Studio delle Capacità Mnesiche

Al paziente in questione-la cui anamnesi troverete nella Relazione-, ho somministrato la Scala WAIS e la Scala Wechsler per la memoria, ottenendo risultati utili per il suo inquadramento, benchè necessitasse anche di un ulteriore approfondimento, come da me segnalato nella diagnosi finale.
 

RELAZIONE SULLO STUDIO DELLE CAPACITA’ MNESICHE DEL SIGNOR G P, DI ANNI 77
 
In data odierna ho sottoposto a colloquio e ad indagine testistica il signor Giovanni P, al fine di valutarne le capacità mnesiche e cognitive in generale. Il soggetto si presenta all’esame accompagnato dal figlio, il quale produce una dettagliata anamnesi delle condizioni del padre, anamnesi che in questa sede non riferirò, essendo conosciuta la problematica del paziente. Passiamo all’analisi dei risultati ottenuti, dopo una breve descrizione dei reattivi psicologici impiegati nella prova:
 
Wechsler Adult Intelliget Scale – WAIS : si tratta del ’test d’intelligenza’ tra i più conosciuti ed utilizzati, qui nella versione dai 17 anni in su. La prova è composta da una sottoscala ‘verbale’ e da una ‘di performance’. Il punteggio viene fornito separato per le due sottoscale che concorrono, poi, a determinare il ‘livello cognitivo’   dell’esaminato. In questa sede il test viene presentato al soggetto secondo le più recenti norme della Scala Italiana Rivisitata ( 1997 ). Il test fornisce il quadro cognitivo del soggetto al livello nel quale questo si trova al momento della prova, consentendo la diagnosi delle sue ‘capacità intellettive generali ‘.
 
Wechsler Memory Scale – forma I e II : si tratta della Scala Wechsler per lo studio delle capacità mnesiche e dei loro eventuali deficit. L’enorme vantaggio di questa Scala è la sua diretta comparabilità con il Q.I. ( livello intellettivo ) ottenuto secondo la WAIS . Esistono due versioni parallele, utili per il test-retest sul medesimo soggetto in tempi differenti. La Scala è composta da una serie di prove ‘verbali’ e ‘grafiche’ di facile accettazione da parte dell’esaminato. La prova è di fondamentale utilità nella determinazione dei deficit eventuali conseguenti a traumi di natura psicologica e fisica.
 
 

ANALISI DEI RISULTATI OTTENUTI

Analisi della WAIS:
Il paziente mostra un comportamento collaborativo ed interessato all’esecuzione della prova, dopo che gli ho spiegato le finalità. Tuttavia, di fronte agli items in cui si trova in maggior difficoltà, egli propone un atteggiamento critico, manifestando malumore anche nei confronti del figlio che lo ha condotto da me. Complessivamente, tuttavia, il test è stato compiuto adeguatamente in quanto ad impegno. 
Alla parte ‘verbale’, il soggetto raggiunge un punteggio di 94, collocandosi nella ‘media’ statistica della popolazione della sua età. Vi sono differenze all’interno della sua prestazione: osserviamo un maggior decadimento negli items dove è necessario un ragionamento che tenga conto di abilità logiche verbali ( ‘Analogie’ ), che appaiono offuscate nell’esaminato. Per il resto, il paziente ha dimostrato di possedere consone’capacità elaborative.
Nella parte di ‘performance’, il signor P ha compiuto una prestazione ancora migliore, ottenendo un punteggio totale di 113, che lo colloca addirittura nella classe ‘medio-superiore’. L’esecuzione di questi items è stata sostanzialmente omogenea in ogni subtest.
Il punteggio totale al test è stato di 103, che colloca il paziente nella classe normativa ‘Media’.


Analisi della Scala Wechsler per la memoria
A differenza della prova precedente, a questo test il soggetto evidenzia cadute in vari subtest, manifestando una deficitarietà mnesica significativa, non grave, ma ben al di sotto della norma.
In particolare, egli manifesta marcate difficoltà nella ritenzione di materiale logico-verbale, coerentemente con quanto osservato alla WAIS. Viceversa, quando si tratta di riprodurre materiale relativo a stimoli più semplici, ripetitivi, il soggetto mostra migliori possibilità, entro la norma. Si osservano problemi alla concentrazione e nel richiamo di semplici fatti di uso comune, altalenando un comportamento discontinuo che non appare essere solo in relazione alla difficoltà della prova, ma collegato a sbalzi umorali, anche lievi,impercettibili. In altre parole, l’esaminato si ‘deprime’ quando non riesce al primo tentativo e non appare in grado di affrontare la seppur leggera frustrazione che deriva dall’insuccesso. Il punteggio totale realizzato al test – il Quoziente di Memoria-, è di 74, che pone il signor P entro l’intervallo normativo classificato come ‘ al limite della deficitarietà’, che giunge, partendo dalla norma, dopo ‘medio’ e ‘medio-inferiore’. Dunque un livello patologico, anche se non conclamato.
 
 
CONCLUSIONI 
L’analisi delle prove e l’osservazione clinica ci spingono in direzione di un quadro di deterioramento mnesico di media entità, al quale contribuisce una contemporanea condizione larvata di tipo ansioso. Come abbiamo visto, le capacità complessive del soggetto sono adeguate, ma difettano quando si tratta di applicarsi e risolvere problemi di tipo logico-deduttivo. Altrettanto accade in campo mnesico, come il test somministrato ha evidenziato. Secondo la mia esperienza, possiamo dirigerci verso una diagnosi di deficit della memoria iniziale, prematuro se consideriamo l’età e la provenienza socio-culturale del paziente, da seguire per verificare se non si tratti di un ingresso entro un quadro di deterioramento progressivo. Durante l’incontro con il signor P ho somministrato solo le prove specifiche, ma consiglierei di effettuare anche uno studio sulla stima delle capacità cognitive generali, per verificare se queste non fossero di livello più elevato rispetto a quanto oggi osservato, nel qual caso la diagnosi potrebbe spingerci già verso un quadro di deterioramento maggiore.

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