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Claustrofobia: una panoramica generale su questa paura degli spazi chiusi

La claustrofobia è una condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo: si tratta della paura degli spazi chiusi e può provocare serie difficoltà nel gestire situazioni quotidiane normalmente considerate innocue come prendere l’ascensore, salire su un aereo o entrare in un cinema; questa sensazione d’ansia, più nello specifico, si manifesta nell’individuo quando percepisce la presenza di muri, soffitti e porte limitanti.

In questo articolo, esamineremo le cause, i sintomi e i trattamenti più comuni (tra cui abbiamo anche il percorso da intraprendere con uno psicologo online) per la cura della claustrofobia: attraverso informazioni accurate ed obiettive fornite da specialisti del settore offriremo strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza questa fobia così diffusa.

Le cause della claustrofobia

Le cause della claustrofobia possono essere molteplici: qualsiasi esperienza, infatti, può essere causa di claustrofobia, come ad esempio un malinteso nel quale a una persona è stata limitata la libertà.

  • Nei casi più particolari, questa fobia può anche essere drasticamente legata ad un vero sequestro o alla perdita temporanea di coscienza confinati in uno spazio chiuso.
  • Un’altra possibile causa della claustrofobia è la formazione di errori cognitivi: la paura potrebbe sorgere, infatti, se a una persona è stato insegnato che gli spazi ristretti sono pericolosi o se i valori familiari o i pregiudizi sono stati proiettati verso loro. Un’esperienza personale può, quindi, innescare delle pulsioni irrazionali che suscitano la paura per gli spazi chiusi, come il panico o la difficoltà a respirare dato il ridotto sistema respiratorio.
  • La paura, infine, potrebbe anche provenire da un’incapacità di controllare l’ambiente circostante e il sentimento di vulnerabilità che accompagna l’ottundimento dei sensi quando si è costretti in contesti circoscritti o male illuminati.

I sintomi della claustrofobia

I sintomi della claustrofobia possono variare da persona a persona, anche a seconda del grado di ansia e paura che provano verso gli spazi chiusi. Nella maggior parte dei casi i sintomi includono un intenso livello di ansia, di angoscia, di respiro affannoso, di sensazione di soffocamento, di tensione muscolare, di tremore e di accelerazione del battito cardiaco quando si rimane in uno spazio chiuso; in altri casi si possono provare nausea, brividi e sintomi semi-psicotici, come ad esempio la convinzione di perdere il controllo o di impazzire completamente; altri ancora possono avere attacchi di panico derivanti dalla sensazione di sentirsi intrappolati.

Inoltre, alcune persone possono sperimentare angoscia anche solo quando pensano a trovarsi in una situazione che potrebbe soffocare in uno spazio chiuso o provare attacchi di panico saltuariamente al solo pensiero di dover affrontare una situazione di questo genere.

Il trattamento per la claustrofobia

Il trattamento per la claustrofobia può variare da persona a persona e, allo stesso modo dei sintomi, dipende dalla gravità della fobia.

Se la claustrofobia è lieve, può essere affrontata con tecniche di gestione dello stress, come la meditazione, il training autogeno, le tecniche di distrazione e la respirazione profonda: praticare tecniche di rilassamento può aiutare a calmare le emozioni negative che possono sorgere in situazioni claustrofobiche. Se, invece, la claustrofobia è più grave, può essere trattata con una psicoterapia cognitivo-comportamentale: questa terapia mira a cambiare i pensieri che portano all’ansia claustrofobica e stimolano un corretto modo di pensare, che sostituisca il pensiero irrazionale o catastrofico; inoltre, la terapia cognitiva può aiutare le persone ad adattarsi ad esposizioni graduali e terapeutiche a situazioni che in precedenza si erano evitate.

Infine, alcune persone affette da claustrofobia possono ricorrere all’uso di farmaci su prescrizione medica per alleviare le sensazioni di ansia associate a spazi chiusi e a situazioni che provocano questa sensazione di disagio. Questo tipo di trattamento, tuttavia, deve essere sempre prescritto da un medico o da uno psichiatra per evitare effetti collaterali indesiderati.

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