Salute

Farmacopea Interiore

Quasi tutti gli uomini muoiono dei loro rimedi, non delle loro malattie. Molière, Il malato immaginario
La psiche è un’arma a doppio taglio: curativa da un lato e induttiva di patologia dall’altro.
Lo stress può essere considerato il prototipo di tale dicotomia. Abitualmente si è soliti fornire lo stress di una connotazione negativa ma gli studi scientifici confermano che una minima quota di stress è positiva per la nostra salute, inducendo un incremento della vigilanza e preparando le persone ad una miglior gestione degli eventi negativi.
E’ indubbio che la valutazione positiva o negativa di un evento sia soggettiva. Uno studente può approcciarsi ad un esame in modo diverso presentandosi tranquillo e sicuro o al contrario agitato ed intimorito. Dipende ovviamente dal contesto, dalla personalità e dal significato di quell’esame. Certo esistono eventi generalmente ritenuti fonti di stress universali come le guerre (Freud coniò il termine di nevrosi da guerra, sganciandola dal concetto di conflitto psico-sessuale non risolto), le calamità naturali, il lutto. La soggettività non deve però far pensare che il meccanismo all’origine dello stress sia esclusivamente di natura psicologica. A priori non esistono meccanismi che bypassano il sistema nervoso centrale.
Il significato di un evento è comunque dipendente dall’esperienza pregressa. Ciò si evince in particolare nel Disturbo Postraumatico da Stress. Quando un evento negativo si prolunga nel tempo sappiamo che si attiva la cascata che porta alla secrezione di glicocorticoidi notoriamente ormoni che deprimono il sistema immunitario. Il binomio depressione-cancro è scientificamente provato e descritto in numerose ed autorevoli riviste del settore. L’effetto negativo dello stress si estende anche ad altre patologie: il tempo di guarigione delle ferite chirurgiche, le malattie autoimmuni, le infezioni. Non dimentichiamo il peggioramento della qualità della vita con danni alla memoria (per effetto dei glicocorticoidi sull’ippocampo), anoressia, insonnia, irritabilità, e le conseguenti problematiche familiari e lavorative. In sostanza lo stress rischia di alienare la persona dal proprio contesto ambientale. Di fronte ai sintomi descritti la tentazione di ricorrere ad una farmacoterapia è diffusa in ambito medico.
Il ricorso al farmaco è figlio della cultura attuale che tenta di porre rimedio alle sofferenze in modo rapido ed efficace senza pensare che in tal modo si creano aspettative di cura spesso irraggiungibili. Al contrario dovremmo cominciare sin dalla nascita a prevenire lo stress. Le ricerche documentano come l’emisfero cerebrale destro sia dominante per il riconoscimento del viso materno e per l’elaborazione delle informazioni emozionali e sensoriali. L’emisfero destro prepara il bambino a reagire agli eventi stressanti attraverso la connessione con il sistema nervoso autonomo e la modulazione della secrezione di glicocorticoidi. Ne consegue che gli scambi affettivi madre/bambino, come le carezze o i massaggi ecc. stimolando la secrezione di ossitocina producono piacere e rilassamento determinando nel contempo una ridotta produzione di glicocorticoidi. Accudire con amore ed affetto un bambino significa, al di la di altre considerazioni etico/morali, predisporlo ad una maggiore capacità futura di reagire agli eventi negativi della vita. Sottoporsi a programmi che insegnano tecniche per gestire lo stress migliora sia la risposta terapeutica ai tumori che la sopravvivenza. Attività fisica, alimentazione, relazioni con gli altri sono altri aspetti del nostro repertorio farmaceutico interno.
E’ un repertorio gratuito, esente dal ticket ma che il più delle volte viene sottovalutato se non ignorato per sminuirne la valenza terapeutica. E’ altresì vero che già da neonati siamo imbottiti di farmaci da parte di genitori ansiosi ed iperprotettivi: così si somministrano antitussigeni, blandi ipnotici, anticoliche ecc. ecc. Con tale repertorio è indubbio che crescendo si apprenda l’affidarsi al farmaco quale soluzione magica ai problemi di salute. E’ la pedagogia della dipendenza, psicofarmaci in testa, ed un incentivo alla produzione di farmaci inutili. E’ innegabile che, qualora necessario, il farmaco sia uno strumento importante nelle mani del medico ma è altrettanto vero che una seduta di meditazione ad esempio funga da sedativo senza effetti collaterali. Già, dimenticavo che non ne abbiamo il tempo dovendo garantire efficacia, efficienza senza spreco di tempo e risorse. Tutto e subito.
La salute è però un bene prezioso che non è sempre monetizzabile in termini di tempo e risorse. La salute implica un percorso pedagogico personale che deve iniziare sin dalla nascita. Necessita nel tempo di una riflessione personale, della presa di coscienza che si deve essere protagonisti del proprio benessere. Il paradosso di oggi è che molti pazienti veri non riescono ad accedere alle necessarie terapie mentre si producono farmaci per persone sane.

Immagine di Luciano Berti

Luciano Berti