Quando la notte di Cristina Comencini
Un uomo, una donna: non una citazione di Lelouch. No, un uomo e una donna oggi, scostanti, rabbiosi, sgradevoli. Nei pensieri di lui lei è sempre “la cretina”; in quelli di lei lui è semplicemente “lo zotico”, “ruvido come la sua pelle, monotono come la sua camicia a scacchi, sempre la stessa”. La diffidenza tra Marina e Manfred è assoluta, tale da non far presagire http:\\/\\/psicolab.neta di buono; eppure, ci sarà amore tra i due o addirittura qualcosa di più; riconoscenza, forse, o un sentimento che nasce dalla gratitudine e se ne alimenta. Sarà, e sembra impossibile per buona parte della storia, un mettersi completamente a nudo, svelando all’altro la parte più intima di sé. Meglio ancora, non poter fare a meno di svelarsi, perché l’altro, non si sa come, ha il potere di stanare ciò che meticolosamente si nasconde. In più, verso la fine, ha la sapienza (anche qui, chissà come!) di accettare, accogliere le parti rimaste in ombra facendo in modo che le si accetti, le si accolga. Sappiamo per certo, tra l’altro, oramai, che è l’unica maniera per crescere.