Un Caso di Lutto – parte III

La  seguente relazione si riferisce alle conseguenze di un  danno da lutto, per il quale giunsero alla mia osservazione i due fratelli ed i genitori della persona scomparsa, vittima di un incidente stradale. Mi veniva richiesto  il quadro psicologico di tutti ed una quantificazione diagnostica, ai fini del calcolo dell’ipotetico risarcimento in sede civile. Per entrambi adoperai una batteria di  test comprendente lo Z-test individuale, l’Hand test  e le Scale ASQ e CDQ. Troverete i risultati delle Perizie di un certo interesse, a causa anche delle differenziazioni rilevate tra i soggetti.
 
 
RELAZIONE PSICODIAGNOSTICA SU GIAN C, DI ANNI 19
 
Anamnesi recente
 
Il soggetto accede al colloquio in atteggiamento lucido,orientato e partecipativo degli eventi che racconta. La mancanza della sorella più grande di lui, ha determinato una condizione di lutto non ancora adeguatamente elaborata, con la comparsa di un disagio comportamentale che è sfociato in uno stato ansioso e depressivo. La giovanissima età del soggetto gli consente di far fronte al trauma patito in modo migliore rispetto agli altri membri della famiglia; tuttavia, il grado di malessere derivato dalla scomparsa della sorella è, anche in questo caso, altamente riduttivo del benessere esistenziale del ragazzo, sfociando in una tipologia psicologica tipica del danno da rimbalzo. Il giovane appare sostanzialmente adattato ed inserito, ma dal tono dell’umore più flesso, sembrando di aver attivato meccanismi difensivi di tipo introiettivo e, quindi, con una sintomatologia autodiretta. L’estate scorsa, il ragazzo ha dovuto far ricorso a sonniferi, manifestandosi difficoltà nel sonno, conseguenza della forma di agitazione ansiosa che lo ha colpito a seguito delle rimuginazioni riguardo al ricordo della vittima.
 
Per adeguatamente valutare la condizione attuale del paziente, ho somministrato una consona e congrua batteria di test psicodiagnostici, qui sotto brevemente descritti e sui quali vi invito a soffermarvi per ben comprendere i risultati raggiunti:
 
 
BREVE DESCRIZIONE DEI TEST PSICODIAGNOSTICI IMPIEGATI IN QUESTA SEDE
 
Zulliger test-forma individuale ( Z test ) : reattivo proiettivo di personalità, elaborato da H.Zulliger . Esso nasce dopo la prova di Rorschach ed è basato sugli stessi meccanismi proiettivi di risposta del soggetto. È composto da tre tavole con le ‘macchie’, ha come finalità lo studio degli aspetti di ‘tratto ‘ della personalità , in parte influenzati dalle esperienze più recenti dell’esaminato. La sua velocità di applicazione e di elaborazione –senza niente togliere alla precisione diagnostica -, lo rende  una prova proiettiva assai importante ed utile .Lo scrivente ha prodotto un ‘Manuale pratico ‘ per il suo studio, utilizzato dai Laureati in Psicologia tirocinanti presso di lui al Reparto Neuro- Consultorio Psicologico dell ‘ Ospedale Militare di Firenze.
 
Hand test : si tratta di un test proiettivo che si è rivelato, nel tempo, una prova assai indicativa della condizione di ‘stato’ psicologico presente nell’esaminato. E’ composto da 9 cartoncini con il disegno di una mano in una posizione diversa su ognuno di essi e da un cartoncino bianco. Al soggetto viene data la consegna di ‘ immaginare che azione ha compiuto o sta per compiere quella mano in quella posizione’, consentendo –secondo le regole elaborative della prova -, la proiezione della condizione più attuale del proprio stato d’animo. Per il cartoncino bianco viene data la consegna al soggetto di immaginare liberamente una mano che compia delle azioni, le prime che gli vengono in mente.Il test possiede un sistema di siglatura originale e consente la costruzione di una diagnosi relativa a come egli si percepisce inconsapevolmente nel periodo in corso.
 
CDQ IPAT : è la Scala per la misurazione della depressione dell’Insitute for Personality and Ability Testing, uno dei Centri di maggior valore e rigore scientifico nello studio degli aspetti psicologici della personalità. Questa edizione è del 1979 e possiede la revisione ed adattamento italiano. Consta di 40 affermazioni ad autosomministrazione, attraverso il cui esame si perviene alla definizione del grado di malessere depressivo eventualmente presente nell’esaminato. Lo scrivente ha elaborato un adattamento ed un ampliamento diagnostico della presente versione, per uso informatico: viene fornita una scala con lo studio della coerenza interna delle risposte del soggetto ( come mezzo per limitare sia le risposte casuali, sia una contraffazione della prova ), sia una differenziazione per ‘intervalli diagnostici’ a partire dalla deviazione standard originale.
 
