmente rivedrà Jenny, la sua amata Jenny!

I 3/4 della pellicola sono, infatti, dedicati al racconto che Forrest fa della sua incredibile vita a persone incontrate per caso su una panchina (che probabilmente gli consente di sostenere l´emozione di essere a pochi passi dalla sua Jenny!), mentre il resto della pellicola è dedicata agli sviluppi di quell´incontro.

Vale la pena soffermarsi sull´eccellenza che Tom Hanks raggiunge nell´interpretare Forrest Gump: per tutto quanto il film ho avuto la sensazione di avere dinnanzi a me proprio il personaggio “Forrest Gump” e mai l´arcinoto attore americano!

Vorrei anche soffermarmi qualche attimo sulla capacità che hanno questi individui di relazionarsi con le persone. Chi ha avuto il privilegio di vederli all´opera nella cosiddetta vita reale, sarà certamente rimasto meravigliato dinnanzi alle loro capacità di comunicare.

E il film scorre infatti tra vita reale e illusione, il tutto scandito dal ritmo della lettura degli eventi che Forrest fornisce, che spesso mettono in ridicolo il modo di pensare di noi occidentali. Durante la visione della pellicola più di una volta viene da chiedersi chi siano i veri “disabili”..

“La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita!”: una filosofia semplice ma forte quella che la madre di Forrest aveva cercato di condividere con il figlio. “Ricordati quello che ti ho detto Forrest: tu non sei diverso dagli altri!”.

La scena successiva è però implacabile: il preside della scuola sta dicendo alla donna (proprio mentre Forrest ascolta un poco più in la), “Il suo ragazzo è diverso.. il suo Q.I. è di 75” (e carinamente mostra alla donna uno dei grafici che, in altre vesti, resistono ancora oggi nella psicologia “moderna”).

“Certi fatti te li ricordi bene.. altri invece per niente.. strano!” continua Forrest tra un racconto e l´altro. “Una cosa me la ricordo bene però (…) mi ricordo la prima volta che ho sentito la voce più dolce al mondo!” (la voce di Jenny, il primo giorno di scuola, sul pullman della scuola).

Forrest passa molto tempo con Jenny, una bellissima bambina che deve sopportare una diversità che ha ben altre connotazioni: il padre abusa di lei finché non viene affidata alla nonna.

La dolce Jenny aveva gridato a Forrest “corri Forrest.. corri!” quando i bulli della scuola si divertivano ad importunare Forrest come si fa con lo scemo del villaggio, ruolo che è toccato anche al nostro Roberto Benigni prima di essere premiato con la famosa statuetta per il suo “La vita è bella”!

E Forrest aveva iniziato a correre, frantumando l´apparecchio correttivo per le gambe insieme ad una decina di record di velocità alla Contea di Greenbow in Alabama.

Forrest e Jenny crescono e a crescere sono anche i disagi espressi da Jenny, che tende ad instaurare legami sessuali con partner che hanno la caratteristica di essere violenti come lo era il padre incestuoso. La donna cerca in ogni modo di vivere una vita “normale”, ma dalle immagini si comprende bene che in certi casi – come dice Lucio Dalla – la cosa eccezionale è essere normali (droga, sesso e rock´n´roll).

Jenny si relaziona utilizzando la sessualità anche con Forrest: una volta al college femminile prende la mano di Forrest e la posa sul suo seno (Forrest ha un´emozione-erezione fortissima ed eiacula). Sono le prime esperienze di Forrest ed è importante che le immagini mostrino anche questo: qualcuno ancora si scandalizza al pensiero che anche i differentemente abili possano avere la loro sessualità!

Forrest viene preso tra i Marines. E´ divertente vedere quanto il suo Q.I. di 75 venga acclamato tra i leader militari: “Figliolo sono sicuro che hai un fottutissimo Q.I. di 160!”. “Sì, signore, signorsì, signore”: Forrest risponde sempre allo stesso modo, fa quello che gli dicono di fare e fa carriera!

E´ una bella parodia del mondo militare: qualcuno disse che il concetto di “intelligenza militare” era una contraddizione in termini.. Ma tant´è: ancora oggi nel 2006 non siamo ancora riusciti a liberarci della violenza più importante, che è quella esercitata sui cuccioli d´uomo, tra le mura domestiche..

