Comportamento
Quando mangiare non sazia
Il nostro corpo non risponde soltanto ad impulsi di natura fisiologica. L’aspetto motivazionale si lascia condizionare dalla dimensione emotiva individuale e dalle interazioni di quest’ultima con il contesto socio-ambientale. Persino stimoli primari come la fame possono così risultare sottoposti all’influenza di stati emotivi e trasformarsi nello strumento espressivo di un disagio non verbalizzato, con conseguenze anche gravi per la salute. Nel caso della fame emotiva l’assunzione di cibo di sregolata diventa il mezzo di controllo di un carico stressogeno che non riusciamo a dominare con l’utilizzo di coping funzionali. Il significato affettivo connesso al cibo si sostituisce a quello primariamente nutrizionale, alterandone la natura e le finalità. In un periodo di stress come quello creato dalla pandemia la fame emotiva si sta mostrando un pericoloso mezzo di gestione di stati affettivi disfunzionali. Contrastarne il diffondersi è possibile quanto doveroso.
