Moda e Sport: Tutto in Comune

Moda e sport, nel tempo,      sono    diventati complici; sono due mondi che si sposano così bene da far nascere degli stili di vita che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni.
In diretta dalle sfilate milanesi Gucci suggerisce:”Rilassatevi e siate sportivi”, insomma, anche se non lo si prende alla lettera… questo slogan vuole trasmettere un segnale positivo in risposta al pessimismo che avvolge il periodo che stiamo vivendo. Un mood intercettato dalla Fashion designer Frida Giannini, per la collezione P/E 2010, che ha scelto di usare materiali come la gomma colorata, per cancellare le nuvole nere della crisi, mixando colori solari a specchietti stile disco, senza, però, tralasciare tessuti leggeri e dettagli hi-tech.
Andando con ordine: lo sport ha contaminato la moda e viceversa, ma praticare sport è una moda che permette di valorizzare il corpo e il fisico. Curare la propria immagine attraverso lo sport fa stare bene con se stessi e, nello stesso momento, facilita le relazioni, rendendo più sicuri la personalità, insomma un po’ un biglietto da visita nella vita sociale. È proprio a questo livello che lo sport, come fattore sociale, è influenzato dalla moda e si intreccia con essa senza più distinguersi, anzi ne diventa una sua espressione.
Per portare un esempio: lo jogging, che ha dato origine a discipline derivate come il running, lo step, il walking è nato come uno sport di nicchia, e si è trasformato in pochi decenni in un fenomeno sociale che ha creato intorno a sé un enorme interesse tra la popolazione e tra gli operatori del settore moda/fitness.
L’influenza dello sport nella moda e nelle tendenze è ormai diventato un fatto indiscutibile; durante le fashion week la voce in sottofondo racconta come le varie case di moda utilizzino materiali sempre più tecnologici e traspiranti, che, grazie ad un trattamento adeguato, possono rilasciare sostanze che aiutano l’idratazione dell’epidermide oppure aiutano a reintegrare i sali minerali perduti durante la pratica sportiva.
Ad oggi, ormai, tutti i brand presenti sul mercato presentano, in parallelo alle loro collezioni, la linea fitness, la linea sport, la linea tempo libero, etc. Sono tutte proposte che permettendo di indossare abiti comodi e confortevoli senza rinunciare all’eleganza.
Tutti indossano capi sportivi anche senza fare sport; basta pensare, infatti, ai jeans o alla tuta, due indumenti che da sempre sono presenti nei nostri guardaroba, poiché sono comodi, pratici e che hanno la caratteristica di essere informali con stile, poiché possono essere accompagnati da accessori che li valorizzano sul piano estetico.
Un altro aspetto interessante del connubio moda-sport sono le svariate partnership che spesso prendono vita tra gli uffici stile e i brand sportivi come è avvenuto tra Adidas e Stella Mc Cartney; la stilista ha collaborato con Adidas per la nuova collezione Tennis, che è stata presentata in occasione degli Open USA a Flushing Meadows a New York. In questo caso è stata scelta, come testimonial, la tennista Caroline Vuozniacki.
Si è trattato di un rapporto win-win. Stella Mc Cartney ha avuto una grande opportunità, la casa sportiva ne ha tratto la possibilità di dare un valore aggiunto al prodotto. Infatti gli articoli della collezione Tennis si possono acquistare solo in centri commerciali di alto livello, quali Harrods, Lane Crowford e nei Concept Store Adidas Sport Performance.
Senza andare troppo lontano, soffermiamoci a pensare per un attimo a quei capi fitness che s’indossano nelle palestre. Oggi ovunque si pratica sport, non solo nei centri fitness, ma anche per strada o nelle piste da ballo, è necessario un abbigliamento appropriato, e forse dire appropriato è un po’ riduttivo. Si tratta di veri e propri “completi coordinati” estremamente curati sia tecnologicamente sia esteticamente a tal punto da far crescere delle linee di prodotti specializzati.
