Il counseling in sinergia con lo sport nell’allenamento per ottimizzare la formazione e lo sviluppo della persona per raggiungere gli obiettivi prefissati. Si sente spesso dire che lo sport non è solo competizione agonistica e risultato finale ma è un importante percorso di crescita e di sviluppo di attività fisiche e mentali, di condivisione emotiva e di appartenenza al sociale.
Il counseling sportivo, questa volta, apre una finestra sulle capacità di problem solving e decision making, capacità di lavorare in modo programmato e per obiettivi.. Psiche e Physio si incontrano alle gare di velocità con salto agli ostacoli, al traguardo la capacità di superare i meccanismi caratteriali dell’organizzazione “individuo” che impediscono la crescita dello stesso. Iniziamo questo percorso di riscoperta dello sport con l’Atletica Leggera perché, più di tutti, è lo sport che in modo più naturale nasce dal gesto umano puro e semplice: nasce nella notte dei tempi, quando l’uomo correva per inseguire una preda o per fuggire da un predatore, lanciava per aggredire o per difendersi. Possiamo quasi parlare di un agonismo del tutto inconsapevole e primitivo.
Anche la storia vuole la sua parte: si hanno notizie dei primi “giochi atletici” nell’antica Grecia, in Egitto, in Irlanda, a Roma e in Etruria anche attraverso l’Iliade (vedi il canto XXIII). Ad esempio nei giochi di Lugnas (Tailtean Games) datati intorno al 623 a.C. e dei quali si hanno poche notizie, già si parla di programma con gare di corsa, di lancio della pietra e del giavellotto, e di salto in lungo e con asta, questo basta a farci comprendere quanto questi gesti ci appartengano.
La corsa di velocità a ostacoli è una specialità dell’atletica leggera che richiede elevate capacità tecnico-coordinative. Si tratta di gare di velocità in cui occorre superare delle barriere la cui altezza e distanza dipende dalla categoria di appartenenza. Ho scelto questa disciplina in questo contesto perché meglio di tutte le altre rende l’idea del “problem” e del “solving”. In effetti a pensarci bene, la vita è un grande ostacolo da superare al meglio. La gara di salto agli ostacoli è una perfetta metafora per indicare un percorso complicato, ma necessario, per raggiungere un determinato obiettivo; così abbiamo politici che intraprendono la corsa agli ostacoli per la loro carriera, malati che la intraprendono per la loro guarigione, scienziati e innovativi che affrontano agli ostacoli per dimostrare una teoria o per far volare l’uomo e via dicendo. Più l’ostacolo è distante, ovvero maggiore è la strada da percorre tra il punto di partenza e il punto di arrivo, più è difficile arrivare al traguardo. La fatica psico-fisica determina una riduzione delle abilità tecnico-coordinative, della potenza, nonché delle capacità mentali. Per questo meglio affrontare un problema per volta, un ostacolo alla volta.
L’atleta della corsa a ostacoli deve avere abilità nelle gare veloci e nella tecnica del salto all’ostacolo, quest’ultima in generale prevede sette fasi (si veda le 7 fasi del ciclo gestaltico):
1 Pre-contatto, la sensazione. Il momento di confrontarsi con l’ostacolo si sta avvicinando e una strana sensazione fisico-emotiva (ad esempio nervosismo e mal di stomaco, paura e tremore alle gambe, vergogna e formicolio al petto e al viso) ci pervade; l’individuazione e il riconoscimento del nostro stato fisico-emotivo in quello specifico momento ci aiuta in altri momenti a riconoscerlo e gestirlo.
2 Pre-contatto, Consapevolezza, prendiamo coscienza completa del fatto che stiamo per entrare sulla pista di atletica e dobbiamo essere pronti alla gara di velocità e al superamento degli ostacoli per raggiungere l’obiettivo.
3 Presa di contatto, fase della mobilizzazione ovvero analisi del numero degli ostacoli, della distanza di uno dall’altro, della lunghezza totale della pista e delle concrete possibilità di raggiungimento del traguardo. Analisi della strategia di attacco.
4 Azione, scelta della strategia di attacco e attuazione della stessa. L’attacco all’ostacolo, è il momento in cui si affronta l’ostacolo attraverso l’alternarsi delle gambe in stacco-attacco-richiamo stabilendo un certo ritmo da mantenere costante e sotto controllo dalla partenza all’arrivo. Questa fase deve tener presente le fasi necessarie dell’azione. Per la scelta della strategia e il superamento dell’ostacolo sono molto importanti la tecnica e la coordinazione soprattutto degli arti inferiori. Nella fase di atterraggio,cioè quando dopo aver superato l’ostacolo si torna a poggiare i piedi per terra è molto importante saper attuare la giusta ammortizzazione. Una volta superato l’ostacolo e tornati con i piedi a terra bisogna essere rapidi nel riprendere la corsa (che rimane pur sempre di velocità) con la massima potenza e in pieno equilibrio.
5 Contatto finale, è il momento in cui si arriva al traguardo, l’apice dello stato fisico ed emotivo, il momento in cui di colpo si passa dalla massima espressione al rilassamento della fine della prestazione.
6 Post-contatto, momento della soddisfazione, è il momento in cui la gara è terminata e ci si gode sicuramente il rilassamento e il termine della prestazione, più o meno il raggiungimento dell’obiettivo con o senza medaglia.
