fbpx
Dall’immaginazione alla realtà virtuale

Dall’immaginazione alla realtà virtuale

Dall’immaginazione alla realtà virtuale

Il valore dell’immedesimazione per attuare un cambiamento


di Dottoressa Flavia Petralia



Abstract:

Quale potere si nasconde dietro la nostra capacità di immaginare? Prestigiosi autori appartenenti al movimento del New Thought, hanno individuato in questa facoltà un portale per modificare la nostra vita. Ma se un tempo queste teorie appartenevano alla sfera metafisica, oggi, a quasi due secoli di distanza, scopriamo come la scienza attraverso la realtà virtuale che si può definire una nuova forma di immaginazione avanzata e tecnologica, riesca a gestire le nostre emozioni al punto da guarire disturbi come l’ansia, la depressione, le fobie. Il processo che si mette in campo sia quando immaginiamo che quando viviamo un’esperienza propria della realtà virtuale, si chiama immedesimazione.

 

Verso la seconda metà dell'800 la corrente letteraria del New Thought prolifera di autori che predicano l’importanza di una disciplina del pensiero. Il fine di questa disciplina è quello di insegnare come la mente può essere ripulita da immagini nocive a favore di un modo più attento di pensare. Si diffonde l'idea che attraverso il pensiero consapevole è possibile creare scenari in grado di generare emozioni positive e queste emozioni positive sono in grado di generare una nuova realtà. Con il New Thought conosciamo la realtà come qualcosa che viene generata dai nostri pensieri e di conseguenza può essere modificata da questi. Ma per modificare quello che è attorno a noi dobbiamo prima intervenire su di noi. Il cambiamento della realtà oggettiva passa sempre attraverso un modo diverso di osservare questa realtà. Per modificare il modo in cui percepiamo la nostra realtà dobbiamo servirci delle nostre emozioni.

L’importanza delle emozioni viene sempre di più avvalorata dalle scoperte scientifiche che hanno riconosciuto in queste, la capacità di guarirci da traumi e fobie.

La realtà virtuale ne da prova creando, attraverso un dispositivo elettronico, una realtà capace di suscitare emozioni in grado di produrre una guarigione permanente. La creazione della realtà e la nostra partecipazione ad essa nonostante venga riconosciuta da una parte del nostro cervello come irreale, è comunque in grado di suscitare stati emotivi forti. Ciò accade perché il nostro cervello non sa riconoscere quello che è reale da ciò che non lo è. 

Se riflettiamo sulle dinamiche della creazione di una realtà virtuale adeguata ad un determinato soggetto, possiamo comprendere in che modo si è arrivati a scoprire i grandi potenziali di questa tecnica. La realtà virtuale si basa sulla capacità che l’individuo ha di immedesimarsi nelle situazioni, anche quelle percepite, a livello cosciente, come non reali ed è proprio nella immedesimazione che noi possiamo vivere le emozioni che desideriamo nonostante la consapevolezza di una diversa realtà oggettiva. 


Perché è importante creare emozioni nuove e consapevoli


Le emozioni sono il nostro canale verso un nuovo modo di essere.
Se determinate emozioni sono in grado di guarirci dalle fobie, ce ne sono altre in grado di definire un nostro nuovo modo di pensare, di reagire e soprattutto di percepire la realtà. 


L’insieme di tutta la nostra esistenza si riassume nel modo in cui abbiamo percepito le nostre esperienze e il nostro modo di percepire le nostre esperienze determina il modo in cui metabolizziamo gli eventi. Il nostro modo di metabolizzare gli eventi determina la nostra personalità. Se c’è un’unicità nell’individuo, la si può determinare proprio dal modo in cui elabora le esperienze vissute. Facciamo l’esempio di due fratelli, cresciuti nella stessa famiglia con strumenti educativi identici. Non è raro vedere che, proprio i fratelli sviluppino personalità opposte. Quindi il modo in cui percepiamo e successivamente elaboriamo la realtà, diventa il nostro modo di essere. Ma se questo modo di essere non viene in alcun modo veicolato da una consapevolezza, potremo ritrovarci a non riconoscerci più in quello che siamo diventati, motivo per cui, usare la nostra immaginazione per creare degli scenari che ci aiutino a generare stati emotivi desiderati diventa un canale per arrivare a ciò che vogliamo realmente diventare. 