Forrest parte per il Vietnam insieme all´amico Bubba, l´esperto di gamberi con il quale aveva legato durante la preparazione militare. Bubba è un nero non molto sveglio e tiene sempre mezzo aperto il labbro inferiore: questo fa di Bubba un tipo sufficientemente diverso dal “normale” da essere tra i potenziali amici di Forrest!

Ogni personaggio di questo film ha qualcosa da insegnarci. In Vietnam, per esempio, Forrest conosce un altro personaggio interessante: il tenente Dan.

Il tenente Dan ha una storia familiare piena di militari morti sul campo di combattimento. Questo fatto ci fa riflettere sui condizionamenti familiari, su quanto si venga plasmati nel primo ambiente nel quale “atterriamo” appena giunti qua sulla terra (e per giunta senza libretto delle istruzioni!).

Bubba propone a Forrest di mettersi in società una volta tornati indietro: una barca per la pesca dei tanto ambiti gamberi! Ma Bubba non ce la fa: muore durante un attacco dopo che Forrest è stato ferito nell´atto di salvare alcuni commilitoni, tra cui il tenente Dan, che si arrabbia molto per essere stato salvato: lui doveva morire sul campo come i suoi avi, con valore! Quello era (secondo lui) il suo destino!

L´atto eroico di Forrest gli vale la medaglia al valore: questo fa arrabbiare ancora di più il tenente Dan, che adesso non avendo più gran parte delle sue gambe ed essendo un ex-combattente si trova ai margini della società normale, alla mercee dei giudizi e dei pre-giudizi sociali.

Il tenente Dan va a trovare Forrest: non accetta che la vita abbia ridotto lui in quelle condizioni e che Forrest, “un idiota che va a fare il cretino in televisione”, abbia ricevuto invece la medaglia al valore!”Ero il tenente Dan Taylor.. avevo il mio destino!”

Il tenente Dan è arrabbiato anche con Dio: “tu l´hai già trovato Gesù Gump?”. Forrest risponde con la forza e la spontaneità di un Buddha: “dovevo cercarlo? Non lo sapevo, signore (…) io ci vado in paradiso tenente Dan!”.

Forrest e il tenente Dan trascorrono insieme l´ultimo dell´anno. Forrest gli racconta della promessa fatta a Bubba (comprare una barca per la pesca dei gamberi) e il tenente Dan ci scherza su: “se un giorno sarai il capitano di un barca per gamberi io sarò il tuo primo ufficiale di bordo!”.

E così sia: Forrest viene congedato dall´esercito e tornato a casa prende 25.000 dollari per uno spot pubblicitario sul ping-pong (nell´esercito era diventato un asso del ping-pong!). Con quei denari ci acquista una barca per la pesca dei gamberi e invita il tenente Dan a stare da lui! Il tenente Dan prende l´occasione per venir via da New York e va a stare da Forrest (una promessa è una promessa!).

Ma Forrest non riesce a pescare i gamberi: “dov´è questo tuo Dio (Forrest)?”. Fa cattivo tempo al largo e il tenente Dan coglie l´occasione per drammatizzare la sua battaglia con Dio. La battaglia è epocale e si sprigionano forze naturali potentissime: soltanto la barca per la pesca dei gamberi di Forrest e del tenente Dan riesce a non essere distrutta dalla furia degli elementi.

Adesso i due non hanno più concorrenza e tutti i giorni fanno il pieno di gamberi! Un caso o un segno? Fatto sta che sembra proprio che i due siano protetti da una buona stella: probabilmente entrambi si sono lasciati trasportare dalla corrente della vita, non senza lottare e soprattutto andando fino in fondo!
Andare fino in fondo consente a Forrest e al tenente Dan di ottenere il premio ambito: gli affari vanno a gonfie vele e anche l´umore del tenente Dan sembra risentirne: “Forrest.. non ti ho mai ringraziato per avermi salvato la vita..”. Il tenente Dan sembra aver fatto pace col suo Dio.

La madre di Forrest si ammala: “sto morendo Forrest..”. “Perché muori mamma?”. “E´ la mia ora.. non devi avere paura.. la morte fa solo parte della vita.. io non lo sapevo ma ero destinata a diventare la tua mamma..”. La madre di Forrest è molto dolce. Si ha la sensazione che stia morendo una donna realizzata, che è riuscita a trasformare una vita “in salita” in un bellissimo giglio.