Una delle ultime novità è senz’altro la ”funzionalizzazione del tessuto”.
Questo particolare trattamento, tra l’altro del tutto MADE IN PRATO, si basa sulla “nanotecnologia” in cui i tessuti subiscono una procedura nei quali viene applicata una “molecola” (da qui la parola “funzionalizzazione”) chiamata canestro, capace di trattenere al suo interno integratori, oppure sostanze che prevengono l’acido lattico e che funzionano semplicemente a contatto con la pelle durante l’attività sportiva.
I capi Protego, il brand che ha lanciato questo tipo di prodotti innovativi, sono “ricaricabili” con un semplice lavaggio durante il quale la molecola canestro, precedentemente scaricata durante la prestazione, viene nuovamente riempita con le sostanze disciolte nell’acqua, ovviamente, “doping free”.
L’azienda fa sapere che sono allo studio prodotti termici capaci di mantenere la temperatura corporea ideale in base alla stagionalità che sono indicati per chi pratica attività outdoor.
Come detto inizialmente è difficile prolungare il periodo in cui questi due mondi si sono incontrati e piaciuti, però, una cosa è certa, ne sono venuti fuori dei “must have” che, prima o poi sono stati comperate ed entrati a far parte della vita di tantissime generazioni e forse ne faranno parte per sempre.
A tal proposito come dimenticare le mitiche “Converse”, queste scarpe hanno avuto il battesimo un secolo fa, ma ancor oggi sono attualissime. Il fondatore, Marquis Milis Converse, iniziò la produzione di queste calzature in Massachusetts nel 1908, da lì poi è partito il processo che ha portati tutte le fucine creative delle case di moda e rielaborare questo oggetto.
Si sono viste le Converse ai piedi dei gruppi rocker negli anni Settanta, mentre oggi sono reinterpretate dai trend setter come segno di nostalgia per gli Ottanta.
Naturalmente, la lista di case history simili sarebbe lunghissima, vorrei, però, ricordare un’altra calzatura: le sempre verdi “ballerine”.
Anche se le origini sono controverse, è facilmente intuibile che queste famose scarpette prendono il nome dal mondo del balletto classico. L’uso quotidiano di queste calzature esplode a metà anni Cinquanta quando cominciano ad indossarle star come Audry Apburn o Jacqueline Kennedy, abbinate all’altrettanto famoso panta alla “Capri”.
Da allora, pur restando una romantica icona degli anni ’50, sono state riproposte da tantissime case di moda, in un’infinità di versioni.
Queste scarpe così sottili sono casual ed eleganti contemporaneamente e danno una sicura impronta di femminilità a qualsiasi tipo di look.
C’è una simpatica curiosità intorno a queste scarpe. Fino alla fine dell’ottocento non c’era alcuna distinzione tra piede destro e piede sinistro: la loro modellistica era talmente lineare che si potevano anche invertire senza alcun problema.
Molto spesso moda e sport sono un “unico” nella vita di molti personaggi sportivi: terminate le esibizioni sul campo di gara gli atleti o le atlete diventano testimonial di grandi griffe; molti intraprendono direttamente una brillante carriera come imprenditori, lanciando nuovi accattivanti brand.
Il salto è breve e sicuramente il mix degli ingredienti è forte:
– un’icona dello sport;
– una forte personalità;
– una grande ambizione.
Queste sono le principali caratteristiche che hanno dato origine a molti fashion leader, che hanno creato collezioni con un forte richiamo tra i giovanissimi che si identificano in questi capi, così versatili, intriganti e soprattutto creati dai loro idoli…
Detto questo non ci resta che equipaggiarsi per lo sport preferito, naturalmente, senza lasciare niente al caso sopratutto il look, che è fondamentale per avere dei risultati importanti e, perché no, per appagare la vanità delle innumerevoli fashioniste che amano tenersi in forma.

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