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Bateson, la Mente, la Natura, il Tutto

Breve Estratto

Un libro sconvolgente per la quantità, la qualità di spunti e le opportunità di crescita personale. Questo è il libro Mente e Natura di Gregory Bateson: uno scienziato, antropologo, della scuola di Palo Alto.
Ho colto alcuni illuminanti esercizi mentali di cui vorrei farvi partecipi, cercando di aggiungere un commento personale sulla base delle mie esperienze, sperando che Bateson non mi dia il voto … Mi piacerebbe semplificare senza banalizzare, concetti molto articolati, che possono rivelarsi molto importanti quando dobbiamo affrontare le più diverse situazioni nella nostra vita.
“La logica e’ un modello incompleto della causalità”
Se…. allora … , quante volte abbiamo incontrato questo sillogismo nei libri, parlando al telefono con il meccanico, dal medico che ci legge il risultato dei nostri esami. Ma può la logica simulare tutte le sequenze causali? Le sequenze causali sono legate al tempo, sicché per cambiare la sequenza causale, occorre intervenire sul TEMPO. Mischiando le consequenzialità in un altro ordine temporale, la logica va a farsi bella …
“La previsione non può mai essere valida in modo assoluto”
Qual è il numero successivo in questa serie? 2, 4, 6, 8, 10, 12 … probabilmente rispondereste 14.
Niente affatto, dice Bateson. E’ 27.
Andiamo avanti: 2, 4, 6, 8, 10, 12, 27, 2, 4, 6, 8, 10, 12, 27, 2, 4, 6, 8, 10, 12, 27, …Qual è il numero successivo? E’ probabile che diciate 2. Questa “semplificazione” detta anche del rasoio di Occam, riguarda la preferenza più “semplice” tra le possibili. La nostra mente tende a completare le cose incomplete. La ripetizione di serie di dati, numeri, lettere, diventa nella nostra testa una struttura, un tema. Ci dobbiamo però ricordare che ogni struttura può cambiare se noi la percepiamo in un modo nuovo: questo vantaggio ci permette di poter elaborare nuove strategie per raggiungere i nostri obiettivi, per risolvere i problemi, per aprirci nuove finestre sulla realtà, mai oggettiva.
Bateson era interessato piuttosto che ad approfondire una singola disciplina o aspetto della conoscenza, ad un aspetto più universale ed interdisciplinare, rivolto alle “connessioni”. Egli dice a un gruppo di studenti: Si dice che la psicologia sia diversa dalla sociologia, dall’antropologia, dall’estetica , e che il mondo sia fatto a piccoli pezzi separati di conoscenza, su cui voi studenti sarete interrogati con domande scollegate tra loro, a cui dovrete rispondere vero o falso,(…) Io dico che il mondo in cui “io” vivo non è fatto per niente così. Sta a voi vivere nel mondo che più vi aggrada.
Bateson sa qualche cosa che non ci dice … Quello che dice è un esempio, ma un esempio di che cosa? …
Questo atteggiamento comunicativo è tipico di una visione multidimensionale, olistica. Una profondità del pensiero dovuta alla profondità di campo della visione “binoculare”.
Il suo metodo è centrato sui fattori emotivi, sulla cibernetica della comunicazione (informazione, sistemi, logica, matematica). Essa si basa sul feedback. Sfide, sfide, sfide che portano alla distruzione oppure sfida che ritorna ad uno stato di riposo. Parlando del doppio legame ci si deve occupare del meta messaggio, cioè del contesto nel quale il messaggio assume significato. I messaggi conflittuali sono comunissimi nella nostra cultura, e tendono a „bloccare“ l’azione del ricevente del messaggio. Come se dicessimo ad un bimbo di rilanciarci la palla, avendo le mani legate dietro la schiena. Bateson parlava di questi aspetti per un interesse costante ad altre logiche di pensiero,ad un’estetica poliedrica delle relazioni umane, specialmente quelle non convenzionali.
Bateson, a proposito dell’ecologia della mente, dice che è paragonabile a una rete, a un mandala. Le idee vivono, muoiono, interagiscono, si armonizzano o meno, e quindi sopravvivono, si sviluppano o soccombono. Le idee collaborano, come le piante in un bosco.
Pensare a tutto contemporaneamente è molto difficile, ma se riconosciamo i diversi mondi, cioè il Pleroma (fisica delle “palle da biliardo”, pietre , energia, campi di forze…) e il mondo delle cose vive (che rispondono ai fatti, distinti dalle forze, cioè idee, differenze) ci rendiamo conto di differenze sostanziali. C’è un mondo esterno, dell’evoluzione, che conosciamo bene. In realtà c’è stata una evoluzione della relazione interconnessa tra le varie “specie” di animali. Dobbiamo riuscire a combinare i vari elementi in una visione unitaria.
Ed esiste un mondo interno: l’esempio della farfalla pane e burro che si estinse per un doppio vincolo. L’impossibilità di un adattamento contraddittorio. La farfalla pane e burro, con le ali di pane spalmato col burro e con la testa di zucchero, che mangia the leggero con panna: se mangia, si scioglie la testa, se non mangia muore ugualmente. Alla base ci sono idee contraddittorie. Idee con doppi legami contraddittori.
Nella nostra mente ci sono solo idee, che hanno come natura, la differenza. Le idee non sono ubicate nel tempo o nello spazio. Tra le idee ci sono relazioni (idee su idee) che non possono sussistere in altri ambiti.
Nel mondo, lo sappiamo tutti, esiste soltanto un processo costante, il cambiamento, ed esistono resoconti incorniciati. Il mondo delle idee, come abbiamo visto, può distruggerci o arricchirci. E noi possiamo mettere alla nostra esperienza che stiamo vivendo, una cornice piuttosto che un’altra, attribuendo significati anche molto diversi tra loro allo stesso concetto.
La teoria dei tipi logici dice che il termine generale “cane” , non può essere esso stesso un “cane” …
Si parla di classi “logiche”, partendo dal lavoro di B.Russel.
Nella comunicazione usiamo diversi piani “logici”. Una parola detta con un tono, piuttosto che un altro, assume significati diversi, lo sappiamo. Non esiste in realtà una lettura coerente della tipizzazione logica. Ecco che confondere o infrangere queste regole crea l’arte, la comicità, il sogno. Esse nascono dalla creatività.
Noi viviamo mentalmente di differenze. Abbiamo a che fare con i rapporti tra le grandezze, mente-corpo-materia. Il mondo ha un livello di apprendimento, e un livello di evoluzione. Bateson definisce il rapporto tra apprendimento ed evoluzione, come una barzelletta. Quando le due percezioni si intrecciano, ridiamo, piangiamo, creiamo l’arte, ecc.
E’ necessaria una empatia estetica: una primula sull’orlo del fiume è molto di più di un fiore, nello stesso modo per Konrad Lorenz le sue anatre erano molto di più che semplici animali da esperimento.

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