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Adolescenti e Smartphone: Uso sconsiderato ed Effetti negativi

Breve Estratto

Sempre più giovani iniziano il loro approccio al mondo virtuale in un’età ancora troppo ingenua per poter affrontare la sfera di internet con una certa sfrontatezza ed esperienza. Gli effetti negativi che ne derivano da un uso spropositato di questi strumenti sono molteplici e di diversa natura.
Partendo da quelli legati alla salute si possono citare alcuni danni gravi e irreversibili, come per esempio il rischio di tumori del sistema nervoso, i danni alla vista, il disturbo del sonno, il rischio di riduzione della produzione del 30% dello sperma (per l’uomo), etc.
In aggiunta a questi effetti negativi, si possono riscontrare delle vere e proprie dipendenze da cellulare, fenomeno noto anche come “telefonino-dipendenza”, “cellularomania”, “cellulare-addiction” o “keichu” come è stato definito in Cina. Questa malattia, oltre alla quantità di tempo che le persone dedicano all’uso del cellulare, si manifesta anche quando le persone presentano alcuni dei seguenti atteggiamenti o disturbi: vertigini, stato confusionale, emicrania, massima affettività verso il cellulare, visione del telefono come principale mezzo per comunicare con le persone, ansia (o stati di panico) quando lo strumento telefonico non ha batteria (o si rompe), incapacità di avere dei momenti di assenza di comunicazione virtuale con qualcuno, giustificazione dell’uso esagerato dello strumento, mantenere il telefono acceso anche di notte, etc. Questa sindrome si è andata a sviluppare di pari passo alle tecnologie che si andavano a perfezionare sempre di più, concedendo ai fruitori di tali strumenti usi e soluzioni sempre più favorevoli per la vita di tutti i giorni.
Nato come strumento d’elite, posseduto solo da alcune persone benestanti, il cellulare è divenuto presto un mezzo di comunicazione accessibile a tutti e utilizzato da ogni persona, di ogni sesso, appartenente a ogni stato sociale. Ha cominciato a prendere un posto importante nella vita delle persone quando ha dato modo di favorire la comunicazione tra le persone e quindi di avvicinarle nonostante la distanza fisica. L’aspetto relazionale del cellulare è stato determinante nel percorso verso la sindrome del telefonino-dipendenza: il telefonino infatti consente di gestire la separazione e la distanza e di essere sempre in contatto con la persona alla quale si è legati, oltre al grande beneficio di non far mai sentire le persone sole. Tutti questi benefici hanno portato le persone a farne un uso sempre più esteso e ad inserire questo strumento tra gli oggetti di impiego quotidiano. Successivamente, aumentando le funzioni tecniche si è passati ad una fase di estrema utilità del cellulare in quanto dispositivo di ausilio nell’organizzazione e gestione della vita, del lavoro, dei tempi, degli appuntamenti, dei momenti di svago, etc.
L’uso spropositato porta necessariamente le persone a diventare dipendenti da questi strumenti di comunicazione. È dimostrato e studiato che coloro che soffrono del “keichu” sono per lo più adolescenti. Le persone che si trovano a vivere questo periodo delicato della loro vita, ove imparano le modalità di contatto sociale, apprendono come controllare i loro impulsi ed emozioni, utilizzano il cellulare per instaurare, gestire e mantenere i rapporti, con la conseguenza che le relazioni reali si trasformino in relazioni digitali e che le persone non riescano poi a viversi concretamente un rapporto se non veicolando la comunicazione attraverso il cellulare.
Obiettivo fondamentale è che i giovani imparino a dosare l’uso di questi strumenti, bilanciando la loro utilità con gli altri utilizzi meno consoni, è importante inoltre avere una vita piena di relazioni vere, in modo da avere poco tempo da dedicare ai social network, alle comunicazioni telefoniche, chat, etc., è sostanziale concedersi, di tanto in tanto, una pausa dall’uso di tali strumenti. Infine la cosa vitale è comprendere che nessuno strumento di comunicazione, neanche il più avanzato, riuscirà mai a competere con il piacere di guardare negli occhi una persona.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Di Gregorio L. (2003). Psicopatologia del cellulare. Dipendenza e possesso del telefonino. Franco Angeli. Milano.
Farr, R., Moscovici, S. (Eds) (1989). Rappresentazioni sociali. Il Mulino. Bologna.

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