Psicologia del Lavoro e Organizzazioni
“Il sogno è un obiettivo senza scadenza” Un obiettivo formulato correttamente o “ben formato” risponde a determinati criteri che, se rispettati, fanno aumentare le probabilità di raggiungere l’obiettivo stesso. Innanzitutto definite genericamente il vostro obiettivo e poi esaminate i seguenti punti. L’obiettivo che vi siete prefissi è formulato specificamente e positivamente? La negazione non esiste […]
Psicologia del Lavoro e Organizzazioni
Grande clamore per la sentenza del Tribunale di Milano del 2009 nella quale viene condannato un counsellor per abuso della professione in concorso con uno psicologo. L’ordine degli psicologi della Lombardia ha pubblicato un comunicato stampa dove afferma che la sentenza è la “prima del genere” e dove riporta alcuni passaggi fondamentali dando risalto ad […]
Psicologia del Lavoro e Organizzazioni
Quando si parla, o anche solo si nomina il Pensiero Positivo, a tutti noi vengono in mente immagini zen, un retaggio hippy o quantomeno domande del tipo “ma cos’è questo Pensiero Positivo? E come fai ad utilizzarlo anche nelle aziende, a me sembra una roba new age…”. Immaginate che la nostra mente sia un iceberg. […]
Eventi
Un metodo efficace per stare bene con se stessi e lavorare meglio. Peiffer Foundation Accademy organizza dei corsi di Gestione dello stress, tenuti da counsellor diplomati alla Peiffer Foundation Accademy di Londra, accreditata al NCP (The National Council of Psychotherapists) ed al CNCP (Coordinamento Nazionale Counsel- lor Professionisti). Lo stress di tipo acuto è quello che […]
Psicologia del Lavoro e Organizzazioni
L’accesso ad internet e l’uso delle email è ormai di uso corrente dal 2000, un decennio. Ci si aspetterebbe, almeno da coloro che hanno la pretesa di usare la tecnologia come strumento di lavoro, che fossero rispettate le regole minime di “virtualcortesia”. E invece no… Per le feste si tocca l’apice della volgarità informatica: fioccano […]
Psicologia del Lavoro e Organizzazioni
Il modello, matrice o finestra di Johari prende il nome da un gioco di parole ottenuto mescolando alcune parti dei nomi di battesimo di Joseph Luft e Harry Ingham, ricercatori dell’università della California che negli anni ‘60 strutturarono questo modello per studiare le interazioni sociali.
La matrice non serve tanto per misurare la personalità, quanto per offrire uno strumento capace di rilevare come la personalità viene espressa, osservando quindi il rapporto tra noi e gli altri.