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Il Culto del Dio Pesce e la Pasqua

Breve Estratto

Per i pagani il venerdì santo era tale perché si celebrava il dio Dagon, un dio dalle fattezze di pesce collegato alla rinascita e alla fertilità della Natura e padre del dio Baal. La divinità semitica era onorata dagli Amoriti e probabilmente fu una delle figure più importanti del pantheon filisteo.
Anche se nelle sacre scritture si condanna Dagon la cristianità subisce inconsapevolmente la sua fascinazione: Venerdì è il giorno in cui si mangia pesce anche se si ignora tranquillamente l’origine del costume, e altrettanto viene ignorato che il celebre cappello papale denominato mitra, è la esatta riproduzione degli ornamenti di questo antico dio. Se si osserva la mitra di profilo, noteremo la sua bocca spalancata che punta verso l’alto come nel costume originale della antica divinità.
I miti non cessano mai di dimostrare la loro potenza al di là di ogni repressione ideologica e a dispetto di un qualsiasi repulisti, continuano ad esistere nella psiche collettiva pur dissociati dagli originali significati.
La cristianità dimostrerà una grande fascinazione nei confronti del simbolo del pesce tanto da averlo fatto propria e sin dal terzo secolo rappresenterà la fede in Cristo.
La motivazione di tale scelta pare risieda, nel fatto che dal primo secolo i Cristiani fecero un acrostico della parola greca “ichthys“: Iesous Christos Theou Yios Soter, (ICTYS): Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. La parola Greca Ichthus (Iota Chi Theta Upsilon Sigma), pronunciata ich-thoosè è usata nel Nuovo testamento per il termine “pesce“.
Il pesce aveva anche differenti toni teologici: Gesù sfamò 5000 persone con due pesci e 5 pani,e chiamò i suoi discepoli: “pescatori di uomini”. Il simbolo è antichissimo, nei credi pagani Ichthys era figlio dell’antica dea Atargatis, nota nei vari sistemi mitici come: Tirgata, Afrodite, Pelagia o Delfine. Questa parola significa anche “utero” e “delfino” culture era raffigurato da sirene.
Il pesce è anche un centrale elemento di altre storie, come la dea di Efeso, la storia del pesce del Nilo che inghiottì una parte del corpo di Osiris (il pene). Il pesce era anche considerato il simbolo della sessualità di Isis che ebbe relazioni sessuali con Osiris dopo la sua morte dalle quali nacque un figlio, Harpocrates. Perciò nei culti pagani, il pesce era simbolo di nascita e di fertilità molto prima della venuta del Messia anche se ovviamente l‘antico simbolo sarà adattato ai nuovi usi e consumi.
La nuova Pasqua, quella che venne a sostituire tutte le precedenti celebrate sin dagli albori dell’umanità, si avvale dunque dei medesimi simboli, a cui si aggiungono ulteriori elementi sacrificali e di purificazione: Cristo morto in croce per i peccati dell’uomo, non avrà più http:\\/\\/psicolab.neta più a che veder con il mistero dell’equinozio primaverile, e con la morte e rinascita della Natura, dentro e fuori dall’uomo; colpa, dolore ed espiazione diverranno i nuovi ingredienti funzionali alla diffusione del nuovo credo e funzionano ancora molto bene.
Buon rinnovamento, Buona Pasqua!

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