Psicologia Clinica e Psicopatologia

I malati di shopping

Comprare per sentirsi meglio è comune, e nella grande maggioranza dei casi non è un problema. Esiste però un quadro clinico riconoscibile, e il criterio che lo distingue non è quanto si spende. Articolo divulgativo, non consente ne sostituisce una diagnosi. In presenza di debiti e sofferenza persistente e utile rivolgersi a un professionista e […]

I malati di shopping
Comprare per sentirsi meglio è comune, e nella grande maggioranza dei casi non è un problema. Esiste però un quadro clinico riconoscibile, e il criterio che lo distingue non è quanto si spende.
Articolo divulgativo, non consente ne sostituisce una diagnosi. In presenza di debiti e sofferenza persistente e utile rivolgersi a un professionista e a un supporto competente per la gestione del debito. Emergenze: 112.

Di cosa si parla

Il quadro descritto in letteratura come acquisto compulsivo comprende un impulso ricorrente e difficile da controllare, una fase di tensione crescente, l’acquisto, un sollievo immediato, e successivamente colpa o vergogna.

Va precisato lo statuto: non è una diagnosi presente nei principali manuali. È un quadro descritto e studiato, non una categoria riconosciuta, e questo va detto contro il proliferare di etichette.

Gli elementi che lo caratterizzano non riguardano il denaro: sono la perdita di controllo, la ripetizione nonostante le conseguenze, l’occultamento, e il fatto che il valore stia nell’atto dell’acquisto più che nell’oggetto, che spesso resta inutilizzato.

Va aggiunto ciò che i dati indicano sulla funzione: nella maggior parte dei casi l’acquisto serve a regolare uno stato emotivo (noia, tristezza, tensione, solitudine) e la compresenza con disturbi dell’umore, d’ansia e alimentari è frequente.

Cosa lo rende più probabile oggi

Alcuni elementi dell’ambiente digitale agiscono direttamente sui meccanismi noti.

La disponibilità continua, senza orari né spostamenti né testimoni.

L’astrazione del pagamento: pagamenti salvati, acquisto in un tocco, dilazioni. La percezione della spesa si riduce quando il denaro non è visibile, ed è un effetto misurato.

La scarsità costruita: conti alla rovescia, disponibilità limitata, offerte a tempo, che aumentano l’urgenza e riducono la valutazione.

La personalizzazione, che ripropone ciò su cui si è già esitato.

E i meccanismi di ricompensa aleatoria presenti in alcuni prodotti (acquisti con esito casuale) che condividono la struttura del gioco d’azzardo e sono associati a spesa problematica.

Cosa aiuta

  • Reintrodurre attrito: rimuovere i metodi di pagamento salvati, disattivare l’acquisto rapido, imporsi un intervallo fra decisione e conferma.
  • Rendere il denaro visibile: un budget separato, il contante per alcune spese, la verifica settimanale.
  • Ridurre l’esposizione: notifiche disattivate, disiscrizione dalle comunicazioni promozionali, applicazioni rimosse dalla schermata iniziale. Agire sull’ambiente funziona meglio della forza di volontà.
  • Identificare gli stati che precedono l’acquisto: se la funzione è regolare un’emozione, servono alternative per quell’emozione.
  • Affrontare i debiti con supporto competente, perché sono ciò che alimenta la vergogna e l’occultamento, e l’occultamento mantiene il ciclo.
  • E chiedere aiuto professionale se il comportamento persiste: gli approcci cognitivo-comportamentali hanno qualche evidenza su questo quadro.

Un’ultima precisazione sul lessico: definire qualcuno «malato di shopping» in senso ironico è una delle ragioni per cui chi ha davvero un problema non ne parla. La condizione comporta vergogna elevata, e la vergogna è il principale ostacolo alla richiesta di aiuto.

Domande frequenti

L’acquisto compulsivo e una diagnosi?

No: e un quadro descritto e studiato, ma non una categoria presente nei principali manuali diagnostici.

Il criterio e quanto si spende?

No: contano la perdita di controllo, la ripetizione nonostante le conseguenze, l’occultamento e il fatto che il valore stia nell’atto piu che nell’oggetto.

Perche l’ambiente digitale peggiora le cose?

Per disponibilita continua, astrazione del pagamento, scarsita costruita, personalizzazione e meccanismi di ricompensa aleatoria.

Cosa funziona?

Reintrodurre attrito, rendere visibile il denaro, ridurre l’esposizione promozionale, individuare gli stati che precedono l’acquisto e affrontare i debiti con supporto.

L’acquisto compulsivo non e una diagnosi riconosciuta ma un quadro descritto, e il criterio non e la spesa: sono perdita di controllo, ripetizione e occultamento. Nella maggior parte dei casi serve a regolare uno stato emotivo. L’ambiente digitale agisce sui meccanismi noti con disponibilita, astrazione del pagamento e scarsita costruita. E cio che funziona e reintrodurre attrito, non aumentare la volonta.
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