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La Figura del Gestalt – Counselor nelle Organizzazioni

Breve Estratto

Abstract
Il counseling nasce nell’ambito delle nuove correnti della psicologia umanistica. È una guida che porta il cliente verso la sua strada, un contenitore di emotività. La gestalt prende spunto da Kurt Lewin privilegiando la situazione umana piuttosto che quella problematica e portando il cliente verso la consapevolezza, la responsabilità, la volontà, la creatività. I suoi strumenti sono lo spazio della relazione umana e l’abilità comunicativa. Utilizza principalmente il qui-ed-ora, il concetto di figura/sfondo e il ciclo di vita gestaltico. Il counselor entra in relazione con l’individuo ma anche con il sistema vivente organizzazione nella sua individualità.
Il counseling nasce nell’ambito delle nuove correnti della psicologia umanistica, io lo definisco, in modo semplicistico, l’arte di aiutare ad aiutarsi. In generale il counseling, secondo la metodologia gestaltica, opera nel processo di apprendimento interattivo che si stabilisce tra il counselor e il cliente (sia esso un singolo, un gruppo o un’istituzione/organizzazione). L’obiettivo generale del counselor è quello di fornire al cliente degli strumenti – risorse personali – per affrontare le varie problematiche in modo creativo e raggiungere il maggior grado di soddisfazione possibile; in altre parole aiutare il cliente a migliorare la qualità della vita. Definisco il counseling un’arte, e non una scienza, perché dal mio punto di vista il counselor è un artista che lavora nella relazione umana per costruire con il cliente infinite possibilità, contribuisce a rendere ciascun individuo un pezzo unico, un’opera a sé piena di significati, ma anche di significanti, dove ciascuno è dotato di un gusto etico ma anche estetico. L’unicità è quella che rende l’individuo un’opera d’arte non classificabile in realtà in nessuna griglia, anche se per comodità si utilizzano sempre delle griglie di riferimento meramente interpretative.
La psicologia della gestalt, altrimenti detta della forma, può essere considerata l’anticristo dell’analisi per scissione. Il concetto fondamentale della gestalt è rappresentato dall’aforisma “il tutto è più della somma delle singole parti”. I gestaltisti osservano che le singole parti vanno a formare un tutto, una globalità, mettendo in risalto il fatto che una stessa parte, se presa singolarmente ha caratteristiche diverse che se inserita in una globalità altra. Facendo riferimento alla Teoria di Kurt Lewin, la gestalt, privilegia la situazione umana piuttosto che quella problematica, ovvero non analizza mai un problema fuori dal suo contesto. I punti focali della gestalt sono il qui-ed-ora (la dimensione del presente), la consapevolezza (la capacità di auto-riconoscimento), il concetto di figura/sfondo (la capacità di mettere in primo piano i bisogni più urgenti per poi riportarli in secondo piano una volta soddisfatti), la responsabilità (intesa come capacità di rispondere a un bisogno in modo consapevole) e, per ultima ma non per importanza, la creatività (la capacità di crearsi sempre scelte alternative di soluzione).
Ogni individuo è considerato unico e gli viene dedicata la massima attenzione per cogliere la sua peculiarità creativa ed aiutarlo ad esprimerla pienamente. Ogni azienda, se pensata come un sistema organizzato di parti che forma un intero inscindibile, può essere considerata unica e, come avviene per l’individuo, anch’essa deve ricevere la massima attenzione per cogliere la sua peculiarità creativa ed essere aiutata ad esprimerla. Il principale strumento di lavoro del counselor è la relazione, attraverso la quale si cerca di stabilire un rapporto interpersonale di qualità con l’interlocutore finalizzato a comprendere il problema per permettere di guardare la situazione da diversi punti di vista e giungere ad individuare soluzioni alternative. Una relazione di aiuto presuppone l’esistenza di due soggetti, dei quali, uno è in difficoltà cioè ha un problema che gli impedisce di evolvere e di prendere ulteriori decisioni. Questa situazione normalmente da luogo ad uno stato di disagio e di insofferenza. Il counselor, anche detto facilitatore, si pone attraverso l’esercizio attivo in una posizione intenzionale tutta rivolta alla soluzione del problema, ovvero attraverso particolari tecniche di comunicazione aiuta l’interlocutore a trovare la sua personale strada. L’abilità comunicativa è fondamentale per portare la relazione verso lo scambio. La capacità di ascolto è uno degli strumenti utili al counselor per definire le basi del tipo di relazione che si va a instaurare. L’ascolto empatico, ovvero la capacità di ascoltare efficacemente, può produrre benefici e cambiamenti nella persona che al momento presenta il disagio. L’empatia è una delle condizioni necessarie e a volte sufficienti per facilitare la comunicazione. Servono, infine, la consapevolezza emotiva e l’ accettazione di se stesso da parte del facilitatore e l’accettazione ad andare verso il cambiamento, da parte dell’interlocutore. Per portare il cliente verso il cambiamento bisogna accompagnarlo e contenerlo verso una consapevolezza interiore dei propri schemi interpretativi ed aiutarlo ad accorgersi che ne esistono altri dai quali lui stesso può attingere se necessario o se lo desidera. Per comprendere l’utilità della figura del counselor delle organizzazioni all’interno di un’azienda bisogna pensare alla stessa come ad un entità unica nella quale abita e partecipa la dinamica relazionale della sua stessa evoluzione, ovvero ricordare che il processo di omeostasi aziendale, come quello di chiunque altro, è costantemente sottoposto allo stress dei mutamenti. E’ proprio attraverso questo passaggio costante tra i cambiamenti che possiamo salire i gradini dell’evoluzione. Ogni cambiamento, osservato da un occhio gestaltico, segue il suo ciclo di vita e come per un disco di vinile, se si rompe uno dei suoi solchi la puntina torna indietro e si crea un blocco, un punto di rottura che impedisce l’evoluzione. Il counselor accompagna e contiene il cliente verso l’individuazione del punto di rottura e l’azione riparatrice dello stesso per riprendere un cammino sano ed evolutivo.

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