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Team Coaching a 300 km/h

Breve Estratto

Intervista a Livio Suppo realizzata quando ricopriva l'incarico di responsabile MotoGP Ducati, in occasione della pubblicazione del libro Team Coaching in Azienda, 2009, Phasar. 1. Quanto è importante il team nel progetto MotoGP Ducati? Fondamentale perché il lavoro di squadra è importante in qualsiasi azienda e ancora di più nel nostro caso dove abbiamo la pressione legata alle prestazioni dei piloti e dei mezzi e un'attenzione dei media molto accentuata e quindi la coesione del team diventano fondamentali.

Intervista a Livio Suppo realizzata quando ricopriva l’incarico di responsabile MotoGP Ducati, in occasione della pubblicazione del libro Team Coaching in Azienda, 2009, Phasar.
1. Quanto è importante il team nel progetto MotoGP Ducati?
Fondamentale perché il lavoro di squadra è importante in qualsiasi azienda e ancora di più nel nostro caso dove abbiamo la pressione legata alle prestazioni dei piloti e dei mezzi e un’attenzione dei media molto accentuata e quindi la coesione del team diventano fondamentali.
2. Cosa contraddistingue il team MotoGP Ducati?
Premetto che il team di cui parliamo è il team Ducati Corse, dove la squadra che va in pista è solo un pezzo dell’azienda Ducati Corse, che è quella che alla fine ci permette di andare a correre e, quindi, il vero e proprio team. Questo è probabilmente uno dei segreti rispetto ai giapponesi, la nostra squadra per questioni logistiche, culturali e organizzative ci fa avere una coesione maggiore tra chi è in pista e chi è a casa. Per noi il team è composto proprio dalle oltre 100 persone che sono a casa sommate alle 20 e più che sono sui circuiti. C’è un continuo interscambio e lavoriamo veramente come un unico team.
3. Come si crea la squadra di successo Ducati Corse?
Tutto parte dalla selezione del personale: in Ducati Corse c’è un comune denominatore che è la passione. Secondo me senza una grandissima passione per le due ruote non riesci a sostenere i ritmi e i sacrifici che ti impone questo tipo di mestiere, a prescindere dal fatto che tu sia uno di quelli che va in pista o uno di quelli che sta a casa. A volte esci alle 10 o alle 11 di sera dall’ufficio, vengono richiesti sacrifici proprio a livello personale nei confronti della propria famiglia e dei propri svaghi che non riusciresti a reggere senza questa grande passione.
4. Quali sono le aree chiave che fanno la differenza per i risultati del tuo team?
Le aree fondamentali sono sostanzialmente tre: quella tecnica, quella commerciale/marketing e quella relativa alla gestione delle persone. Siamo legati ad un mondo dove la tecnica è fondamentale, la genialità di Filippo (Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse n.d.r) unita a quella di tutti i ragazzi fa si che noi, più piccoli di tutti gli altri, siamo riusciti a fare una moto da subito molto competitiva. Poi c’è una spiccata attitudine che abbiamo sviluppato da subito all’aspetto del marketing che è un po’ un’anomalia nel settore delle moto. Adesso ce l’hanno un po’ tutti, ma noi già nel 1999 avevamo una direzione marketing che ci ha consentito da subito di trovare le risorse necessarie al progetto.
Diciamo che queste due aree l’una senza l’altra non potrebbero esistere, tu puoi essere il più bravo del mondo a trovare i soldi ma se poi i tecnici non sono bravi a sviluppare la moto la cosa non funziona, come viceversa, i migliori tecnici del mondo senza soldi non riescono a fare risultato. Filippo è l’anima tecnica e io sono quella commerciale e queste sono le due basi del team nostro team. Unita a questa è importante la capacità di gestire al meglio le persone, tra le quali non dimentichiamoci che si sono i due più importanti di tutti: i piloti, che sono la parte più difficile della gestione del team.
Infatti sono i piloti quelli attorno ai quali tutto ruota, perché nelle gare in moto la vera differenza la fa il pilota più che il mezzo meccanico. La scelta dei piloti e la loro gestione probabilmente è la cosa più importante di tutte. Quindi è importante fare bene la gestione delle persone a 360 gradi, con all’apice i due piloti.
5. Quali sono le aree di miglioramento del tuo team?
Secondo me non bisogna mai essere contenti di quello che si ha, quindi cercare di migliorare sempre qualunque aspetto; ciò detto una delle cose che potremmo migliorare probabilmente è il proprio il lavoro di squadra. E’ chiaro che non è così facile riuscire nella gestione del passaggio delle informazioni tra pista e casa, dove noi, pur essendo avvantaggiati rispetto ai giapponesi come dicevo prima, potremmo comunque fare ancora meglio.
6. Come fissate gli obiettivi?
Da noi gli obiettivi sono abbastanza facilmente fissati: bisogna cercare di vincere il mondiale! L’obiettivo principe non bisogna fissarlo, lo sappiamo. Diciamo che a parte quello, VISTO CHE nelle corse vince sempre solo uno, l’obiettivo – forse addirittura principale – è quello di dimostrare la capacità tecnologica dell’azienda. Negli ultimi due anni avendo un pilota come Casey Stoner, che è fortissimo, sembra che la Ducati vada bene solo con lui. L’obiettivo quindi diventa quello di cercare di alzare la prestazione media degli altri piloti che guidano la Ducati, sia riferito al nostro team ufficiale che agli altri 2 o 3 degli altri team satellite. Quindi per fare questo forniamo ai team satelliti moto praticamente uguali identiche alle nostre e cerchiamo di aiutarli per far si riescano ad avere i piloti che danno il massimo del risultato.
