Ha collaborato Federica Cataldo
Descrivi il tuo personaggio storico preferito … La professoressa si aspetta che si parli di Napoleone, di Carlo Magno, di Lorenzo il Magnifico … E’ più interessante, invece, lasciare la penna libera di accarezzare … Hachiko … Un cane, solo un cane, protagonista di una storia coinvolgente, frutto di un fatto vero che, forse, passa inosservato agli occhi freddi e asettici dei più, ma che lascia un segno profondo nell’animo di quanti sanno ascoltare con le orecchie la voce del cuore. Hachiko … Un cane, solo un cane in grado di far emergere il “fanciullino” di pascoliana memoria che, albergando in ogni uomo, invita a sanare la ”coscienza infelice” … 10 novembre 1923. Hachiko …
Un cane, solo un cucciolo giapponese di razza Akita perduto, probabilmente, sulla banchina di una stazione da un facchino sbadato, uno come tutti gli altri, ma accolto, all’età di due mesi, dall’abbraccio amorevole di un Docente all’Università Imperiale di Tokyo, Hidesaburō Ueno, un padrone diverso che ha saputo riconoscere in lui l’angelo regalatogli dal destino … Due lunghi anni insieme a condividere continue manifestazioni di un affetto superiore e divino. Ogni giorno, alle 8:00, accompagnava al lavoro il suo padrone e la sera, alle 15:00, grazie a chissà quale orologio del cuore, lo andava a prendere alla stazione. Fiutava lo stato d’animo del padrone e, deciso a non perdersi un respiro, era capace di auscultarne il battito. Una mattina come tante il padrone è salito sul treno e non è tornato più, un attacco di cuore durante una lezione nel maggio 1925 lo aveva stroncato. Hachiko lo ha aspettato invano tutta la notte … e l’indomani … e l’indomani ancora … ha cambiato orario, niente. I mesi sono diventati anni, difficile trattenere il pianto davanti al desiderio ardente del cucciolo di stare con il Professore, di cui soffriva la lontananza, http:\\/\\/psicolab.neta lo ha fermato, né la neve, né il gelo, con l’angoscia di vivere senza la sua Ragion d’Essere … 8 marzo 1934, quasi 10 anni dopo il suo ultimo incontro con il Professor Ueno, ormai dodicenne, è stato trovato morto fuori dalla stazione dove aveva atteso per così tanto tempo il suo padrone.
La sua morte è stata riportata su tutte le prime pagine dei giornali, è stato addirittura indetto un giorno di lutto nazionale e sono stati raccolti contributi in tutto il Giappone per rendere memoria al cane che aveva conquistato i cuori di grandi e piccini. Lo scultore Ando Teru ha creato una statua in bronzo posizionata nel posto esatto in cui il cane aveva aspettato per anni. La guerra ha rischiato di cancellarne la memoria, i metalli dovevano trasformarsi in armi ma, nel 1948, Takeshi, gli ha ridato nuova linfa e oggi la statua attuale splende al di fuori della stazione di Shibuya, in una nobile posa, aspettando per sempre il suo padrone … Ora Hachiko riposa nel mondo in cui non esistono più i mille perché che attanagliavano il suo animo, alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, insieme a quelle del suo padrone, gli altri suoi resti imbalsamati sono esposti nel Museo Nazionale delle Scienze, ma il suo ricordo resterà vivo per sempre, immortalato dal ”Monumento al cane fedele”, punto di riferimento per tutte le persone che aspettano di incontrare i propri amici.
Lasse Hallström, nel film “Hachiko – Il tuo migliore amico” del 2009, inoltre, ha affidato a Richard Gere il compito di farne un emblema di affetto e lealtà, metafora di un miracoloso amore senza confini, di un eroe immolatosi per il proprio padrone … Hachito, un eroe … E l’uomo contemporaneo, stressato dal tran tran della quotidianità? E’ ancora capace di nutrire sentimenti di abnegabile intensità? Può far sentire unica e speciale la persona che ama? Riesce a starle accanto notte e giorno nel momento del bisogno? Si accorge quando il suo silenzio è un urlo assordante? Sa farla sentire … straordinaria? Quante domande senza risposta, nella speranza che Hachito generi il bisogno di inseguire quel ”quid” in grado di aiutare a ritrovare il legame viscerale, profondo, intimo con la natura e con tutte le sue componenti, a non vedere più in essa una semplice fonte di profitto e progresso … Ci si commuove di fronte a un cane che guaisce e rivolge teneri sguardi perché “la fedeltà di questo tenero esserino è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con una creatura umana” (K. Lorenz) … Qualcuno, chissà, giudicherà infantili tali reazioni, ma non è cosi. Hachiko … Un cane, solo un cane, eppure la storia di questo piccolo grande paladino, inno alla bellezza delle piccole cose di ogni giorno, aiuta a crescere, a conoscere il potere dell’amore e la sua misteriosa capacità di trasformare il cuore umano.