7 Ritiro, l’organismo si ritira ed entra in una fase di attesa e di riposo per quanto riguarda la corsa ad ostacoli in attesa di ricominciare il percorso con la prossima competizione.
Tornando al counseling, non bisogna dimenticare che emotività e fisicità non sono due enti astratti e separati che coabitano uno stesso corpo (neanche fosse un attico a trastevere) ma piuttosto due facce della stessa medaglia, due dimensioni dello stesso corpo, per questo motivo ho parlato dell’incontro di Psiche con Physio. Partendo da questo enunciato è facile comprendere come la mente, coordinatrice del tutto e anch’essa unica, agisce sul fisico e sull’emotivo utilizzando la stessa modalità, usando gli stessi strumenti e gli stessi filtri. Nel problem solving, utilizziamo le stesse fasi del percorso della gara di corsa veloce con salto degli ostacoli:
1 Pre-contatto, la sensazione. Il momento in cui si comincia ad avvertire una strana sensazione, una di quelle sensazioni che non emerge quotidianamente ma solo quando avviene qualcosa di diverso (ad esempio nervosismo e mal di stomaco, paura e tremore alle gambe, vergogna e formicolio al petto e al viso). L’individuazione e il riconoscimento del nostro stato fisico-emotivo in quello specifico momento ci aiuta in altri momenti a riconoscerlo, gestirlo e ad accorgerci che ci troviamo di nuovo di fronte ad un momento particolare.
2 Pre-contatto, consapevolezza, prendiamo coscienza di ciò che sta accadendo di diverso dal quotidiano avvicendarsi degli eventi nella nostra vita. Sappiamo che stiamo per affrontare qualcosa di difficile per noi.
3 Presa di contatto, fase della mobilizzazione ovvero analisi del problema e delle possibili soluzioni, definizione delle diverse strategie possibili per il raggiungimento dell’obiettivo.
4 Azione, scelta della strategia di attacco e attuazione della stessa. In questa fase ci vediamo nella scelta della strategia migliore, ovvero quella che è per noi più applicabile in termini del rapporto tra minima perdite e maggior guadagno, e l’attacco al problema in vista della soluzione. In questa fase è molto importante avere una strategia e una buona tecnica e, soprattutto, capacità di coordinamento dei tempi, dei mezzi, delle emozioni
5 Contatto finale, è il momento in cui si arriva al superamento dell’ostacolo, del problema. In questa fase si passa da uno stato apicale di lavoro (fisico e mentale) ad una fase di rilassamento in quanto non si può fare altro.
6 Post-contatto, momento della soddisfazione, è il momento in cui si supera l’ostacolo, o il problema. Il problema si lascia indietro, questa fase va considerata come un momento di follia in cui si ha la possibilità di attraversare i muri, nel momento in cui questa esperienza finisce bisogna essere organizzati per riuscire a tornare “con i piedi in terra” in modo saldo ed equilibrato, pronti rapidamente a tornare nel quotidiano.
7 Ritiro, l’organismo si ritira ed entra in una fase di attesa e di riposo rispetto all’arrivo di un nuovo problema da risolvere e alla capacità di essere pronti per accoglierlo, affrontarlo e superarlo.
Sembra evidente a questo punto che sperimentarsi fisicamente e sperimentarsi emotivamente, sono entrambe due forme di crescita e sviluppo necessarie per allenare e formare la propria mente e il proprio atteggiamento verso la vita. Chi dovesse avere delle difficoltà nell’affrontare i problemi può provare ad allenarsi alla corsa ad ostacoli e con il tempo, con l’allenamento, attraverso le sconfitte e le vittorie, può rendersi conto del cambiamento anche emotivo, dell’atteggiamento diverso, più positivo e propositivo, nell’affrontare un problema. La corsa ad ostacoli, come anche il problem solving, hanno molte cose in comune, per questo motivo quando non si hanno le capacità mentali del problem solving, le si possono acquisire con la sperimentazione fisica alla corsa veloce con salto agli ostacoli. I punti principali comuni sono:
1 La necessità di trovare e adottare un ritmo personale e regolare
2 La capacità di mantenere la regolarità di movimenti
3 La capacità di adattamento alla situazione e all’ambiente circostante
4 L’attenzione alla precisione dei singoli movimenti
5 La capacità di coordinamento dei singoli movimenti delle singole parti del corpo, del coordinamento dell’unione dei singoli movimenti in un unico andamento, del coordinamento emotivo e fisico
6 La capacità di trasformazione dei singoli movimenti in stile personale e spontaneo
7 La ridefinizione periodica del proprio stile
Ciò che si è voluto evidenziare è la capacità di interazione tra counseling e sport nel formare e sviluppare le capacità attitudinali di ognuno. Bisognerebbe tener presente questo aspetto sia quando si allenano i grandi campioni, sia quando si allenano i grandi manager aziendali, sia quando si allenano i bambini in fase di sviluppo. Riflettendo su questo binomio si toccano i valori più profondi dello sport e dell’importanza del vivere una vita emotivamente attiva, la gara di salto agli ostacoli non è solo una competizione per campioni, ma chiunque può sentirsi a modo suo campione. Non dobbiamo mai dimenticare che l’attività sportiva, in primis, è un momento di crescita e di sviluppo nell’individuale e nel sociale, poi è tutto il resto.