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Il Coaching e il Valore di Ciò che è Presente

Breve Estratto

What is present? Voglio manifestare pubblicamente la mia gratitudine a Jan Ardui per l’istruttivo, nonché piacevole, incontro avuto a Bologna in occasione del suo Seminario “Executive e Life Coaching: le nuove frontiere nel rapporto con le persone”, incluso nel Programma Internazionale di Sviluppo delle Competenze Economiche e Manageriali del CTC.
Ardui (Psicoterapeuta della Gestalt, Master in Scienze Sociali e Trainer Internazionale di PNL) ha presentato un Modello di Coaching che si focalizza principalmente sulla consapevolezza profonda (attraverso la visibilità e l’utilizzazione di ciò che è presente) che porta a toccare il nucleo essenziale dell’individuo e del sistema e l’aggiunta di scelte… l’esplorazione di nuove frontiere!
Il coach, secondo questo modello, partendo da una base non giudicante, restituisce al coachee quello che è presente, attraverso un feedback riflessivo, rendendoglielo visibile e facendogli prendere consapevolezza di quale sia il principio organizzatore dell’eccellenza dei suoi pensieri e, di conseguenza, delle sue azioni nel presente, appunto.
La domanda che il coach si pone è “Qual’è la verità ed il valore di ciò che è presente?”
Individuare ed apprezzare in che modo il sistema del coachee funziona (prendendone le espressioni concrete di comportamento e attività e cercando le strutture profonde di strategie, credenze, valori e presupposizioni) permette di avere le basi per arricchire ed allargare le sue prospettive e le sue possibilità.
Ogni persona ha un’eccellenza e chiunque può trovare delle esperienze dove si è sentito eccellente. In queste occasioni, ogni persona ha utilizzato una strategia, nel rispetto dei livelli che caratterizzano l’eccellenza, ovvero essendo performante ed allineata, oltre che libera e disciplinata. E’ nei momenti d’eccellenza che, solitamente, si combinano e cooperano tra di loro alcune complementarietà generative, vale a dire due opposti, potenzialmente in conflitto, ma che non lo sono in realtà. Ardui, a questo proposito, ha fatto un esempio metaforico estremamente efficace: quello della bicicletta, che per stare ferma, deve muoversi!
In questo processo di coaching, dunque, la parte più ampia è dedicata al modellamento della coreografia di una persona: si cerca e si abbraccia il tema che unisce fra di loro una serie di elementi complessi. Quali? Le radici dell’individuo, le sue azioni, i rituali ed i contesti, i suoi punti di forza e di debolezza, le sue missioni (valori e basi di autorità) e le sue aspirazioni (obiettivi, progetti e sogni).
Conoscendo qual’è il principio organizzativo (coreografia) presente in un individuo, possiamo non eliminare qualcosa, bensì utilizzare ciò che esiste ed aggiungere qualcosa di nuovo, nelle situazioni da risolvere.
Jan Ardui ha rinforzato in me la voglia di continuare in una delle mie missioni: supportare l’evoluzione, partendo da ciò che esiste nel presente e privilegiando l’arricchimento (adding) e non l’eliminazione.

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