Le implicazioni legate alla postura erano note già a Romberg, De Cyon nel 1911 aveva riconosciuto il ruolo della propriocezione oculomotrice. In seguito agli esperimenti di Roll ed a gli studi che si sono mano a mano accumulati, ad oggi si riconosce un ruolo primario dell´occhio nel mantenimento e nell´alterazione della postura.
Quando svoltate ad un angolo sarà prima il vostro capo , guidato dagli occhi a girare, successivamente seguirà tutto il vostro corpo (e non viceversa); quando vostro figlio, giocando a calcio, magari in porta si tufferà per parare saranno gli occhi che indicheranno dove farlo e, magari, come farlo evitando il sasso o il piede dell´avversario. Saranno i vostri occhi a guidarvi sul terreno. L´occhio riesce a coordinare il movimento testa/collo e permettere di seguire un oggetto in movimento o mentre noi lo siamo, in correlazione con l´orecchio interno.
Permette una corretta sinergia dx/sx grazie a informazioni sopranucleari, nucleari (sostanza reticolare) e inferiori e allo scambio di informazioni dx/sx attraverso le commessure (bianca posteriore, corpo calloso…).
Per far questo nel migliore dei modi dovranno fornire indicazioni più corrette possibile:
• essere paralleli al piano orizzontale
• avere i reciproci assi sia verticali che orizzontali paralleli
• dovranno avere un´acuità visiva equivalente
• non dovranno essere condizionati in alcun modo da contratture muscolari (es contrattura del m.retto esterno con IPOCONVERGENZA OCULARE)
• dovranno guardare oltre che vedere entrambi (MICROSTRABISMO o NEUTRALIZZAZIONI temporanee)
• non ci dovrà essere differente acuità visiva (ANISOMETROPIA) in quanto, in questo caso, il capo sarà messo in modo da privilegiare l´occhio che vede meglio, a scapito dell´altro che diventerà ambliope (‘ pigro ´): il capo subirà una rotazione con evidenti ripercussioni sulla colonna cervico-dorsale e quindi sulla postura
Non entrando nello specifico per non essere troppo specialistico ricordo alcune patologie di interesse Posturologico:
• IPOCONVERGENZE
• FORIE (difetti dell´asse oculare): iper/ipo (sull´asse verticale), eso/exo (sull´asse orizzontale). Vi dico solo però che alcune iper/ipo sono compensatorie ad una gamba corta con atteggiamento scoliotico secondario!
• DIFETTI DI RIFRAZIONE: miopie magari asimmetriche, astigmatismi, strabismi…
Bisogna sapere però che talvolta taluni di questi problemi sono causati da disturbi dell´occusione, per esempio, come avremo modo di vedere più avanti.
I più comuni segnali d´allarme, pur non di esclusiva pertinenza oculare, della presenza di queste problematiche che mi capita di vedere sono:
• spalla più alta rispetto all´altra e retroposta con torsione del busto
• laterocolie (testa inclinata da un lato)
• rotazioni del capo (ricordo il caso di una Paziente miope con grande differenza tra un occhio e l´altro, la quale si accorgeva, quando si rilassava nella lettura, di andare in torsione con il capo nel tentativo di compensare questo squilibrio)
• maldestrezza: i Pazienti (spesso le giovani Pazienti) riferiscono di sbattere negli spigoli, rimanere agganciate nelle maniglie delle porte, di rovesciare inavvertitamente dei portapenne…
• cefalee soprattutto serali
• difficoltà alla guida notturna o dopo un temporale serale con luci riflesse sull´asfalto
• diplopie anche temporanee, soprattutto serali
• difficoltà di concentrazioni nella lettura fino alla dislessia (ricordo il caso di un ragazzo la cui madre non si spiegava del perché fosse bravo a scuola sole se gli venivano letti i compiti mentre aveva la ‘ testa tra le nuvole´ tutte le volte che leggeva da solo).
I DIFETTI DI CONVERGENZA OCULARE hanno un riflesso diretto sulla statica e risultano i più semplici da diagnosticare: si fa seguire una mira (solitamente la punta di una matita) che si avvicina lentamente fino a toccare la radice del naso, poi si fa guardare l´orizzonte e al segnale si fa vedere la stessa mira a 5 cm dalla radice del naso e si osserva se entrambi gli occhi la seguono convergendo.