Jenny torna a Greenbow. Dorme, dorme, dorme e poi passeggia con Forrest. Amoreggiano molto i due (proprio come quando erano piccoli). Forrest non aveva mai avuto dubbi: Jenny era la sua ragazza!

“Vuoi sposarmi? Sarei un buon marito..”. “E´ meglio che non ti sposi..” (il passato pesa su Jenny come un macigno). “Non sono intelligente ma so l´amore cosa significa!”: con queste parole Forrest risponde a ciò che Jenny gli aveva detto prima che lui partisse per il Vietnam (“Forrest.. tu l´amore non sai cosa significa!”).

Poi la notte Jenny va nel letto di Forrest: “certo che ti amo”. Forrest realizza il sogno di essere in tutto e per tutto il fidanzato di Jenny. Al risveglio però il sogno è finito: Jenny se n´è andata un´altra volta.

Adesso Forrest è di nuovo solo. Jenny quando era piccolo gli aveva detto di correre e questo lo aveva aiutato in molte situazioni difficili. Poi la donna aveva regalato a Forrest un paio di scarpe da ginnastica. Nella logica di Forrest a questo punto l´unica cosa da fare era correre!

E infatti inizia a correre. Percorre tutti gli Stati Uniti d´America il lungo e in largo e diventa una celebrità: “quando ero stanco, dormivo.. quando avevo fame, mangiavo..”. Mentre corre pensa ai suoi cari: alla mamma, a Bubba, al tenente Dan e soprattutto alla sua Jenny.

Tutti pensano che Forrest corra per qualche motivo (diventa una celebrità) e quando si ferma tutti quanti vanno in crisi esistenziale: “e noi adesso che cosa facciamo?”. E´ un´ottima presa di giro del funzionamento della psiche dell´individuo, del gruppo e della collettività.

Si passa dal film raccontato al film vissuto: Forrest arriva (di corsa) a casa di Jenny. La donna si scusa per il fatto di essere fuggita in quel modo (mostra a Forrest i ritagli di giornale che narravano delle sue gesta). Una donna intanto conduce nell´appartamento un bimbo.

“Si chiama Forrest.. gli ho dato il nome di suo padre!”. Forrest non capisce, ma quando Jenny gli spiega che il bimbo è anche figlio suo, l´uomo rimane sconvolto (teme che il bimbo sia “abnormal” come lui!). Jenny lo rassicura: il piccolo Forrest invece è intelligente, molto intelligente!

“Forrest sono malata”. “Cos´hai? La tosse da raffreddore?”: Forrest cerca di minimizzare, ma dalle parole di Jenny si comprende che non si tratta di un raffreddore.. “Mi sposeresti Forrest?”.

Forrest non se lo lascia certo ripetere due volte! Al matrimonio viene anche il tenente Dan, che adesso ha “le gambe magiche” (protesi al titanio) e una nuova fidanzata orientale.

Poi la scena si ripete: dopo un breve periodo di serenità per Forrest, Jenny e il piccolo “Forrestino”, sullo stesso letto sul quale era morta la madre adesso c´è Jenny. “Avevi paura in Vietnam?” e Forrest racconta le sue avventure, la natura contemplata (adesso è di nuovo il Buddha che parla!).

Jenny continua: “avrei tanto voluto essere lì con te..”. Forrest è incantevole quando dice: “tu c´eri!”. A queste parole Jenny risponde con uno dei “io ti amo” più belli della storia del cinema! E´ uno dei più belli perché si conosce il dolore di questa donna, della sua vita spezzata da un padre che lui sì, era da spezzare in almeno due pezzi.. Probabilmente è la prima volta che Jenny ama davvero e sente di essere amata per i sentimenti che prova e non per altri motivi..

E Jenny muore di sabato (la madre era morta di mercoledì). Forrest piange le sue lacrime davanti alla tomba di Jenny ed esprime un bel monologo: destino o brezza? Cosa è che ci fa vivere quei precisi eventi? Dio? Il caso-caos? Forrest: “Io credo le due cose nello stesso momento”.

Poi la vita riprende. C´è da prendersi cura del piccolo Forrest adesso! Forrest accompagna il piccolo Forrest alla fermata dello scuola-bus. Da al bimbo il suo libro preferito e da esso cade (di nuovo tra i piedi di Forrest) la stessa piuma che abbiamo visto all´inizio del film. Il cerchio si chiude (per adesso!).

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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