Informazioni sull'autore

Disponibile Solo versione Premium

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Disponibile Solo versione Premium

Assessment clinico e Valore della Scelta in Terapia

Breve Estratto

Per Assessment si intende un’ampia valutazione iniziale che uno psicologo clinico svolge in rapporto alla possibile presa in carico di un paziente, al fine di decidere un aiuto psicologico o una psicoterapia o un reindirizzo del paziente verso interventi che paiono più appropriati alle esigenze del caso.

Si tratta quindi di una raccolta di informazioni, quanto più dettagliate possibili, sulla storia della persona, su eventi importanti della sua vita, su modalità ripetitive di comportamento che potrebbero essere alla base del problema riportato in seduta. Una ricostruzione dei meccanismi e dei processi che sottendono i disagi lamentati.

In questa fase del processo è necessario individuare e concordare con il paziente sia obiettivi immediati che quelli a lungo termine che saranno i punti cardine dell’eventuale trattamento.

Rappresenta un momento fondamentale del percorso che si sta per intraprendere in quanto, di base, presuppone una scelta da entrambe le parti in questione. Infatti, da un lato c’è il professionista (psicologo e/o psicoterapeuta) che viene chiamato in causa come esperto di problematiche psicologiche; dall’altra c’è la persona, la coppia o la famiglia intera che sta facendo una richiesta d’aiuto in un momento della propria vita in cui un particolare disagio o difficoltà destabilizza l’equilibrio fino ad ora vissuto.

La scelta del terapeuta da parte di un paziente è quella più impegnativa perché si tratta di valutare un professionista sulla base di poche informazioni reperite, oggi più che mai, attraverso internet o tramite il passaparola, tenendo presente che questo dovrà essere una presenza costante al proprio fianco per mesi o anche più. In questa professione non si può “operare chirurgicamente” dando così una percentuale più o meno veritiera di riuscita. L’imprevedibilità delle relazioni che si instaurano in un contesto valutativo e, ancor più proseguendo per quello terapeutico, presuppone che ci sia un affidamento sulla base del proprio istinto, ma soprattutto della sensazione di accoglienza che la persona avverte sin dal primo incontro.

Un altro fattore determinante nella scelta è quello del sesso: ci si può sentire a proprio agio con un terapeuta dello stesso sesso oppure ci si trova meglio con uno del sesso opposto. Anche l’età del terapeuta ha una grande rilevanza: è frequente che una persona si affidi più volentieri ad un professionista con un’età superiore alla propria, ma non è raro che possa sentirsi meglio compreso da un coetaneo.

Come accennato però, non è da sottovalutare la scelta fatta anche da parte del terapeuta stesso. Basandoci sul concetto secondo cui essere specializzati in un area o in un orientamento specifico, sia un punto a favore della professionalità e della competenza del terapeuta, quest’ultimo, a seguito dei primi colloqui di assessment, dovrebbe fare una vera e propria scelta di coscienza che gli permetta di inviare il paziente ad un collega qual’ora non si sentisse in grado di aiutarlo come dovrebbe. Un terapeuta è in primis un essere umano, fatto di sentimenti e fragilità pertanto, come chiunque altro, può attraversare fasi di vita difficili che non gli permettano di interagire lucidamente con eventuali pazienti che chiedono aiuto per una problematica che in quel momento li accomuna. In una situazione simile la presa in carico è possibile solo se non rappresenta per il terapeuta una sfida con le proprie capacità, un segnale di onnipotenza, ma al massimo un obiettivo di crescita parallela, da attuare però in supervisione costante. La capacità di essere utile agli altri è mantenuta, quindi, solo se il terapeuta è consapevole del suo bisogno di crescere mantenendo la sua autenticità.

Come la vita, anche la terapia è una danza, dove ciascun ballerino è responsabile di quanto accade, della sinuosità, della grazia, della coerenza dei passi, del ritmo e dell’affinità. Questa condizione d’elezione non si sviluppa al primo incontro, ma in qualche modo si raffina col tempo attraverso la conoscenza reciproca con l’intento di riuscire a volteggiare insieme in un percorso coerente e produttivo.

Condividi questo Post
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
ARTICOLI RECENTI
ARTICOLI CORRELATI
Iscriviti alla Newsletter