La legge 1997 n. 59 (art. 21) sull’autonomia ha comportato molti mutamenti nella scuola che riguardano principalmente
gli insegnanti e gli studenti, attori principali di questo contesto.
Con questa innovazione scolastica si cerca non solo di ridefinire la professionalità ed il ruolo degli insegnanti, ma anche di promuovere una diversa idea di cosa significhi fare formazione a scuola, riflettendo sui limiti di un’istituzione di cui i principali protagonisti sono insoddisfatti.
Sviluppare l’autonomia negli studenti significa renderli protagonisti attivi del proprio sapere e coinvolgerli nella gestione del processo di costruzione delle conoscenze, responsabilizzarli verso il proprio processo d’apprendimento.
Per quanto riguarda gli insegnanti, non si tratterà più di applicare il programma ministeriale, ma di sviluppare un progetto di lavoro condiviso e rappresentativo di ogni specifica comunità-scuola.
Adesso gli insegnanti saranno liberi di scegliere il tipo di didattica da mettere in atto e collaboreranno tra loro per la formazione di quelle che in un’orientamento neovygotskiano sono definite “comunità di pratiche” , con lo scopo di ovviare a ciò che spesso manca nelle scuole: l’esplicitazione, la comunicazione e messa in comune delle competenze e innovazioni prodotte dai singoli.
E’ importante il lavoro di gruppo e non del singolo che per quanto bravo, da solo non incide sul cambiamento complessivo della scuola ; per favorire lo sviluppo di questa rete di relazioni è necessario creare spazi e momenti di lavoro comune in cui poter condividere idee e progetti, come ad esempio le riunioni ed i corsi d’aggiornamento.
Come chiave per interpretare le diverse modalità di progettare e realizzare l’attività didattica in maniera flessibile e contestualizzata si ha il concetto di curriculum script (copione di curricolo), inteso come una sorta di canovaccio di cui dispone l’insegnante e che è la base per l’organizzazione delle lezioni.
Tale locuzione fa riferimento alle diverse possibilità che l’insegnante ha a disposizione per favorire l’acquisizione di un’abilità cognitiva e/o di uno specifico contenuto.
L’insieme della normativa sull’autonomia determina perciò uno spostamento di focalizzazione dei fenomeni educativi e del funzionamento della scuola da una visione individualistica ad una concezione collettiva e sociale, in cui i soggetti sono liberi di programmare, sperimentare ed intervenire come fino ad ora non avevano potuto fare.