7. Una volta fissato questo obiettivo principale come vengono definiti i sotto-obiettivi?
Se prendiamo come obiettivo quello di essere il più competitivi possibile i sotto obiettivi sono: sviluppare la moto meglio possibile, organizzare la squadra, sia a livello di tecnici a casa, che di team in pista, per fare si che la moto che va in pista sia il più competitivo possibile. Allo stesso modo un sotto-obiettivo è quello di trovare più risorse finanziarie, perché più ne trovi più puoi prendere piloti forti e sviluppare meglio la moto. Avere una capacità quindi di attrarre, gestire e soddisfare le esigenze degli sponsor.
Poi ci sono stati negli anni momenti particolari, tipo quando abbiamo scelto le Bridgestone, dove in una situazione statica ci siamo inventati una variabile rischiosa ma necessaria per rompere degli equilibri nell’intento di raggiungere l’obiettivo principale.
8. gli obiettivi top come vengono riportati ad essere gli obiettivi di ognuno? In che modo ogni componente dell’azienda, il singolo meccanico sa che sta raggiungendo gli obiettivi dell’azienda?
L’obiettivo dell’azienda per noi è scontato, nel mondo delle corse si sa che corri per essere competitivo, quindi questo per ognuno è di stimolo per fare il proprio lavoro al massimo. Chiaro che come dicevamo all’inizio non basta la passione, serve anche la capacità di ognuno per riuscire a fare le cose, comunque da noi non servono incontri di teambuilding a fare gruppo, la cosa funziona in modo molto automatico grazie ad una forte coesione della squadra.
9. L’impressione per chi vi vede da fuori è che Ducati Corse sia prima di tutto una squadra, e questo anche nei momenti difficili, come hai gestito i momenti difficili?
Con i piloti è sempre difficile, sono tutti prime donne, vanno gestiti con molta attenzione, in quanto hanno un ego molto forte, e non potrebbe essere diversamente, altrimenti visto il mestiere che fanno.
11. Quindi ci sono dei modi, delle regole, delle procedure che in Ducati fanno squadra?
Non ci sono regole scritte, c’è questa consapevolezza che ognuno di noi è li per fare il massimo e quindi si da per scontato che tutti ci provino al massimo. E’ veramente raro che si abbia la sensazione che qualcuno non ha fatto il massimo.
12. Utilizzate il team coaching?
Abbiamo fatto come Ducati, e non come Ducati corse, qualche anno fa un teambuilding in toscana facendo percorsi di sopravvivenza e simili, ma non abbiamo mai fatto team coaching. Avevo proposto di fare quest’anno per gli ingegneri di pista che è una figura tipicamente Ducati, infatti nelle altre squadre non esiste, solitamente hanno dei capomeccanici, che sono persone con molta esperienza, e anche una certa età, perché sono partiti come normali meccanici e poi hanno fatto “carriera”.
Il compito principale di un capomeccanico è quello di essere una sorta di psicologo del pilota, sicuramente ha meno preparazione tecnica di un nostro ingegnere di pista, ma hanno per esperienza, e forse anche carattere una maggior predisposizione a parlare la stessa lingua del pilota.
13. La “gestione psicologica” del pilota quindi …
Sì, come sempre nella vita ci sono dei pro e dei contro in ogni cosa: la nostra struttura ha dei vantaggi che derivano dalla capacità di trasmettere le informazioni dalla pista a casa, possibilità di limitare errori macroscopici nell’assetto della moto perché l’ingegnere di pista ha una preparazione tecnica tale per cui se il pilota vuole fargli fare un assetto che non può funzionare lui gli evita di fare certi errori.
Al tempo stesso ci sta che l’ingegnere di pista possa avere una minore predisposizione, rispetto ad un esperto capomeccanico, a guidare il pilota verso la soluzione giusta nel set up della moto. Il set up nelle moto è una cosa molto delicata, ed incide moltissimo sulle prestazioni, è legata al peso e alle misure del pilota ed a un numero impressionante di variabili, al punto che può succedere di vedere due piloti partire per la stessa gara con due set up completamente diversi.
Non solo, a volte capita che un cambiamento anche piccolo di set up contribuisca però molto a dare maggior fiducia al pilota, migliorando la prestazione molto di più di quanto si potrebbe pensare teoricamente.
Il lavoro che volevo fare quest’inverno era quello di fare coaching a me, Filippo e agli ingegneri di pista, cioè alle persone che hanno a che fare maggiormente con i piloti, per migliorare il rapporto sia con il pilota, che fra pilota e la parte del reparto corse che rimane a Borgo Panigale.
Intervista effettuata per il libro:

Paolo Svegli Lapo Baglini
Team Coaching in Azienda
Migliorare i risultati con la forza del proprio team
Prefazione di Alberto Galgano
ISBN: 978-88-6358-049-5
Data pubblicazione: Dicembre 2009
Editore: Phasar
Per maggiori info → Team Coaching in Azienda
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