Comportamento

Menopausa e rischio di depressione: cosa sapere

La menopausa è una fase della vita della donna che, per fortuna, rispetto al passato oggi è maggiormente sotto i riflettori della scienza e delle conversazioni quotidiane, il tutto grazie alla caduta di numerosi tabù che hanno imperversato per anni.

Questo ci permette, oggi come oggi, di parlare con maggior consapevolezza di tematiche che, un tempo, sarebbero state trattate con un approccio marginale.

Tra i temi in questione spicca il rischio di depressione quando, per la donna, arriva la fine della fase fertile della vita.

Cosa sapere in merito? Vediamo cosa dice la scienza sul tema e come affrontare la situazione.

Cosa causa la depressione in menopausa?

Sono numerose le donne che, rivolgendosi ai propri specialisti di fiducia, dal ginecologo al medico di base, lamentano un peggioramento dell’umore, con il palesarsi finanche di sintomi depressivi.

La principale causa è da individuare nei mutamenti biologici. Con le ovaie che hanno cessato la loro attività e le problematiche inerenti il funzionamento di ghiandole come il surrene e la tiroide, possono palesarsi delle criticità relative anche alla salute del cervello, che possono aggravarsi fino ad arrivare a sintomi depressivi.

Cosa dice la scienza?

La scienza, negli ultimi anni, si è interrogata anche sulla differenza relativa al rischio di depressione nelle varie fasi della fine della vita fertile.

Interessante a tal proposito è uno studio, pubblicato a maggio 2024 e condotto da un team attivo presso lo University College di Londra che, attraverso una revisione sistematica che ha visto l’analisi dei dati di oltre 10.000 donne, ha sottolineato come il rischio di depressione sia maggiore nelle donne in perimenopausa, ossia quella fase che comprende anche la conclusione effettiva dell’attività ovarica.

Il confronto è stato messo in atto con la situazione delle donne in premenopausa, ossia il periodo, che può durare anche diversi anni, nel corso del quale il corpo inizia a segnalare l’avvicinamento della fine della vita fertile con sintomi che comprendono, per esempio, l’allungamento della durata dei cicli ovarici.

Come prevenire la depressione in menopausa

Premessa doverosa: quando si parla di problematiche di salute inerenti la menopausa, è necessario fare sempre riferimento al proprio curante di fiducia e agli specialisti.

Detto questo, non si può negare l’esistenza di alcune dritte che, in generale, possono rivelarsi utili per prevenire la depressione in menopausa.

Essenziale è lavorare sullo stile di vita. Ciò vuol dire, per esempio, migliorare la qualità del sonno, che può essere compromessa da sintomi come le vampate di calore.

Si può iniziare informandosi su insonnia in menopausa rimedi naturali, ossia soluzioni che comprendono, giusto per citare due esempi, tisane all’escolzia e alla passiflora.

Intervenire è importante in quanto, in menopausa e non solo, la cattiva qualità del sonno può influire in maniera pesantemente negativa sull’umore e sul benessere in generale.

Qualora non dovessero funzionare, la strada da prendere è quella dei rimedi farmacologici, da concordare con il proprio curante di fiducia e da assumere seguendo pedissequamente le indicazioni relative alle dosi.

Altrettanto importante è coltivare la vita sociale. Dai corsi sportivi, ai semplici appuntamenti con le amiche davanti a un caffè, sono diversi i momenti nel corso dei quali si condivide il tempo con altre persone che, molto spesso, condividono i medesimi problemi e obiettivi.

Anche la terapia ormonale sostitutiva può rivelarsi efficace. A ricordarlo ci ha pensato un piccolo studio – gli esperti che l’hanno portato avanti si sono concentrati su un campione di sole 172 donne – pubblicato sulle pagine della rivista Jama Psychiatry.

Analizzando i dati di pazienti di età compresa tra i 45 e i 60 anni e classificate come in perimenopausa o nella fase iniziale della menopausa, nel gruppo di controllo, a cui era stato somministrato un placebo, è stata riscontrata la presenza di sintomi depressivi nel 32% dei soggetti.

Per contro, nel gruppo sperimentale, sottoposto all’assunzione di una terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni e progestinici, la percentuale succitata è risultata pari al 17.

Immagine di Caffeone

Caffeone

Aggiungi commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.