Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Applicazione del Gestalt Counseling in Ambito Sportivo e Organizzativo

Lo sport non è solo competizione e risultato: è un percorso di crescita che coinvolge corpo e mente insieme. Il Gestalt counseling coglie proprio questo legame e lo applica sia all’allenamento sportivo sia alla vita organizzativa e aziendale. Una metafora perfetta? La corsa a ostacoli: perché, a pensarci bene, la vita è un grande ostacolo […]

Psicolab — Applicazione del Gestalt Counseling in Ambito Sportivo e Organizzativo
Lo sport non è solo competizione e risultato: è un percorso di crescita che coinvolge corpo e mente insieme. Il Gestalt counseling coglie proprio questo legame e lo applica sia all’allenamento sportivo sia alla vita organizzativa e aziendale. Una metafora perfetta? La corsa a ostacoli: perché, a pensarci bene, la vita è un grande ostacolo da superare al meglio.

Sport e counseling: corpo e mente insieme

Si sente spesso ripetere che lo sport non è solo agonismo, ma un importante percorso di crescita fisica, mentale ed emotiva, oltre che di appartenenza sociale. Il counseling sportivo parte proprio da qui e apre una finestra sulle capacità di problem solving e decision making: lavorare in modo programmato, per obiettivi, imparando a superare quei meccanismi caratteriali che frenano la crescita della persona.

Il punto di partenza è un’idea semplice ma profonda: emotività e fisicità non sono due entità separate che coabitano lo stesso corpo, ma due facce della stessa medaglia. La mente, che coordina il tutto, agisce sul fisico e sull’emotivo con le stesse modalità e gli stessi filtri. È l’incontro tra “Psiche” e “Physio”. Per questo allenare il corpo può allenare anche la mente, e viceversa.

La corsa a ostacoli come metafora della vita

Tra tutte le discipline, la scelta cade sull’atletica leggera (lo sport che nasce dal gesto umano più naturale) e in particolare sulla corsa a ostacoli. È una specialità che richiede elevate capacità tecniche e coordinative: bisogna correre a grande velocità superando una serie di barriere, mantenendo ritmo ed equilibrio.

Perché proprio questa disciplina? Perché rende benissimo l’idea del “problema” e della sua “soluzione”. La gara a ostacoli è una metafora perfetta di ogni percorso complicato ma necessario per raggiungere un obiettivo: la carriera di un politico, la guarigione di un malato, la dimostrazione di una teoria da parte di uno scienziato. E c’è una lezione preziosa: più l’ostacolo è distante, più è faticoso arrivarci, perché la fatica psico-fisica riduce lucidità e capacità. Da qui un consiglio pratico: meglio affrontare un problema per volta, un ostacolo alla volta.

Le sette fasi: dal salto al ciclo gestaltico

La tecnica del superamento dell’ostacolo prevede sette fasi, che ricalcano il ciclo gestaltico del contatto. La cosa affascinante è che le stesse sette fasi descrivono anche il processo di problem solving:

  1. Pre-contatto, la sensazione. Avvicinandosi all’ostacolo (o al problema) emerge una sensazione fisico-emotiva insolita: nervosismo, tensione allo stomaco, tremore. Riconoscere questo stato aiuta a gestirlo nelle occasioni successive.
  2. Pre-contatto, la consapevolezza. Si prende piena coscienza di ciò che sta accadendo: stiamo per affrontare qualcosa di difficile e dobbiamo essere pronti.
  3. Presa di contatto, la mobilizzazione. È il momento dell’analisi: quanti ostacoli, a che distanza, quali strategie possibili per raggiungere l’obiettivo.
  4. Azione, la scelta e l’attuazione della strategia. Si sceglie l’approccio migliore (quello col miglior rapporto tra sforzo e risultato) e si “attacca”. Contano tecnica, coordinazione e capacità di gestire tempi, mezzi ed emozioni.
  5. Contatto finale. Si arriva al traguardo, o si supera il problema: l’apice dello stato fisico ed emotivo, seguito da un improvviso rilassamento.
  6. Post-contatto, la soddisfazione. Ci si gode il risultato e la fine della prestazione. È un momento intenso, dopo il quale bisogna saper tornare “con i piedi per terra” in modo saldo ed equilibrato.
  7. Ritiro. L’organismo si ritira in una fase di attesa e riposo, pronto a ricominciare con la sfida successiva.

