Il presupposto
L’idea di leadership generativa è legata alla capacità di adattamento al cambiamento e all’intuizione, con l’obiettivo di essere pronti nel presente per ciò che verrà.
Il punto ricorrente è la necessità di riconoscere l’esistenza di cicli di adattamento e, possibilmente, di anticiparli, perché anticipare il cambiamento consente di riorganizzarsi per crescere, anziché reagire quando è già in corso.
I cicli
Vengono identificati quattro momenti: generazione e riorganizzazione, espansione e crescita, stabilità, collasso.
È lo schema più utile dell’intero intervento, per una ragione precisa: implica che non esista un’unica modalità corretta di guidare. Ciò che serve in una fase di espansione (spinta, tolleranza del disordine, apertura) è diverso da ciò che serve in una fase di stabilizzazione, dove contano consolidamento e procedure.
Molti fallimenti di leadership derivano dall’applicare a una fase le competenze che avevano funzionato nella precedente.
Le capacità di base
L’elenco proposto comprende cinque elementi:
- padronanza di sé;
- espansione della consapevolezza e riorganizzazione delle proprie mappe mentali;
- sviluppo di una visione;
- incoraggiamento del gruppo;
- capacità di pensiero sistemico, che guarda oltre i confini dati.
Il secondo punto è quello meno ovvio e più impegnativo: riorganizzare le proprie mappe significa mettere in discussione le categorie con cui si interpreta la situazione, non solo le decisioni che se ne ricavano.
Cosa serve per ottenere risultati
Quattro condizioni: esprimere una visione (conoscendola, sentendola e comunicandola) influenzare, incoraggiare la cooperazione, essere d’esempio.
L’ultima è quella con il maggior fondamento empirico: la coerenza tra ciò che si chiede e ciò che si fa è il singolo fattore che più incide sulla credibilità di chi guida. Un’incoerenza su questo piano annulla qualunque quantità di comunicazione.
L’allineamento dei livelli
Il modello propone di trovare equilibrio tra piani diversi:
- vincoli e opportunità dell’ambiente;
- reazioni e iniziative nel comportamento;
- strategie dell’intelletto e delle emozioni nelle capacità;
- valori e credenze come fonte di motivazione;
- ruoli e missione nell’identità;
- ambizione personale e contributo verso l’esterno.
Si tratta di uno schema interno al modello, non di una struttura psicologica documentata. La sua utilità è però pratica: fornisce un elenco di piani su cui verificare la presenza di contraddizioni.
Perché è lì che si generano i problemi più difficili da individuare: un obiettivo coerente con le capacità ma incompatibile con i valori, oppure una missione dichiarata che l’ambiente rende irrealizzabile.
Le qualità del gioco interiore
Un’indicazione riguarda il rapporto tra inner game e outer game: la capacità di restare nella propria zona di efficacia collegando la condizione interna a ciò che accade fuori.
Le disposizioni indicate sono quattro: rimanere centrati, aperti, attenti e connessi.
Il dosaggio
Il passaggio più interessante riguarda la necessità di portare energia alle situazioni combinando tre registri:
- la fermezza;
- l’ascolto e la cura;
- la leggerezza.
La formulazione merita attenzione perché indica un dosaggio, non una scelta. Chi dispone solo di fermezza ottiene obbedienza e nessuna informazione di ritorno; chi dispone solo di cura non riesce a porre limiti; chi dispone solo di leggerezza non viene preso sul serio quando serve.
La competenza sta nel disporne di tutti e tre e nel saperli alternare in funzione del momento.
I quattro ruoli
Chi guida viene descritto come guida, coach, insegnante, mentore e sponsor.
Sono funzioni distinte: insegnare significa trasmettere competenze, accompagnare significa aiutare qualcuno a trovare le proprie soluzioni, fare da mentore significa condividere un’esperienza, sostenere significa rendere possibile a qualcuno di provarci creandone le condizioni.
Confonderle è un errore frequente: rispondere con l’insegnamento a chi avrebbe bisogno di sostegno produce dipendenza, e viceversa lasciare autonomia a chi non ha ancora le competenze produce fallimento.
Domande frequenti
Cosa significa leadership generativa?
Una leadership orientata a creare le condizioni perché le persone vogliano far parte di un progetto, anticipando i cicli di cambiamento anziché reagirvi.
Perché i cicli di adattamento sono importanti?
Perché implicano che non esista un’unica modalità corretta di guidare: ciò che serve in una fase di espansione differisce da ciò che serve in una di stabilizzazione. Molti fallimenti derivano dall’applicare a una fase le competenze della precedente.
Qual è il fattore con maggior supporto empirico?
La coerenza tra ciò che si chiede e ciò che si fa. Un’incoerenza su questo piano annulla qualunque quantità di comunicazione successiva.
Cosa significa dosare fermezza, cura e leggerezza?
Che non si tratta di scegliere un registro ma di disporne di tutti e tre. Solo fermezza produce obbedienza senza informazione di ritorno; solo cura impedisce di porre limiti; solo leggerezza fa perdere autorevolezza quando serve.