Vediamo sotto alcuni esempi di ipoconvergenza (non tutti non avendo la possibilità di vedere un filmato): in tutti i casi i Pazienti non vedono mai doppio, per effetto della soppressione che opera il SNC per compensare quella che sarebbe stata una diplopia (in questo caso però solo un occhio guarda, pur essendo capaci entrambi di vedere!). I difetti di convergenza sono tra le prime cause di emicrania soprattutto serale, di vertigini, di caduta dell´anziano, di incidente stradale, di chinetosi, di stanchezza, di diplopia serale o sotto stress, di caduta nel bambino, distorsione nello sportivo, dislessia e difficoltà di concentrazione nella lettura , di maldestrezza.
Si è visto che l´occhio ipoconvergente altera la postura in due modi contemporaneamente:
1. attraverso un CIRCUITO CORTO, segmentario, metamerico, basato sul c.d. Riflesso Miotattico , che limita la rotazione del capo da quel lato: è la conseguenza della stimolazione dei fusi neuromuscolari di cui è ricco il corpo del m.retto esterno, in questo caso ipertonico
2. attraverso un CIRCUITO LUNGO, con intervento dei nc centrali (Nc Base, Nc Vestibolari, Prefrontali) e del Cervelletto, che posteriorizza la spalla sinistra nel destrimane, la destra nel mancino (salvo rare eccezioni che al momento non ci interessano): è forse il tentativo di compensare la possibile diplopia, in quanto a livello centrale (forse per questo la differenza in base alla lateralità), in certe occasioni viene neutralizzata l´immagine proveniente da un occhio, necessariamente non sempre lo stesso.
PIANO FRONTALE NELL´IPOCONVERENZA OCULARE
La muscolatura oculare, come accennato in precedenza, è in stretta connessione persino con il SISTEMA STOMATOGNATICO: dai fusi neuromuscolari e dagli elementi a palizzata contenuti nei muscoli oculomotori (soprattutto a livello del Muscolo Retto Esterno) partono fibre che arrivano ai nuclei oculomotori e poi raggiungono il nucleo del Trigemino. Il Nervo Trigemino ha una componente motrice coinvolta nell´apertura e nella chiusura della mandibola e nella masticazione. La componente sensitiva riceve afferenze da cornea, iride, ghiandole lacrimali, congiuntiva, palpebre, fronte, naso, mucosa orale e nasale, denti, lingua, orecchio, iride, cute del viso.
Meyer e Baron, riguardo all´oculocefalogiria, descrivono la presenza di una via ascendente omolaterale a partenza dal nucleo trigeminale che porta informazioni ai nuclei oculomotori e di una via omolaterale discendente che porta informazioni anche allo spinale attraverso i fasci longitudinali posteriori. Si parla di ‘RIFLESSO CERVICO-OCULOMOTORIO´ (COR), mediato da una convergenza facilitatrice delle afferenze da C2 a C3 a livello della parte rostrale del nucleo vestibolare medialec ontrolaterale e da una convergenza inibitrice a livello del nucleo mediale ipsilaterale. Dal 1977 una corrente di neurofisiologi accorda alla propriocezione un ruolo non solo nello sviluppo della localizzazione visivo-motrice ma anche nello sviluppo della visione durante i primi mesi di vita. Uno studio che la dott.ssa Eleonora Annunziata, della Divisione Oculistica O.C. Umberto I di Mestre, ha presentato nel corso del Workshop Internazionale su ‘Occlusione e Postura´ a Milano nel giugno 2001, ha dimostrato una variazione dell´oculomotricità in bambini di età compresa tra i 5 ed i 13 anni sottoposti a trattamento ortodontico.
IN CONCLUSIONE, sulla base di quanto è stato soltanto accennato nel presente articolo, noi abbiamo visto che esiste una sinergia importante, che a questo punto non può e non deve essere ignorata (capito Signori Colleghi Medici?), tra il lavoro del Dentista/Ortodonzista/Odontotecnico, del Logopedista, dell´Oculista/Ortottista/(Educatore Visivo) e del medico che studia il Sistema Posturale, per cui qualsiasi rispettivo intervento dovrebbe essere valutato, prima e dopo, da tutti , così come tutti dovrebbero monitorare la situazione a lungo termine.




