In una ricerca che nasce in Campania, alcuni ricercatori dell’università di Salerno e dell’Eos-CNR di Napoli, hanno dimostrato che a causa dei nostri geni si può aumentare di peso con molto facilità. Si è scoperto che è una variante del gene per il cb1 il fautore principale che ci predisporrebbe all’aumento di chili con facilità (le identiche proteine che fanno reagire il nostro cervello agli stimoli della cannabalis, quindi regolatrici dell’appetito). L’interessante scoperta degli studiosi ricercatori è stata pubblicata recentemente sulla rivista International Journal of Obesity. La ricerca ha messo sotto osservazione per 14 anni persone sane e gli studiosi campani hanno dimostrato che i recettori cb1 sono preposti anche alla regolazione della produzione del grasso corporeo. Si è scoperto anche che soggetti con peso normale avevano una variante del recettore cb1, una forma polimorfica che non è stata riscontrata nelle persone obese o nelle persone che hanno un alto indice di massa corporea, con controlli costanti e continuativi sui loro stili di vita, principalmente sulle loro abitudini alimentari, sull’attività motoria e sportiva praticata, qualche parametro clinico e l’aumento del loro peso. Dopo questo lungo percorso di analisi, i ricercatori hanno dimostrato che l’obesità si può contrastare, in base alla presenza delle varianti genetiche che dispongono alla risposta del nostro organismo ai medicinali anti-obesità, con enorme risparmio degli effetti collaterali. Questa valida scoperta scientifica potrebbe indirizzarci verso nuove terapie per combattere il peso di troppo che risparmino preoccupanti effetti collaterali come la depressione, insonnia e l’ansia causata purtroppo dagli attuali farmaci.