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Corona Virus: come affrontare psicologicamente la quarantena

Breve Estratto

Alcuni suggerimenti per aumentare la nostra resilienza

Per molti la casa è un rifugio, per altri l’iperattività è sempre stata uno strumento per schiacciare il proprio dolore; in questi casi la permanenza in casa, obbliga a fare i conti con i propri fantasmi.
Mai come in questi giorni dobbiamo imparare a GUIDARE LA NOSTRA ATTENZIONE SELETTIVA per GESTIRE efficacemente le nostre emozioni. Non per tutti questo può risultare semplice, di seguito verranno fornite alcune indicazioni pratiche.

 

Informazioni su Corona virus: l’importanza della prospettiva

Le “figure ambigue” sono rappresentazioni grafiche nelle quali è possibile scorgere due o più figure. Tutti possiamo vedere le immagini riportate, a seconda di come la nostra mente elabora i dati percettivi. Possiamo quindi affermare che tutte le immagini ESISTONO contemporaneamente, non c’è una sbagliata. Le figure ambigue sono tali poiché si prestano a diverse letture a seconda di come le informazioni percepite dalla vista vengono organizzate. L’organizzazione può variare ma ciò non significa modificare il dato reale, alla base della percezione. Allo stesso modo la differenza tra lettura PESSIMISTICA e OTTIMISTICA degli eventi, non significa trascurare una parte di realtà, ma soffermarsi su una delle possibili letture, con ovvie ripercussioni sul nostro umore. Quindi, applicando questo alla situazione attuale, è possibile delineare due scenari (come esempi) entrambi realistici ma con effetti opposti sul nostro umore:

  1. Questo corona virus ha già fatto tanti morti, i posti in terapia intensiva non bastano e se mi ammalo io o un mio parente sicuramente finiremo male. La mia attività perderà un sacco di soldi, non riuscirò più a riprendermi.
  2. Nonostante sia una brutta epidemia ci sono i guariti e chi la prende in forma leggera. Menomale che stanno aumentando i posti in terapia intensiva; per ora sono stato fortunato, ma se mi dovessi ammalare ci penserò al momento, intanto sto facendo del mio meglio per evitarlo. Finalmente posso rilassarmi e dedicarmi un po’ di tempo libero, potrei anche godermi la famiglia.

Addestrarci ad osservare e mantenere la prospettiva B, avrà effetti positivi sul nostro umore e pone l’accento sul POTER FARE, inducendo un’attività cognitiva funzionale a ridurre la sensazione di IMPOTENZA.

Quarantena da epidemia e rapporto con l’alimentazione

Molti al supermercato potrebbero aver aumentato l’acquisto di dolci o bevande alcoliche. Cerchiamo di cogliere il legame tra il CIBO e le nostre EMOZIONI. Spesso, il cibo e l’alcool sono utilizzati per gestire degli stati emotivi e questo non necessariamente in corrispondenza di disturbi alimentari o alcolismo. Mangiare o bere qualcosa che ci piace spesso diventa anche una “coccola”, un modo per CONSOLARCI. Appare quindi evidente il legame con emozioni di tristezza, vuoto o noia che in un regime di emergenza come quella che stiamo affrontando, possono aumentare.

Ricordiamoci che però  il consumo prolungato o eccessivo di tali alimenti o bevande, potrebbe avere un effetto secondario come senso di colpa e abbassamento dell’umore.  Quindi concedersi qualcosa va benissimo ma teniamo presente anche l’importanza di mantenere uno stile di vita sano è funzionale a mantenere nel lungo termine un buon umore. In tal modo infatti alimentiamo la sensazione di prenderci cura del nostro benessere e del nostro corpo, con un impatto rilevante sulla propria autostima.

Inoltre osserviamoci nel rapporto con la nostra alimentazione: comprendere la funzione che tale comportamento ha per me, potrebbe migliorare la consapevolezza con l’adozione di strategie più funzionali.

Quarantena e sensazioni di SOLITUDINE E OPPRESSIONE

Può capitare in queste giornate di avvertire la sensazione di solitudine e di tristezza. Ricordiamoci che come tutte le sensazioni, è un solo un momento TRANSITORIO. È normale sentirsi soli, l’uomo nasce come “animale sociale”, ciò significa che madre natura ci ha dotato del desiderio di RELAZIONARCI per garantire la sopravvivenza della specie. Non bisogna giudicare questa sensazione come sinonimo di fragilità ne bisogna esserne spaventati. Inoltre, ognuno di noi non è mai solo: abbiamo noi stessi, stare bene con la nostra intimità è sinonimo di profonda serenità. Questa potrebbe essere l’occasione di sperimentare che non essere in compagnia non necessariamente significa essere soli, ma soprattutto che non è poi così terribile. Possiamo quindi imparare a restare soli, acquisendo una nuova importante abilità.
Utile in questi casi dedicarsi ad una attività creativa piacevole o la lettura. Quest’ultime garantiranno l’uscita da quello stato mentale migliorando l’umore. Ancora, possiamo utilizzare il telefono chiamando una persona che generalmente ci fa stare bene.

Anche in caso di sensazioni claustrofobiche, ricordiamoci che sono sempre i nostri pensieri responsabili di tale stato mentale. Non ci soffermiamo su divieto di uscire o su come la situazione sta limitando la nostra libertà; soffermiamoci sul fatto che ci stiamo proteggendo e che tale situazione è TEMPORANEA. Utile anche in questo caso dedicarsi ad attività piacevoli.

Yoga e MEDITAZIONE sono utilissimi per addestrare l’attenzione e per ridurre lo stress. Ciò avrà effetti positivi sull’umore e soprattutto sulle DIFESE IMMUNITARIE. In generale impariamo a TRASFORMARE un obbligo o una situazione spiacevole in qualcosa di UTILE e SIGNIFICATIVO per noi o per chi amiamo.

Questa capacità di adattamento è la chiave per regolare le nostre emozioni e stare bene con noi stessi.

Forza e Buon Lavoro a tutti!

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