La logica come modello incompleto
Il primo spunto riguarda una struttura che usiamo continuamente: il se… allora. Lo incontriamo nei libri, al telefono con il meccanico, nel referto che il medico ci legge.
Ma la logica può davvero simulare tutte le sequenze causali?
L’osservazione di Bateson è che le sequenze causali sono legate al tempo: si svolgono in un ordine. La logica formale invece è atemporale, «se A allora B» vale indipendentemente da quando. Quando si introducono circuiti in cui l’effetto retroagisce sulla causa, la descrizione logica lineare smette di funzionare.
È il motivo per cui Bateson guardava alla cibernetica: perché lì il rapporto causale è circolare, non lineare.
La previsione non è mai assoluta
Torniamo alla serie numerica.
Se dopo il 12 arriva 27, la sequenza diventa: 2, 4, 6, 8, 10, 12, 27, 2, 4, 6, 8, 10, 12, 27… A questo punto, richiesti del numero successivo, diremmo 2, e avremmo di nuovo formulato un’ipotesi.
Il meccanismo in gioco è quello del rasoio di Occam: preferiamo la spiegazione più semplice tra quelle possibili. La nostra mente completa ciò che è incompleto e trasforma una ripetizione in una struttura, in un tema.
Ma ogni struttura può cambiare se la percepiamo in modo nuovo. Ed è precisamente questo il vantaggio: poter elaborare strategie diverse, risolvere problemi, aprire finestre su una realtà che non è mai oggettiva.
Contro la frammentazione del sapere
Bateson non era interessato ad approfondire una singola disciplina, ma alle connessioni.
A un gruppo di studenti fece notare che si dice che psicologia, sociologia, antropologia ed estetica siano cose diverse, e che il mondo sia fatto di piccoli pezzi separati di conoscenza, su cui verranno interrogati con domande scollegate. Aggiungendo che il mondo in cui lui vive non è affatto fatto così, e che sta a loro scegliere in quale mondo vivere.
È un atteggiamento comunicativo tipico di una visione olistica: una profondità di pensiero paragonabile a quella che la visione binoculare dà allo sguardo. Due punti di vista leggermente diversi, combinati, producono un’informazione che nessuno dei due possiede da solo: la profondità.
Il doppio legame
Il metodo di Bateson è centrato sui fattori emotivi e sulla cibernetica della comunicazione, e si fonda sul feedback.
Parlando di doppio legame occorre occuparsi del meta-messaggio: il contesto entro cui il messaggio assume significato.
I messaggi conflittuali sono comunissimi nella nostra cultura e tendono a bloccare l’azione di chi li riceve. L’immagine usata è efficace: come chiedere a un bambino di rilanciarci la palla mentre ha le mani legate dietro la schiena.
Il punto essenziale è che la contraddizione non sta nel contenuto ma tra livelli diversi: ciò che viene detto e ciò che la situazione comunica si escludono a vicenda. E poiché la relazione non può essere abbandonata, chi riceve non ha una mossa corretta disponibile.
La farfalla impossibile
L’esempio è deliberatamente assurdo: una farfalla con le ali di pane e burro e la testa di zucchero, che beve tè con panna. Se beve, la testa si scioglie. Se non beve, muore comunque.
Non è un problema di scarsità di risorse, ma di premesse contraddittorie: entrambe le alternative conducono alla stessa fine. È la forma logica di ogni situazione a doppio vincolo.
L’ecologia della mente
A proposito dell’ecologia della mente, Bateson usa l’immagine della rete e del mandala.
Le idee vivono, muoiono, interagiscono, si armonizzano o confliggono, e di conseguenza sopravvivono, si sviluppano o soccombono. Collaborano (precisa) come le piante in un bosco.
La metafora non è decorativa: implica che un’idea non si valuti isolatamente, ma per come si inserisce in un sistema di altre idee che la sostengono o la escludono.
Due mondi
Bateson distingue il Pleroma (il mondo della fisica, delle pietre, delle forze e dell’energia) dal mondo delle cose vive, che rispondono non alle forze ma ai fatti, cioè alle differenze.
È la distinzione centrale del suo pensiero. Una pietra risponde alla forza che la colpisce; un organismo risponde a un’informazione, e l’energia della reazione proviene da lui, non dallo stimolo. Nella nostra mente esistono solo idee, e la natura dell’idea è la differenza.
I tipi logici
La teoria dei tipi logici, che risale al lavoro di Bertrand Russell, stabilisce che il termine generale «cane» non è esso stesso un cane: la classe non appartiene al proprio insieme.
Nella comunicazione usiamo continuamente piani logici diversi: una stessa parola detta con un tono o con un altro assume significati differenti.
E qui arriva l’osservazione più bella: confondere o infrangere queste regole non produce solo errori. Produce l’arte, la comicità, il sogno. Nascono tutti dalla creatività, cioè dalla capacità di far collidere livelli che dovrebbero restare separati.
L’empatia estetica
La chiusura è una richiesta: che serva un’empatia estetica.
Una primula sull’orlo di un fiume è molto più di un fiore, allo stesso modo in cui per Konrad Lorenz le sue anatre erano molto più che animali da esperimento.
È coerente con tutto il resto. Se ciò che conta sono le relazioni e non gli oggetti isolati, allora osservare senza coinvolgimento non è più rigoroso: è semplicemente meno informativo.
Domande frequenti
Cosa intende Bateson dicendo che la logica è un modello incompleto della causalità?
Che le sequenze causali si svolgono nel tempo mentre la logica formale è atemporale. Quando l’effetto retroagisce sulla causa, come nei circuiti cibernetici, la descrizione lineare smette di funzionare.
Cos’è il doppio legame?
Una situazione in cui la contraddizione non sta nel contenuto del messaggio ma tra livelli diversi: ciò che viene detto e ciò che il contesto comunica si escludono. Poiché la relazione non può essere lasciata, non esiste una mossa corretta.
Perché Bateson dice che le idee sono differenze?
Perché distingue il mondo fisico, dove gli oggetti rispondono alle forze, da quello dei viventi, che rispondono alle informazioni. In quest’ultimo l’energia della reazione proviene dall’organismo, non dallo stimolo.
Cosa c’entrano i tipi logici con l’arte e la comicità?
La teoria dei tipi stabilisce che la classe non appartiene al proprio insieme. Infrangere questa separazione tra livelli non produce solo errori: produce l’arte, la comicità e il sogno.