Perche’ si valutano memoria e intelligenza separatamente
Memoria e intelligenza non sono la stessa cosa. Una persona puo’ possedere buone capacita’ di ragionamento e comprensione e, allo stesso tempo, avere serie difficolta’ a fissare, trattenere e recuperare le informazioni. Per questo, in una valutazione neuropsicologica, si somministrano reattivi distinti: gli uni misurano il livello intellettivo globale, gli altri le funzioni mnesiche. E’ l’incrocio dei risultati a restituire un profilo attendibile, capace di distinguere cio’ che e’ compromesso da cio’ che e’ preservato.
Cosa misura la Scala Wechsler per la memoria
La Scala Wechsler per la memoria e’ uno dei reattivi piu’ usati per valutare le funzioni mnesiche. Non si limita a un’unica prova, ma esplora aspetti diversi della memoria: la memoria logica, cioe’ la capacita’ di ricordare materiale verbale dotato di senso, la ritenzione verbale, la riproduzione visiva e l’attenzione. Analizzare le singole componenti, e non solo il punteggio complessivo, permette di capire dove si concentra la difficolta’: una persona puo’ avere buona memoria visiva e cattiva memoria verbale, o viceversa. Questa granularita’ e’ cio’ che rende la prova utile in ambito clinico e peritale.
I reattivi utilizzati
In questa valutazione, condotta su un uomo di 39 anni per determinare il livello attuale delle capacita’ intellettive e mnesiche, sono stati somministrati la Scala Wechsler per la memoria e il Test d’Intelligenza Breve (TIB). Entrambi i punteggi sono direttamente comparabili con i valori della Scala WAIS, il che permette di collocare i risultati su intervalli standardizzati e confrontabili tra loro. La comparabilita’ non e’ un dettaglio tecnico: e’ cio’ che consente di dire se la memoria e’ piu’ o meno compromessa rispetto al livello intellettivo generale della stessa persona, invece di confrontarla con una media astratta.
Il quoziente di memoria
Alla Scala Wechsler per la memoria il soggetto ha riportato un quoziente di memoria (QM) di 59 punti, un valore che lo colloca in un intervallo definibile come deficitario. La prestazione e’ stata pressoche’ omogenea in tutti gli item della prova: poche risposte e di livello modesto, con particolare difficolta’ nelle prove di riproduzione visiva, legate a una scarsa capacita’ di concentrazione. La prova e’ stata comunque giudicata attendibile, poiche’ l’esaminato ha prodotto risposte coerenti la’ dove ne era in grado.
Il ruolo della concentrazione
Un aspetto spesso sottovalutato e’ che i test di memoria non misurano solo la memoria. Per trattenere un’informazione bisogna prima riuscire a prestarvi attenzione: se la concentrazione e’ fragile, il materiale non viene codificato correttamente e il recupero successivo ne risente. In questo caso le difficolta’ nelle prove di riproduzione visiva sono state ricondotte proprio a una scarsa capacita’ di concentrazione, un fattore che amplifica il deficit mnesico osservato e va tenuto presente nell’interpretazione dei punteggi.
Il livello intellettivo generale
Al Test d’Intelligenza Breve, che stima le capacita’ cognitive generali, il paziente ha raggiunto un punteggio totale di 103. Poiche’ anche questa prova va posta in relazione alla scala WAIS, il risultato indica capacita’ intellettive nella norma statistica. Gli intervalli di riferimento aiutano a leggere il dato: da 90 a 110 il livello e’ nella norma, da 80 a 89 medio-inferiore, da 111 a 120 medio-superiore. Il punteggio di 103 rientra quindi pienamente nella media.
Un profilo dissociato
Il confronto tra i due risultati disegna un profilo dissociato: da un lato una caduta significativa delle capacita’ mnesiche, che pone la persona in una condizione di disagio applicativo non trascurabile; dall’altro un livello intellettivo globale nella normalita’ statistica, che lo rende adeguato a orientarsi nella quotidianita’. E’ importante sottolineare che il dato riguarda le capacita’ possedute, non il modo in cui la persona sceglie di applicarle. Un profilo di questo tipo ha ricadute concrete: chi ne e’ portatore puo’ apparire perfettamente lucido nel ragionamento, ma incontrare ostacoli reali nello studio, nel lavoro e nella gestione delle informazioni quotidiane, proprio perche’ il problema non e’ l’intelligenza ma la memoria.
Domande frequenti
Come puo’ la memoria essere deficitaria se l’intelligenza e’ nella norma?
Perche’ sono funzioni diverse. La memoria riguarda la capacita’ di fissare e recuperare informazioni, l’intelligenza il ragionamento e la comprensione. Un danno puo’ colpire selettivamente le funzioni mnesiche lasciando intatte quelle intellettive, come mostra questo caso.
Cosa significa un quoziente di memoria di 59?
E’ un valore che, comparato con gli intervalli della WAIS, colloca la persona in un’area deficitaria. Indica una difficolta’ marcata a trattenere e riprodurre le informazioni, in questo caso soprattutto nelle prove di riproduzione visiva.
Quali sono gli intervalli di riferimento del TIB?
Un punteggio da 90 a 110 indica un livello nella norma, da 80 a 89 medio-inferiore, da 111 a 120 medio-superiore. Il valore di 103 ottenuto dal paziente rientra nella media statistica.
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