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Un Caso di Lutto – parte I

Breve Estratto

 
La  seguente relazione si riferisce alle conseguenze di un  danno da lutto, per il quale giunsero alla mia osservazione i due fratelli ed i genitori della persona scomparsa, vittima di un incidente stradale. Mi veniva richiesto  il quadro psicologico di tutti ed una quantificazione diagnostica, ai fini del calcolo dell’ipotetico risarcimento in sede civile. Per entrambi adoperai una batteria di  test comprendente lo Z-test individuale, l’Hand test  e le Scale ASQ e CDQ. Troverete i risultati delle Perizie di un certo interesse, a causa anche delle differenziazioni rilevate tra i soggetti.
 
RELAZIONE PSICODIAGNOSTICA SU G C, DI ANNI 54
 
Anamnesi recente
 
Il paziente accede al colloquio in atteggiamento lucido,orientato e partecipativo degli eventi che racconta. Il signor G C patisce la condizione di lutto seguita alla scomparsa della figlia Simona, con lui nella autovettura che subì l’incidente nel quale ella perse la vita. Pur non avendo un rapporto assiduo con i figli a causa del suo lavoro di camionista –lavoro che ha abbandonato anche per il trauma psicologico seguito alla scomparsa della figlia -, il soggetto ha elaborato uno stato di malessere comportamentale profondo, che lo ha portato a staccarsi ancor più dalla famiglia, soprattutto a causa del forte deterioramento del rapporto coniugale, in virtù del fatto che la moglie lo ritiene in qualche modo responsabile della morte di Simona, anche se alcuna responsabilità è da ascrivere al C. Il danno esistenziale derivato è di grande ed oggettiva portata ed ha rivoluzionato negativamente l’equilibrio all ‘ interno dei componenti il nucleo familiare, come descritto anche nella anamnesi della moglie. Il signor C esperisce una
 
condizione di distacco affettivo dalla sua famiglia e cerca di starne lontano il più possibile,intraprendendo anche attività di volontariato fuori d’Italia. La situazione è quasi ai limiti della rottura; il nostro esaminato ha sviluppato una sintomatologia ansiosa, ha perso interessi nella famiglia, non riesce più ad avere un dialogo con il coniuge, cerca – nell’allontanamento da casa-, una via di fuga dal malessere profondo che lo attanaglia.
 
Per adeguatamente valutare la condizione attuale del paziente, ho somministrato una consona e congrua batteria di test psicodiagnostici, qui sotto brevemente descritti e sui quali vi invito a soffermarvi per ben comprendere i risultati raggiunti:
 
 
BREVE DESCRIZIONE DEI TEST PSICODIAGNOSTICI IMPIEGATI IN QUESTA SEDE
 
Zulliger test-forma individuale ( Z test ) : reattivo proiettivo di personalità, elaborato da H.Zulliger . Esso nasce dopo la prova di Rorschach ed è basato sugli stessi meccanismi proiettivi di risposta del soggetto. È composto da tre tavole con le ‘macchie’, ha come finalità lo studio degli aspetti di ‘tratto ‘ della personalità , in parte influenzati dalle esperienze più recenti dell’esaminato. La sua velocità di applicazione e di elaborazione –senza niente togliere alla precisione diagnostica -, lo rende una prova proiettiva assai importante ed utile .Lo scrivente ha prodotto un ‘Manuale pratico ‘ per il suo studio, utilizzato dai Laureati in Psicologia tirocinanti presso di lui al Reparto Neuro- Consultorio Psicologico dell ‘ Ospedale Militare di Firenze.
 
Hand test : si tratta di un test proiettivo che si è rivelato, nel tempo, una prova assai indicativa della condizione di ‘stato’ psicologico presente nell’esaminato. E’ composto da 9 cartoncini con il disegno di una mano in una posizione diversa su ognuno di essi e da un cartoncino bianco. Al soggetto viene data la consegna di ‘ immaginare che azione ha compiuto o sta per compiere quella mano in quella posizione’, consentendo –secondo le regole elaborative della prova -, la proiezione della condizione più attuale del proprio stato d’animo. Per il cartoncino bianco viene data la consegna al soggetto di immaginare liberamente una mano che compia delle azioni, le prime che gli vengono in mente.Il test possiede un sistema di siglatura originale e consente la costruzione di una diagnosi relativa a come egli si percepisce inconsapevolmente nel periodo in corso.
 
CDQ IPAT : è la Scala per la misurazione della depressione dell’Insitute for Personality and Ability Testing, uno dei Centri di maggior valore e rigore scientifico nello studio degli aspetti psicologici della personalità. Questa edizione è del 1979 e possiede la revisione ed adattamento italiano. Consta di 40 affermazioni ad autosomministrazione, attraverso il cui esame si perviene alla definizione del grado di malessere depressivo eventualmente presente nell’esaminato. Lo scrivente ha elaborato un adattamento ed un ampliamento diagnostico della presente versione, per uso informatico: viene fornita una scala con lo studio della coerenza interna delle risposte del soggetto ( come mezzo per limitare sia le risposte casuali, sia una contraffazione della prova ), sia una differenziazione per ‘intervalli diagnostici’ a partire dalla deviazione standard originale.
 
