La cooperazione del lettore, che è chiamato a integrare il testo, implica un contratto fiduciario implicito con l’enunciatore, su cui si regge il patto comunicativo tra questi e il lettore.
Nella lettura di un quotidiano si possono individuare differenti contratti di lettura che legano l’enunciatore – testata al Lettore Modello; se da un lato il quotidiano costruisce la propria identità di testata che a sua volta definisce l’identità del Lettore Modello, dall’altro anche i lettori costruiscono la propria immagine di giornale con cui si possono identificare e dialogare.
Il contratto di lettura è particolarmente evidente in certe sezioni del giornale ad esempio nelle prime pagine gli articoli del direttore, di giornalisti di spicco o i fondi non firmati, e all’interno nelle sezioni dedicate al commento. Ma anche la costruzione di particolari agende che vengono tematizzate per più giorni consecutivi, configurandosi come una particolare campagna della testata, hanno un ruolo importante in quanto producono una narrazione fortemente identificata che costruisce a sua volta un lettore competente sul caso tematizzato, rinforzando così il contratto.
Si possono distinguere vari tipi di contratti: informativi e neutrali, dove l’enunciatore si pone nella posizione di chi sa e deve informare, senza fornire alcuna chiave di interpretazione; polemici, dove invece l’enunciatore manifesta chiaramente la sua appartenenza ad una parte politica e si caratterizza in funzione polemica contro l’altra parte; pedagogici, dove l’enunciatore si assume il compito di informare, di spiegare il senso delle notizie.
I vari contratti possono essere modificati per ragioni strategiche o informative ma in linea generale si possono individuare le modalità di contratto privilegiate da ogni testata, che sono complementari allo stile enunciazionale di un dato giornale.
Nel panorama italiano, secondo Agostini, si possono distinguere tre tipologie di quotidiani che hanno un forte contratto di lettura e una chiara identità di testata che li differenzia dagli altri.
Il quotidiano istituzione, rappresentato soprattutto dal “Corriere della Sera” e dalla “Stampa”, è legato ad una tradizione consolidata nel tempo con i suoi lettori, dà voce a posizioni anche fortemente contrastanti e non si identifica con nessuna delle voci, mantiene una posizione sopra le parti e queste caratteristiche fanno si che la condivisione di idee e valori con il lettore sia più debole rispetto al peso esercitato dalla consuetudine.
Il quotidiano agenda che non soltanto indica una linea politica ma anche l’agenda per la cultura, lo stile di vita e presuppone una forte identità di valori con i lettori è, ad esempio,“la Repubblica”: “il quotidiano agenda può anche entrare in conflitto con i suoi lettori, ma rimane l’appuntamento irrinunciabile per confrontare le proprie vedute di giornata con quelle del giornale che offre un senso di appartenenza ad un’area, ad una comunità e ad una continuità più vasta che non può essere risolta dentro i confini di un partito” (Agostini, 2001: 138).
“Il Foglio”, “Libero”, “l’Unità” e “il manifesto” rappresentano secondo Agostini, il quotidiano attivista, in quanto hanno una forte connotazione politica e condividono con i propri lettori la stessa visione del mondo.
Più che sui contenuti, le differenze tra la varie tipologie si riscontrano negli stili e nei formati dei quotidiani, ad esempio la scelta dello stile soggettivante, in cui l’enunciatore si manifesta esplicitamente, orientando l’informazione verso uno specifico punto di vista è proprio dei quotidiani attivisti e di quelli agenda, mentre uno stile oggettivante che mira ad informare senza filtri o interpretazioni, è caratteristico dei quotidiani istituzioni.
Un contratto di lettura più orientato all’informazione ed alla neutralità è quello che si instaura tra il lettore e il quotidiano che si pone come una sorta di narratore onnisciente, che occulta le proprie ideologie o sistemi di valori, al contrario invece dei giornali di partito che creano un contratto più stretto con un Lettore Modello più chiaramente schierato.