ASQ IPAT : questionario ad autosomministrazione per la misurazione dell’ansia dell’ Insitute for Personality and Ability Testing. E’ composto da 40 affermazioni il cui esame conduce alla definizione del grado di ansia presente o meno nel soggetto esaminato. Viene qui utilizzata la versione italiana adattata, del 1979, elaborata ed ampliata dallo scrivente per uso informatico: è stata elaborata una verifica della coerenza delle risposte del soggetto ed una differenziazione per ‘intervalli diagnostici’, a partire dalla deviazione standard originale.
 
  
 
ANALISI DEI RISULTATI OTTENUTI
 
Analisi dello Z test
 
Livello intellettivo,struttura dell’affettività e capacità relazionali:
Il ragazzo rivela adeguate capacità di livello intellettivo, in una struttura affettiva sostanzialmente consona   per età e anamnesi. Si fanno strada indicazioni di una lieve condizione di labilità emotiva, ma inserita entro un quadro comportamentale globale privo di patologicità. Le capacità di relazione appaiono ben ottenute e realizzate, così come le possibilità di adesione al pensiero del gruppo e, dunque, l’adattamento all’ambiente.
 
Presenza di segnali disadattivi o psicopatologici gravi:
L’analisi del protocollo del test non indica la presenza di segnali indici di un disadattamento psicologico, né a presenza di una struttura di personalità fuori della norma. Abbiamo indicazioni di una sintomatologia ansiosa di origine reattiva.
 
Profilo caratterologico e della personalità:
Trattasi di un giovane con adeguate capacità di inserimento, entro un profilo caratterologico privo di aspetti negativi ai fini del mantenimento di un equilibrio comportamentale normale.
 
Conclusioni diagnostiche:
Condizione ansiosa reattiva.
 
Analisi dell’Hand test:
I risultati raggiunti a questa prova evidenziano la presenza di attuali segnali disadattivi, a testimonianza dell’effetto deleterio che ha provocato nel paziente il trauma patito. Egli si dimostra soggetto che sembra abbia perso gran parte delle spinte positive all’azione, con un ritiro in sé che contrasta con l’espressione dei suoi desideri di esperienza vitale, adattiva. Questa condizione altamente conflittuale apre la porta a quella sintomatologia ansiosa e in parte depressiva che altri test hanno evidenziato ( ved. analisi ASQ e CDQ, più avanti ), condizione che, come abbiamo analizzato, è del tutto assente dalla risonanza interiore del giovane. L’altalenarsi di queste sensazioni così antitetiche genera uno stato attuale disadattivo   sul piano sia relazionale, sia lavorativo, con le conseguenze sul piano del benessere esistenziale facilmente comprensibili. Voglio ancora attirare l’attenzione sulla natura squisitamente reattiva di tale stato comportamentale, poiché tutto quanto andiamo oggettivamente sostenendo, trova la sua origine nella assenza documentata di qualsiasi condizione latente o preesistente all’interno della struttura caratterologica del soggetto.
 
 
Analisi della Scala CDQ-Depressione
 
Diagnosi ottenuta: ‘Depressione di lieve intensità’
 
Coerenza delle risposte: 90.91%
 
Analisi della Scala ASQ-Ansia
 
Diagnosi ottenuta: ‘Condizione ansiosa di lieve intensità’
Coerenza delle risposte: 90%
 
 
CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE FINALI
In virtù di quanto ottenuto dopo la somministrazione dei test descritti, possiamo concludere come segue:
Gian C soffre di una condizione ansioso-depressiva reattiva di lieve entità, nata e maturata a seguito dello shock patito per la scomparsa della sorella. Come abbiamo visto, il ragazzo possiede una consona struttura di personalità e grazie a questa ed alla sua giovane età, ha potuto meglio assorbire il lutto e quanto ne è derivato. Ciò non toglie,tuttavia, che la sua sofferenza abbia valore sull’abbassamento del suo benessere esistenziale, provocando quello che viene definito ‘danno riflesso’. L’entità di tale danno deve essere tenuta in considerazione per una prognosi futura per il ristabilimento,almeno parziale, dello stato di normalità del soggetto.
 

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