Esiste dunque una concreta possibilità di modificare quello che siamo diventati a favore di ciò che vogliamo essere e questa possibilità è data prima di tutto dalla definizione chiara di chi realmente vogliamo rappresentare nella nostra unica vita. Definito ciò, lavorare sull’immaginazione per creare situazioni diverse dove ideiamo il nostro modo di reagire, di parlare, di muoverci nel mondo, porrà le basi per una nuova e consapevole struttura di noi stessi e questa nuova struttura che stiamo creando con consapevolezza, aprirà la strada a nuove esperienze in linea con ciò che ci prepariamo a diventare.

Il Neuroteatro: un nuovo modo di interpretare noi stessi


Abbiamo ormai compreso che fra le caratteristiche dell’uomo emerge la sua malleabilità ovvero quella capacità di cambiare modo di pensare e agire conseguentemente a forti stimoli esterni. Questi stimoli il più delle volte vengono riconosciuti come negativi facendo diventare noi stessi esseri manipolabili. Bastano dei ripetuti impulsi pubblicitari, o pressioni esterne da parte di persone che sfruttano la loro forte comunicazione, per cadere nella trappola della manipolazione. Ma questa manipolazione avviene come conseguenza di una nostra innata capacità di modificarci. 

Possiamo utilizzare questa capacità per un fine migliorativo, per qualcosa che possa finalmente arrecarci beneficio.

Prendendo atto delle scoperte in campo neuroscientifico e delle intuizioni dei nostri più grandi predecessori nel mondo della letteratura e della psicologia, che hanno individuato i diversi comportamenti che attuiamo conseguentemente alle persone con cui ci relazioniamo, comprendiamo come ci muoviamo nel mondo utilizzando tanti volti diversi a seconda delle circostanze, il più delle volte senza neanche rendercene conto. Tutti sappiamo che per ogni situazione emerge una parte di noi stessi che a volte ci prende alla sprovvista. Oggi, attraverso lo studio del cervello, conosciamo quanto questi volti che incarniamo, siano il risultato delle nostre più profonde credenze che, depositate nel nostro subconscio, stimolano il cervello a realizzarle tutte, una per una, attuando comportamenti che non vorremmo avere e in cui non ci rivediamo perché vorremmo essere altro da ciò che siamo diventati. Ma se mettiamo insieme i pezzi di questo puzzle, vediamo come possiamo trasformare tutto quello che oggi sappiamo, a nostro vantaggio.

Il vantaggio di essere duttili


Essere duttili significa, pertanto, poter modificare le nostre convinzioni e avere tanti volti vuol dire che non siamo statici in una granitica personalità. Partendo, dunque, dall’idea chiara di quali pensieri vorremmo avere e quali sensazioni vorremmo provare, possiamo iniziare a percorrere la strada verso ciò che vogliamo essere.

Messe a fuoco tutte le versioni di noi che vorremmo esprimere, nel campo affettivo, nel campo professionale e ancora in quello sociale, possiamo iniziare a interpretare diversi ruoli scelti da noi e ad allontanarci a grandi falcate da quello che siamo diventati come conseguenza di una trasformazione avvenuta senza un controllo diretto su noi stessi, ma in un ordine casuale legato alle nostre esperienze.
Ricordiamoci che quello che abbiamo compreso di noi stessi rappresenta 
il più delle volte è un sunto bizzarro di idee altrui ed esperienze negative che tratteniamo con più facilità di quelle positive.

Il neuroteatro diventa così il modo in cui possiamo sperimentare altre versioni di noi stessi, in linea con ciò che desideriamo. Interpretare diversi ruoli scelti da noi significa mettere concretamente in campo non solo quello che vorremmo essere, ma anche quello che siamo nella nostra realtà più profonda. Infatti, è nei nostri desideri che si annida quella personalità che necessita di uscire. 

Il neuroteatro è una via sperimentale per iniziare a interpretare la persona che vorremmo essere partendo da un’idea chiara e definita di questa. Attraverso la pratica costante, modificheremo le nostre credenze e la nostra realtà esterna si allineerà alle nostre nuove convinzioni.

Se andiamo a cercare elementi che possano accreditare questa teoria, li troveremo in quell’avvenimento che è riuscito in un solo attimo a cambiare le nostre convinzioni, come nulla aveva potuto fino a quel momento. 

Le nostre esperienze creano la nostra interpretazione della vita che può diventare il nostro trampolino di lancio verso l’alto o la nostra discesa verso il basso. Prenderne atto significa fare un primo passo importante verso la manifestazione di ciò che siamo.

 

Dottoressa Flavia Petralia
Author Avatar

Informazioni su Autore

Aggiungi commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.