ASQ IPAT : questionario ad autosomministrazione per la misurazione dell’ansia dell’ Insitute for Personality and Ability Testing. E’ composto da 40 affermazioni il cui esame conduce alla definizione del grado di ansia presente o meno nel soggetto esaminato. Viene qui utilizzata la versione italiana adattata, del 1979, elaborata ed ampliata dallo scrivente per uso informatico: è stata elaborata una verifica della coerenza delle risposte del soggetto ed una differenziazione per ‘intervalli diagnostici’, a partire dalla deviazione standard originale.
 
 
 
ANALISI DEI RISULTATI OTTENUTI
 
Analisi dello Z test
 
Livello intellettivo,struttura dell’affettività e capacità relazionali:
L’esaminato emerge soggetto dotato di consone capacità intellettive, che tuttavia si rivelano meno inclini a perseguire un corso del pensiero originale ed autonomo, in virtù di una sorta di blocco ideativo dovuto alla presenza di uno stato di tipo depressivo, che appare essere di origine reattiva, mancando i tipici segnali strutturali del caso. Le capacità relazionali si rivelano adeguate, sia come abilità interattive, sia come partecipazione al pensiero del gruppo ( conformismo ). L’affettività mostra una conflittualità tra tendenze extratensive ed introversive, latenti le prime, ad indicazione di un processo di chiusura in sé operato dal paziente, che pone in atto strategie difensive dell’Io di fuga, per lenire quel senso di malessere che lo turba dopo gli eventi noti.
 
Presenza di segnali disadattivi o psicopatologici gravi:
 
Il protocollo del test non ha evidenziato la presenza di disturbi della personalità da far risalire ad una struttura disattiva del carattere;nemmeno abbiamo avuto indicazioni di aspetti psicopatologici di fondo nel complessivo quadro comportamentale di C.
 
Profilo caratterologico e della personalità:
Il paziente può essere descritto soggetto dall’adeguato profilo psicologico di fondo, che manifesta segnali indicatori di una condizione depressiva reattiva, con la comparsa di un quadro sintomatologico disturbante l’adattamento ed il benessere esistenziale precedentemente presente.
 
Conclusioni diagnostiche:
Condizione depressiva reattiva in personalità priva di tratti psicopatologici strutturali.
 
Analisi dell’Hand test:
Il test che andiamo ad analizzare relativo al paziente in questione, completa ed amplia la descrizione delle problematiche psicologiche presenti in lui attualmente e ne chiarisce ancor più l’origine reattiva. Come abbiamo sin qui notato, il signor C non possiede la struttura di una personalità patologica di fondo, tale da giustificare la presenza di sintomatologie disadattive quali adesso esperisce. L’Hand test evidenzia una condizione attuale dominata da aspetti depressivi, con forte riduzione degli slanci vitali e dei desideri propositivi, con la presenza di sensazioni di passività, le quali uniformano tutto il quadro comportamentale del presente. A causa di questo, egli percepisce l’ambiente circostante privo di reali interessi e proietta spinte riduttive in senso adattivo, con l’abbassamento anche di quelle usuali pulsioni aggressive in senso positivo ( ovverosia che sottendono iniziative ed il desiderio di realizzarle, socialmente accettate culturalmente ). Il suo comportamento di ‘pseudo fuga’ – che consiste nel muoversi anche assai lontano da casa, alla ricerca di ‘pace interiore’ -,altro non è che una ulteriore dimostrazione del profondo malessere che lo connota seguito alla perdita della figlia.
 
Analisi della Scala CDQ-Depressione
 
Diagnosi ottenuta: ‘Depressione di lieve intensità’
 
Coerenza delle risposte: 100%
 
Analisi della Scala ASQ-Ansia
 
Diagnosi ottenuta: Non raggiunge soglia patologica
Coerenza delle risposte: 90%
 
Coerentemente con quanto descritto riguardo se stesso, il test ASQ non rileva la presenza di una condizione ansiosa. Il CDQ pone in risalto una lieve depressione, diagnosi che contrasterebbe in parte con quanto sinora detto. In realtà, così come il soggetto tende a voler dimostrarsi più solido psicologicamente di quanto non sia davvero, così egli ha voluto – attraverso le risposte del test -, quasi apparire con se stesso forte, maggiormente determinato di quanto poi egli non riveli nel profondo. E’ comunque altamente significativo il risultato ‘svelato’ dalla prova, che testimonia delle profonde attuali difficoltà che connotano il signor C.
 
 
CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE FINALI
In virtù di quanto ottenuto dopo la somministrazione dei test descritti, possiamo concludere come segue:
il signor G C soffre di una condizione depressiva di marcata entità, di origine squisitamente reattiva al lutto patito con la perdita della figlia Simona. Il comportamento derivato dalla suddetta perdita è connotato da azioni di fuga dalla realtà penosa che esperisce da allora, che ha letteralmente capovolto l’equilibrio psicologico presente nella famiglia. Lo sconvolgimento delle consuete abitudini relazionali ed affettive che la governavano, ha comportato l’instaurarsi di un processo psicologico disgregante il livello di benessere esistenziale di ogni singolo membro. Il paziente qui descritto appare essere come  l’elemento del gruppo che soffre di più, che cerca un nuovo adattamento – ma fallisce in questa ricerca, anche proponendosi comportamenti di distacco sia psicologico che fisico dagli altri familiari, nel tentativo di limitare i cospicui danni interiori derivati esclusivamente dalla scomparsa della figlia.

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