Vedere il proprio problema attraverso questo schema aiuta a scomporlo, ad affrontarlo con metodo e a viverlo con maggiore consapevolezza emotiva.

Allenare la mente attraverso il corpo

La conseguenza è potente: sperimentarsi fisicamente ed emotivamente sono due forme di crescita che allenano la mente e il nostro atteggiamento verso la vita. Chi fatica ad affrontare i problemi può provare ad allenarsi alla corsa a ostacoli: con il tempo, tra sconfitte e vittorie, può scoprire un atteggiamento più positivo e propositivo. Corsa a ostacoli e problem solving hanno molti punti in comune:

  • trovare e adottare un ritmo personale e regolare;
  • mantenere la regolarità dei movimenti;
  • sapersi adattare alla situazione e all’ambiente;
  • curare la precisione dei singoli gesti;
  • coordinare i movimenti, e la dimensione fisica con quella emotiva;
  • trasformare i gesti in uno stile personale e spontaneo;
  • ridefinire periodicamente il proprio stile.

Non solo per campioni

Questa sinergia tra counseling e sport vale per tutti: per i grandi atleti come per i manager aziendali, per i professionisti come per i bambini in fase di sviluppo. Riflettere su questo legame significa toccare i valori più profondi dello sport e dell’importanza di vivere una vita emotivamente attiva. La gara a ostacoli non è una competizione riservata ai campioni: chiunque, a modo suo, può sentirsi campione. Perché l’attività sportiva è, prima di tutto, un momento di crescita individuale e sociale. Poi viene tutto il resto.

Domande frequenti

Cos’è il Gestalt counseling applicato allo sport?

È un approccio che utilizza lo sport come strumento di crescita personale, partendo dall’idea che corpo ed emozioni siano due facce della stessa medaglia. Attraverso il gesto atletico si allenano capacità mentali come il problem solving e il decision making, utili anche in ambito organizzativo e aziendale.

Perché la corsa a ostacoli è una metafora della vita?

Perché rappresenta un percorso complicato ma necessario verso un obiettivo, fatto di barriere da superare una alla volta. Insegna che più l’obiettivo è lontano più aumenta la fatica, e che conviene affrontare un problema per volta, con ritmo, equilibrio e strategia.

Quali sono le sette fasi del ciclo?

Pre-contatto (sensazione), pre-contatto (consapevolezza), presa di contatto (mobilizzazione), azione (scelta e attuazione della strategia), contatto finale, post-contatto (soddisfazione) e ritiro. Le stesse fasi descrivono sia il superamento dell’ostacolo sia il processo di problem solving.

Questo approccio è utile solo agli sportivi?

No. Vale per chiunque: atleti, manager, professionisti e bambini. Allenare corpo ed emozioni insieme sviluppa un atteggiamento più positivo verso i problemi. La gara a ostacoli non è solo per campioni: chiunque, a modo suo, può sentirsi tale.

Il Gestalt counseling applicato allo sport parte da un’idea chiave: corpo ed emozioni sono due facce della stessa medaglia, e allenare l’uno allena anche l’altro. La corsa a ostacoli diventa metafora della vita e del problem solving: un percorso di barriere da superare una alla volta, con ritmo, equilibrio e strategia. Le sette fasi del salto ricalcano il ciclo gestaltico e descrivono anche il modo di affrontare un problema: dalla sensazione iniziale alla consapevolezza, dall’analisi all’azione, fino alla soddisfazione e al riposo. Sperimentarsi fisicamente ed emotivamente è quindi una forma di crescita valida per tutti (atleti, manager, bambini) perché lo sport è prima di tutto un momento di sviluppo individuale e sociale.
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