Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Come si Realizza un Sondaggio

Un sondaggio non è una raccolta di opinioni: è una procedura di ricerca con fasi precise e, soprattutto, con decisioni irreversibili. Se un errore viene commesso all’inizio, non esiste antidoto che possa correggerlo a lavoro avviato: si ricomincia. È questo il motivo per cui la struttura conta più della fase di raccolta. Le cinque fasi […]

Psicolab — Come si Realizza un Sondaggio
Un sondaggio non è una raccolta di opinioni: è una procedura di ricerca con fasi precise e, soprattutto, con decisioni irreversibili. Se un errore viene commesso all’inizio, non esiste antidoto che possa correggerlo a lavoro avviato: si ricomincia. È questo il motivo per cui la struttura conta più della fase di raccolta.

Le cinque fasi essenziali

Ogni rilevazione demoscopica si articola in cinque momenti, riscontrabili in tutte le ricerche di questo tipo.

1. Definizione dell’obiettivo

Vanno stabiliti due elementi: l’obiettivo della ricerca e il livello di generalizzazione dei risultati, cioè fino a che punto ciò che si rileva potrà essere esteso oltre il campione.

Entrambi devono essere definiti in modo preciso prima delle fasi successive e non possono essere modificati durante lo svolgimento: cambiarli in corsa falsa il sondaggio.

La ragione è metodologica: se l’obiettivo si sposta, i dati già raccolti rispondono a una domanda diversa da quella che si sta ponendo.

2. Analisi preliminare del tema

Poiché non esistono correttivi in grado di recuperare un lavoro già svolto in modo errato, in questa fase serve la massima attenzione a ogni dettaglio.

Concretamente significa acquisire una conoscenza approfondita dell’argomento, analizzando la documentazione già esistente. È un investimento che riduce il rischio di scoprire troppo tardi che una domanda era mal posta o che una variabile rilevante era stata trascurata.

3. Definizione delle modalità di rilevazione

È la fase cruciale: qui si prendono decisioni su cui non si può tornare e che determinano il successo o il fallimento della ricerca.

Vanno definiti quattro elementi:

  • lo strumento di raccolta più adatto al tipo di sondaggio;
  • la determinazione del campione da intervistare;
  • il periodo in cui effettuare la rilevazione;
  • la lunghezza e il grado di approfondimento del questionario.

La scelta del periodo è meno banale di quanto sembri: un evento di cronaca o una scadenza politica possono modificare sensibilmente le risposte su un tema.

4. Raccolta delle informazioni e controllo delle sostituzioni

Si entra nella fase operativa, il cosiddetto field-work: la realizzazione delle interviste secondo le modalità di somministrazione pianificate.

Il punto critico qui è il tasso di rifiuto e la gestione delle sostituzioni, perché da esso dipende l’attendibilità dei risultati.

Il meccanismo è questo: più alta è la percentuale di chi non vuole rispondere, maggiore è la probabilità di ottenere risultati distorti, in particolare quando si lavora su campioni probabilistici.

Il motivo è che chi rifiuta non lo fa a caso: se una certa opinione o condizione rende più probabile il rifiuto, quella componente risulterà sistematicamente sottorappresentata. È uno dei problemi più seri della ricerca demoscopica contemporanea.

5. Registrazione, elaborazione e analisi

È la fase conclusiva, quella in cui il ricercatore può finalmente rispondere agli interrogativi che avevano motivato il sondaggio.

I dati grezzi delle risposte vengono registrati su supporti informatici: automaticamente, nel caso delle interviste telefoniche. Si effettua poi un controllo di coerenza dei primi risultati, che vengono quindi passati al ricercatore.

Quest’ultimo, con l’ausilio di appositi packages statistici, si occupa della rielaborazione e dell’analisi finale.

Quanto dura questa fase

La durata varia in funzione di diversi fattori: la lunghezza del questionario, il livello di approfondimento desiderato, la complessità delle analisi secondarie ritenute necessarie.

La forbice è ampia. Esistono sondaggi la cui rielaborazione richiede mesi o anni; altri rendono i risultati disponibili quasi in tempo reale: è il caso degli exit poll, le rilevazioni effettuate all’uscita dei seggi.

La sesta fase

A queste cinque va aggiunta una fase ulteriore quando i risultati devono essere presentati in pubblico, e diventano quindi anche uno strumento di comunicazione.

È un passaggio che merita attenzione, perché è quello in cui un dato corretto può essere reso fuorviante: la selezione di quali risultati mostrare, la scelta della rappresentazione grafica e l’omissione del margine di errore o della composizione del campione incidono su come il pubblico interpreterà la ricerca.

Domande frequenti

Quali sono le fasi di un sondaggio?

Cinque: definizione dell’obiettivo e del livello di generalizzazione; analisi preliminare del tema; definizione delle modalità di rilevazione; raccolta delle informazioni con controllo delle sostituzioni; registrazione, elaborazione e analisi dei dati.

Perché l’obiettivo non può essere cambiato in corso d’opera?

Perché i dati già raccolti risponderebbero a una domanda diversa da quella che si sta ponendo. Obiettivo e livello di generalizzazione vanno fissati prima e non modificati, altrimenti il sondaggio risulta falsato.

Perché il tasso di rifiuto è un problema?

Perché chi rifiuta non lo fa a caso: se una certa opinione o condizione rende più probabile il rifiuto, quella componente risulta sistematicamente sottorappresentata e i risultati si distorcono, specie con campioni probabilistici.

Cosa sono gli exit poll?

Rilevazioni effettuate all’uscita dei seggi elettorali. Sono l’esempio di sondaggi i cui risultati vengono resi disponibili quasi in tempo reale, all’estremo opposto di ricerche che richiedono mesi di elaborazione.

Un sondaggio si struttura in cinque fasi: definizione dell’obiettivo e del livello di generalizzazione, analisi preliminare del tema, definizione delle modalità di rilevazione, field-work con controllo delle sostituzioni, elaborazione e analisi dei dati. La caratteristica che rende il processo esigente è l’irreversibilità: non esistono correttivi per recuperare un lavoro impostato male, si ricomincia. Due punti meritano attenzione particolare, la fase di rilevazione, dove si scelgono strumento, campione, periodo e questionario, e il tasso di rifiuto, che distorce i risultati perché chi non risponde non lo fa mai a caso. Quando i dati vengono comunicati in pubblico si aggiunge una sesta fase, con i suoi rischi propri.
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