Relazione Psicodiagnostica Su U G, Di Anni 39

In data odierna ho sottoposto a colloquio e ad applicazione di prove cognitive il signor U G, al fine di determinare il livello attuale delle capacità intellettive e mnesiche da lui possedute.
Ho somministrato la Scala Wechsler per la memoria ed il Test d’Intelligenza Breve – TIB – . I risultati ottenuti sono i seguenti :
- alla scala Wechsler il paziente ha riportato un punteggio totale QM – QUOZIENTE DI MEMORIA – di 59 punti. Tale punteggio è direttamente comparabile con i valori della Scala WAIS per il livello intellettivo e ciò significa che il soggetto esaminato si colloca in un intervallo definibile come “ deficitario “. La prestazione è stata pressoché omogenea in tutti gli items di cui si compone la prova : G ha fornito poche risposte e di livello assai modesto. In particolare, egli è apparso in grave difficoltà nelle prove di riproduzione visiva, a causa di problematiche legate alla scarsa capacità di concentrazione. La prova è da ritenersi attendibile in quanto al risultato finale, poichè l’esaminato – laddove era in grado -, è riuscito a produrre qualche risposta consona con tutto l’insieme.
- Al TIB – un reattivo che evidenzia la stima delle capacità cognitive generali -, il paziente ha raggiunto un punteggio totale di 103 e, poiché anche questa prova è da porre in relazione alla scala WAIS, questo significa che le capacità intellettive rientrano in un intervallo di normalità statistica. Ecco di seguito la tabella indicativa:
90 – 110 nella norma
80 – 89 medio-inferiore
111- 120 medio-superiore
Esaminando dunque il risultato ottenuto da G, possiamo considerare le sue facoltà cognitive entro un livello di media statistica, ovverosia privo di deficit intellettivi globali.

CONCLUSIONI

Pertanto, possiamo concludere questo studio cognitivo evidenziando nell’esaminato una caduta significativa delle capacità mnesiche, caduta che lo pone in una condizione di disagio applicativo di intensità non trascurabile.
Per quanto concerne, invece, il livello intellettivo in toto, il paziente appare sotteso da un grado di normalità statistica, che lo rende adeguato e idoneo ad orientarsi nella quotidianità. Tutto questo riguardo le sue capacità e non il modo che decide di applicarle.

Firenze, 2 Ottobre 2002

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