Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Packaging dei Farmaci per Uso Umano

Confezioni che si somigliano e nomi che si assomigliano sono fra le cause più documentate di errore nell’assunzione dei farmaci. Non è un problema di distrazione: è un problema di progettazione, e come tale ha soluzioni verificate. Articolo divulgativo, non indicazione clinica o farmacologica. Non modificare terapie sulla base di quanto si legge qui; in […]

Psicolab — Packaging dei Farmaci per Uso Umano
Confezioni che si somigliano e nomi che si assomigliano sono fra le cause più documentate di errore nell’assunzione dei farmaci. Non è un problema di distrazione: è un problema di progettazione, e come tale ha soluzioni verificate.
Articolo divulgativo, non indicazione clinica o farmacologica. Non modificare terapie sulla base di quanto si legge qui; in caso di dubbi su un farmaco il riferimento sono il medico e il farmacista.

Il problema

Gli errori legati ai farmaci (confezione sbagliata, dosaggio errato, assunzione impropria) sono una causa rilevante di danno evitabile in sanità.

Una quota consistente dipende da somiglianza: nomi che si assomigliano nella grafia o nel suono, confezioni della stessa linea che differiscono solo per un dettaglio, dosaggi diversi con grafica identica.

È il fenomeno che nella letteratura sulla sicurezza viene indicato come somiglianza di aspetto e di suono, ed è oggetto di segnalazione sistematica.

Perché non è distrazione

Il punto centrale è che questi errori non si correggono con l’attenzione.

Il riconoscimento di un oggetto familiare avviene in modo rapido e automatico, sulla base di poche caratteristiche salienti: colore, forma, posizione. Il sistema percettivo è costruito per confermare rapidamente un’ipotesi, non per verificarla.

Ne segue che due confezioni molto simili producono errori in chi lavora bene, e li producono più spesso in chi è esperto, perché l’automatismo è più consolidato.

Interviene inoltre il cosiddetto errore da cattura: quando si compie una sequenza abituale, un elemento simile può dirottare l’azione su un percorso più frequente. È il motivo per cui si prende il farmaco della sera al mattino, o il flacone accanto a quello giusto.

Le soluzioni verificate

La disciplina che se ne occupa (l’ergonomia cognitiva applicata alla sicurezza) ha prodotto indicazioni concrete.

  • La differenziazione visiva fra dosaggi diversi dello stesso farmaco, con codici cromatici e tipografici marcati anziché varianti sottili.
  • La scrittura di parti del nome in maiuscolo per evidenziare le porzioni che differiscono fra due farmaci simili: riduce gli errori di selezione, con effetti misurati.
  • La separazione fisica dei prodotti simili negli spazi di conservazione, che è spesso più efficace di qualunque intervento grafico.
  • La leggibilità della data di scadenza e del dosaggio: stampe a rilievo o a basso contrasto, ancora diffuse, sono un problema serio per chi ha ridotta acuità visiva, cioè per una parte consistente di chi assume più farmaci.
  • Il doppio controllo indipendente per i farmaci ad alto rischio, che funziona solo se i due controlli sono davvero separati.

Il foglietto illustrativo

Merita una nota perché è il punto in cui la comunicazione fallisce più spesso.

La lunghezza e la struttura dei foglietti li rendono di fatto poco utilizzabili: le informazioni critiche (come si assume, cosa non associare, quando sospendere) sono immerse in elenchi di effetti indesiderati ordinati per frequenza.

Il risultato documentato è duplice: molti non li leggono, e chi li legge sovrastima i rischi, con effetti sull’aderenza. La sola lettura di un elenco di possibili effetti aumenta la probabilità di riferirli, per un meccanismo di aspettativa noto come effetto nocebo.

Ciò che migliora la comprensione è la struttura: informazioni essenziali in evidenza e separate, frequenze espresse in modo naturale (una persona su cento anziché uno per cento) e istruzioni formulate come azioni.

Sulla parte commerciale

L’osservazione del testo originale sulla differenza fra i sistemi regolatori coglie un punto reale.

La pubblicità diretta al consumatore di farmaci con obbligo di prescrizione è consentita in pochissimi paesi ed è vietata nell’Unione europea. Le valutazioni disponibili indicano che dove è permessa aumenta il volume delle prescrizioni e sposta la scelta verso prodotti più recenti e costosi, non necessariamente più efficaci.

Va però precisata una cosa: in Europa la persuasione non è assente, è rivolta altrove, a chi prescrive. Ed è documentato che l’esposizione all’informazione promozionale è associata a una prescrizione di qualità inferiore.

La conclusione utile è che il problema non è il consumatore ingenuo: è che la stessa confezione deve servire due funzioni incompatibili (vendere e prevenire errori) e quando entrano in conflitto la sicurezza non vince da sola. Serve che sia imposta.

Domande frequenti

Gli errori con i farmaci dipendono dalla disattenzione?

No. Il riconoscimento è rapido e automatico e si basa su poche caratteristiche: confezioni simili producono errori anche in chi lavora bene, e più spesso in chi è esperto.

Cosa riduce questi errori?

Differenziare visivamente i dosaggi, evidenziare in maiuscolo le porzioni di nome che differiscono, separare fisicamente i prodotti simili e rendere leggibili scadenza e dosaggio.

Leggere il foglietto illustrativo fa male?

Leggerlo è giusto, ma la sola esposizione a un elenco di effetti aumenta la probabilità di riferirli. Le informazioni critiche andrebbero separate ed espresse come azioni.

La pubblicità dei farmaci ha effetti?

Dove la pubblicità diretta è consentita aumenta il volume delle prescrizioni e sposta la scelta verso prodotti più recenti. In Europa la promozione è rivolta a chi prescrive, con effetti documentati sulla qualità prescrittiva.

Gli errori legati alla somiglianza fra confezioni e nomi non si correggono con l’attenzione: il riconoscimento è automatico e si fonda su poche caratteristiche, tanto che l’esperienza li rende più probabili. Le soluzioni sono note e verificate, differenziare i dosaggi, evidenziare le parti di nome che cambiano, separare fisicamente i prodotti simili. Sul foglietto illustrativo vale un’avvertenza: la sola lettura di un elenco di effetti aumenta la probabilità di riferirli. E quando vendere e prevenire errori entrano in conflitto, la sicurezza non prevale da sola.
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